Riduzione comuni montani in Liguria: rischi e criticità

Nuovi criteri legislativi minacciano lo sviluppo delle aree interne e la coesione territoriale

Politica | La Liguria rischia una drastica riduzione dei Comuni riconosciuti come montani a seguito dell’applicazione dei nuovi criteri definiti dalla Legge 131/2025. Un cambiamento che, secondo Anci Liguria, potrebbe compromettere le prospettive di sviluppo e resilienza delle aree interne, penalizzando territori di transizione e valle oggi già fragili.

Nuovi parametri e impatti territoriali | La Commissione di esperti incaricata di definire i criteri di montanità ha proposto parametri che, se applicati integralmente, ridurrebbero il numero di Comuni montani in Liguria da 167 a una forbice compresa tra 66 e 75. La selezione privilegerebbe esclusivamente i Comuni più elevati di alcune valli – tra cui Alta Valle Argentina, Valle Arroscia e Val Trebbia – escludendo ampie porzioni di territori di fondovalle e media quota. L’entroterra savonese, la Val Fontanabuona e la media Valle Scrivia sono tra le aree potenzialmente escluse. Come ha evidenziato Anci Liguria, questa scelta snaturerebbe la realtà geografica ligure, che si distingue per la presenza simultanea di Alpi, Appennini e mare, configurandosi come un territorio prevalentemente montano.

Conseguenze socio-economiche | La perdita della qualifica di Comune montano per molti territori intermedi rischia di avere ripercussioni immediate sul recupero demografico e sulla tenuta dei servizi essenziali. Questi ambiti, già marginali secondo la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), vedrebbero ulteriormente compromessa la loro capacità di attrazione e sviluppo. Come ha fatto presente Anci Liguria, la classificazione di montanità non è solo un dato statistico, ma rappresenta una leva fondamentale per l’accesso a fondi e incentivi previsti dalla normativa vigente, incluso il riparto del Fondo montagna.

Richieste e interlocuzioni istituzionali | In una lettera inviata al Ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, al Presidente Anci nazionale Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci, Anci Liguria, per voce del presidente Pierluigi Peracchini e dei coordinatori della Commissione Montagna e della Consulta Piccoli Comuni, ha sottolineato la necessità di un riesame urgente dei criteri adottati. L’Associazione sostiene che quelli proposti siano “criteri asettici” e auspica l’adozione di parametri “ispirati da una visione non parcellizzata ma d’insieme”, in grado di garantire coerenza a livello nazionale e di preservare le peculiarità del territorio ligure.

Bilanci e prospettive | La legge 131/2025, attesa da tempo, si pone l’obiettivo di valorizzare le zone montane, ma rischia di produrre effetti opposti. La riduzione del numero di Comuni riconosciuti potrebbe tradursi in nuove disuguaglianze e in un indebolimento delle politiche di sostegno alle aree interne. La questione, oltre a implicazioni amministrative e finanziarie, solleva un problema di identità territoriale e di visione strategica, che richiede un confronto approfondito e misure calibrate sulle specificità locali.

(Red. Corsara)

[AGGIORNAMENTO 28/10/2025: VEDI: Montagna e Comuni Montani: ancora nessuna bozza di Decreto in circolazione] (Red. Corsara)

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