Cultura e Scienza | La ventitreesima edizione del Festival della Scienza, che si è chiuso oggi (2 novembre) a Genova, ha raccolto oltre 200mila presenze in undici giorni di attività. Più di 25mila studenti da tredici diverse regioni italiane, oltre a una delegazione proveniente dal Portogallo, hanno preso parte al fitto programma composto da 257 eventi distribuiti in 35 sedi cittadine. L’iniziativa ha coinvolto circa 300 esperti internazionali e oltre 200 enti e realtà del settore scientifico e culturale.
Un’offerta multidisciplinare | L’edizione si è distinta per la varietà delle proposte, articolate in conferenze, laboratori, mostre, spettacoli ed eventi speciali. Tra questi, 112 incontri di approfondimento hanno affrontato tematiche che spaziano dall’astrofisica alle neuroscienze, passando per la biologia e la fisica teorica. I laboratori, in numero di 98, hanno coinvolto un pubblico eterogeneo con attività dedicate a bambini e ragazzi, mentre le 19 mostre hanno offerto percorsi espositivi di carattere scientifico e tecnologico, con particolare rilievo per quelle curate da enti come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Coinvolgimento e impatto locale | Il festival si è avvalso di una rete di circa 2.500 collaboratori, tra animatori, studenti e staff organizzativo, generando un indotto economico significativo per la città. Il budget complessivo si è attestato intorno a un milione e mezzo di euro, impiegati principalmente per retribuzioni, servizi e forniture locali. Come ha fatto presente la direttrice Fulvia Mangili, la maggior parte delle spese è stata destinata a forniture e servizi acquistati direttamente sul territorio, contribuendo a una rilevante ricaduta economica.
Prospettive per l’edizione 2026: il tema scelto | In vista della prossima edizione, in programma dal 22 ottobre al 1° novembre 2026, il consiglio scientifico ha individuato come parola chiave “Prospettive”. Come ha sottolineato il presidente del consiglio scientifico Carlo Ferdeghini, si tratta di un invito a esplorare nuovi orizzonti di conoscenza, a intercettare direzioni inedite del pensiero e a riflettere sul contributo della ricerca al futuro della società.
Eventi di rilievo e partecipazione del pubblico, tra conferenze e spettacoli | Le conferenze hanno registrato numerosi sold out, con appuntamenti di rilievo quali la lectio magistralis “L’eleganza del vuoto” di Guido Tonelli e gli interventi dei premi Nobel Michel Mayor e Katalin Karikó. Lo spazio riservato alle conferenze spettacolo e agli spettacoli ha visto una partecipazione altrettanto consistente, con eventi esauriti al Teatro della Tosse e a Palazzo Ducale. Tra le iniziative speciali, hanno riscosso interesse gli appuntamenti con Caterpillar live e Chemistry Show!, oltre ai tour tematici Botanica Queer e Soundwalk.
Spazi e progetti speciali: innovazione e neuroscienze | L’edizione ha sperimentato l’utilizzo di sedi inedite, come Villa Pallavicino delle Peschiere e il chiostro della basilica di Santa Maria di Castello. I progetti speciali hanno rappresentato un ulteriore valore aggiunto: Raise ha proposto dimostrazioni robotiche e laboratori interattivi al Genova Blue District, mentre la Mnesys Brain Arena, dedicata alle neuroscienze, ha debuttato alle Cisterne di Palazzo Ducale con un ampio programma di incontri e attività per tutte le età. L’iniziativa “Incontriamo la ricerca” ha offerto un ciclo di tavole rotonde sui progetti finanziati, arricchendo la programmazione con contributi di alto profilo scientifico.
(Red. Corsara)
