Politica e Giornalismo | In occasione della Giornata Internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti, l’Unione Europea ha ribadito il proprio impegno nel tutelare la libertà e la sicurezza della stampa, puntualizzato in una dichiarazione congiunta di Henna Virkkunen (vicepresidente esecutiva della Commissione europea), Kaja Kallas (alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza) e Michael McGrath (commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto e la tutela dei consumatori). Il fenomeno delle violenze contro i professionisti dell’informazione persiste a livello globale, richiedendo un’azione coordinata e strumenti concreti per sostenere chi opera in condizioni di rischio.
La situazione globale dei giornalisti a rischio | Nel corso del 2025, numerosi giornalisti sono stati vittime di violenze, intimidazioni e persecuzioni, spesso con esiti fatali. Secondo dati raccolti dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti, la ricerca della verità rimane un’attività pericolosa in molte regioni del mondo. L’Unione Europea ha richiamato l’importanza del diritto internazionale umanitario, che riconosce i giornalisti come civili da proteggere e sottolinea la necessità di indagini tempestive ed efficaci per ogni aggressione subita, nonché la responsabilizzazione degli autori.
Iniziative e strumenti di sostegno dell’UE | Dal 2015, l’UE ha attivato il meccanismo ProtectDefender.EU, che ha fornito assistenza diretta a quasi 13.000 giornalisti considerati a rischio, di cui 943 solo nell’ultimo anno. Recentemente sono stati finanziati due progetti europei per un totale di 20 milioni di euro, volti a rafforzare i media indipendenti in oltre 40 paesi, con particolare attenzione alle giornaliste, alle minoranze e alle aree con scarsità di informazione. Questi interventi si inseriscono in un quadro più ampio di tutela della pluralità dei media e del diritto all’informazione, elementi fondamentali per la democrazia.
Normativa europea e monitoraggio | L’entrata in vigore nel 2025 del Media Freedom Act rappresenta un passo fondamentale nelle politiche comunitarie a favore dell’indipendenza del giornalismo. Il provvedimento introduce garanzie giuridiche per media e professionisti, incluse misure contro le cause legali abusive (SLAPPs) che mirano a frenare la libertà di espressione. L’azione della Commissione Europea si estende anche al monitoraggio costante dello stato della libertà di stampa e della sicurezza dei giornalisti nei paesi membri e nei paesi candidati, attraverso i rapporti annuali sullo Stato di diritto e il sostegno a meccanismi di risposta rapida come MFRR.eu.
Ruolo internazionale e prospettive future | L’Unione Europea sostiene inoltre le iniziative multilaterali, collaborando con organismi come l’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani e l’UNESCO per promuovere media liberi e indipendenti. La strategia comunitaria per il periodo 2024-2029 e il futuro quadro finanziario 2028-2034 confermano la centralità della libertà di stampa quale priorità politica e finanziaria. Come ha evidenziato la dichiarazione congiunta di importanti figure istituzionali europee, “un giornalismo libero è il battito cardiaco della democrazia” e per questo “ogni attacco deve essere indagato con rapidità ed efficacia”.
(effe / Red. Corsara)
