Cronaca | Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre, un gruppo di ragazzi ha fatto irruzione nella scuola genovese al grido di “Occupiamo l’occupazione”: gravi atti di vandalismo e la comparsa di svastiche hanno colpito il Liceo Leonardo da Vinci di Genova, suscitando una forte reazione da parte delle istituzioni e delle forze politiche. La deputata ligure Ilaria Cavo ha condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando che “la scuola è un luogo dedicato alla cultura, allo studio e alla crescita, dove non può trovare mai spazio la violenza, di qualunque forma, tantomeno se commessa in nome di ideologie politiche respinte con fermezza da tutti nel nostro Paese.”.
Il Partito Democratico Liguria e il Gruppo PD in Regione hanno definito l’evento “un vile attacco ai valori della libertà e della democrazia”, sottolineando che “la scuola deve essere un luogo di incontro, dialogo e crescita, non uno spazio di scontro o intimidazione”. I parlamentari liguri del Pd Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino hanno chiesto che “si faccia chiarezza al più presto” per identificare i responsabili.
Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso solidarietà agli studenti e al personale scolastico. Il capogruppo regionale Stefano Giordano ha dichiarato: “La scuola deve essere un luogo di libertà, confronto e crescita, non di paura o intimidazione”. Il M5S ha inoltre sottolineato come la demonizzazione delle occupazioni studentesche abbia contribuito a creare un clima di tensione che ha portato a questi episodi.
Il capogruppo comunale M5S Marco Mesmaeker ha aggiunto che “chi si è macchiato di questo atto indecente deve pagare di tasca propria la risistemazione di tutto il complesso scolastico”. Il Network Giovani del M5S ha ribadito che “simboli nazifascisti e atti di violenza non possono trovare spazio in una scuola, luogo di libertà e crescita”.
La Lega Giovani di Genova condanna con fermezza il raid avvenuto al liceo Da Vinci; Edoardo Di Cesare, coordinatore provinciale, ha espresso un netto rifiuto dell’episodio: “Basta odio e violenza” e ha sottolineato che “i responsabili devono essere puniti dalla magistratura senza fare sconti.”
Secondo USB Scuola Liguria l’episodio rappresenta l’ennesima provocazione da parte di gruppi esterni che vogliono “portare disordine e paura” e screditare le legittime contestazioni studentesche, in particolare riguardo al conflitto in Palestina e al Disegno di Legge S. 1627. USB Scuola Liguria esprime solidarietà agli studenti e invita a “supportare la libera decisione degli studenti di far sentire la propria voce” senza criminalizzare le loro iniziative. L’organizzazione condanna inoltre “l’apologia di fascismo, vietata dalle nostre leggi” e si impegna a sostenere i giovani contro queste provocazioni. (Red. Corsara)
Le indagini sono in corso per chiarire i fatti e individuare i responsabili, mentre l’intera comunità scolastica e politica si è unita nel condannare fermamente quanto accaduto.
(Red. Corsara)
