Stati Generali Green Economy 2025

Biodiversità in Europa: sfide e strategie per una transizione ecologica sostenibile

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Economia | La quattordicesima edizione degli Stati Generali della Green Economy, in programma a Rimini il 4 e 5 novembre 2025, mette in luce il lento progresso dell’Unione Europea nel raggiungimento degli obiettivi di tutela della biodiversità. Tra dati preoccupanti e politiche in evoluzione, emergono riflessioni sul rapporto tra economia e capitale naturale, in vista di una transizione ecologica ancora incerta.

Lo stato della biodiversità in Europa | L’Europa fatica a conservare il proprio patrimonio naturale. Secondo un rapporto del 2024 dell’Agenzia europea per l’ambiente, appena il 15% degli habitat risulta in condizioni favorevoli, mentre oltre un terzo versa in stato critico. Solo il 27% delle specie presenta un soddisfacente stato di conservazione, con un’esigua minoranza in miglioramento. Le aree protette occupano il 26% del territorio terrestre e il 12% di quello marino, ma la loro espansione procede con lentezza, rendendo improbabile il raggiungimento del 30% entro il 2030. La connettività forestale, indicatore chiave per la rete ecologica, mostra un lieve declino, segnalando una frammentazione crescente degli habitat vitali.

Cause e contesto delle difficoltà | Le criticità derivano da molteplici fattori: la crisi climatica globale, la persistenza di un modello economico lineare e dissipativo, e le pressioni dovute a urbanizzazione e agricoltura intensiva. In questo scenario, le iniziative legislative europee come la Nature Restoration Law del 2024 assumono un ruolo cruciale, imponendo misure per il recupero e la protezione degli ecosistemi. Tuttavia, come ha evidenziato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, una riduzione degli sforzi in tale direzione sarebbe controproducente anche dal punto di vista economico.

Il legame tra economia e capitale naturale | Ronchi ha sottolineato che “una parte importante delle attività economiche è, infatti, indirettamente legata o direttamente dipendente da servizi ecosistemici”, citando settori quali l’agroalimentare, il turismo, la pesca e la produzione di materiali naturali. L’assetto territoriale stabile e la qualità delle risorse naturali rappresentano, secondo lui, elementi fondamentali per sostenere infrastrutture e insediamenti produttivi. Questo legame evidenzia come la tutela ambientale non sia un semplice vincolo, ma una componente essenziale della competitività economica.

Programma e contenuti degli Stati Generali 2025 | L’evento si aprirà il 4 novembre con la presentazione della Relazione sullo stato della green economy 2025, in un confronto che vedrà la partecipazione di figure di rilievo come Paolo Gentiloni, co-presidente della Task Force ONU sulla crisi del debito, e Lucrezia Reichlin, economista della London Business School. La giornata successiva si concentrerà su prospettive internazionali, investimenti e strategie per una green economy competitiva. Moderata da Amy Kazmin del Financial Times e Raimondo Orsini della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la sessione vedrà interventi da rappresentanti europei, cinesi, statunitensi e africani, tra cui Alessandra Zampieri del JRC della Commissione Europea e Junming Zhu della Tsinghua University.

Focus su finanza e innovazione | L’attenzione si sposterà poi sul ruolo del finanziamento nella transizione ecologica, con contributi di esperti come Paloma Aba Garrote della Commissione Europea, Nino Tronchetti Provera di Ambienta e Marco Duso di EY. Il dibattito verterà sul rapporto tra investimenti verdi, innovazione industriale e vantaggi competitivi, segnalando la centralità delle risorse finanziarie per accelerare il cambiamento. Verranno inoltre presentate testimonianze aziendali di successo nella decarbonizzazione, con la partecipazione di Maria Paola Chiesi di Chiesi Farmaceutici e Eleonora Petrarca di Enel Green Power.

Prospettive e sfide future | In chiusura sarà affrontato il contributo italiano alla COP30, con Chiara Montanini di Italy for Climate che delineerà aspettative e strategie per il prossimo importante appuntamento internazionale sul clima. L’intervento esclusivo di Jeffrey Sachs della Columbia University offrirà una visione strategica sul futuro della decarbonizzazione, integrando le riflessioni emerse durante l’incontro. Per i dettagli del programma: https://www.statigenerali.org/evento-nazionale/evento-2025/

(Red. Corsara)

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