Berlin Global Dialogue 2025: L’Europa di fronte alle sfide della nuova geoeconomia

Von der Leyen traccia strategie per autonomia, innovazione e sicurezza in un mondo multipolare

Politica | Il Berlin Global Dialogue (BGD) 2025 si tiene a Berlino dal 23 al 25 ottobre con il tema “Shifting Power, Shaping Prosperity”. Punto di riflessione del summit è il ruolo della multipolarità come motore di crescita e stabilità globale in un mondo dove poteri economici, politici e militari sono sempre più diversificati. Le nuove dinamiche di potere, influenzate anche dai progressi tecnologici, richiedono una collaborazione tra attori tradizionali e nuove potenze per evitare conflitti e promuovere opportunità, equità e prosperità condivisa. A Berlino oggi, 25 ottobre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha delineato le sfide e le strategie dell’Unione europea nel mutato scenario economico globale. Ha sottolineato l’urgenza di una trasformazione interna e di una risposta coerente alle tensioni geoeconomiche, con un’attenzione particolare all’indipendenza strategica e alla sicurezza degli approvvigionamenti.

Rinnovamento interno e competitività europea | Von der Leyen ha aperto il suo intervento ricordando come l’Europa debba affrontare un rallentamento economico, vulnerabilità strategiche e minacce alla propria autonomia sociale e politica. Nel contempo, ha fatto presente che l’Unione dispone di risorse significative, dalla solidità del mercato unico alle competenze di un capitale umano qualificato e infrastrutture avanzate. Secondo quanto afferma, la sfida consiste nel «muoversi più rapidamente, semplificare le procedure e investire nelle nostre unicità». A tal fine, è stata annunciata una revisione normativa per creare un regime unitario europeo per le imprese innovative, eliminando le disparità regolamentari tra i 27 stati membri, e il lancio di un fondo dedicato alle scale-up europee con capitale privato. Ha evidenziato l’importanza di ridurre la complessità burocratica e di adottare una mentalità di urgenza per preservare la competitività del continente.

Geoeconomia e mutamenti globali | La presidente ha richiamato l’attenzione sul progressivo predominio dell’economia quale strumento di potere internazionale, riconoscendo che la tradizionale prevalenza della forza militare resta però centrale. Ha argomentato che «economia e sicurezza nazionale sono ormai fuse», e che strumenti come controlli alle esportazioni, dazi e misure non tariffarie sono diventati prassi consolidata nei rapporti tra potenze. Von der Leyen ha definito questo fenomeno come una «nuova geoeconomia» (“We are now in an era of geoeconomics” ha constatato), in cui le dipendenze interstatali vengono sfruttate per coercizione o vantaggi strategici. L’Unione si trova dunque a dover ricalibrare le proprie politiche industriali e di difesa, destinando fino a 800 miliardi di euro alla spesa militare entro il 2030 e puntando a una maggiore resilienza energetica e tecnologica.

La questione delle materie prime critiche | Un passaggio cruciale del discorso ha riguardato il recente inasprimento delle restrizioni cinesi sulle esportazioni di terre rare e materiali per batterie, risorsa essenziale per settori chiave come l’automotive, la difesa e l’elettronica. Von der Leyen ha definito tali misure «un rischio significativo per le catene di approvvigionamento europee». Ha affermato che l’Unione «sta lavorando a un piano RESourceEU» per diversificare fonti e infrastrutture, rafforzare il riciclo e sviluppare partnership strategiche con paesi quali Ucraina, Australia e Canada. L’iniziativa, modellata sul successo di REPowerEU nella crisi energetica, mira a garantire approvvigionamenti sostenibili e a mitigare la dipendenza da fornitori instabili o ostili.

Relazioni commerciali e prospettive di cooperazione | Nonostante le tensioni, l’Europa continua a perseguire una politica commerciale aperta, come dimostrano i nuovi accordi con Mercosur, Messico, Indonesia e Svizzera, e le trattative in corso con India, Filippine, Tailandia, Malaysia e Emirati Arabi Uniti. Von der Leyen ha sottolineato che questi partenariati sono fondamentali per «evitare strozzature nelle catene di fornitura» e rafforzare la sicurezza economica. Ha argomentato che l’Unione deve impiegare il proprio peso geoeconomico per tutelare i propri interessi in un mondo sempre più contrapposto.

Visione strategica | La presidente ha riconosciuto la complessità dello scenario globale e la necessità di un approccio realistico e dinamico, capace di coniugare difesa, autonomia industriale e apertura commerciale. Ha insistito sulla necessità di uno «spirito di urgenza, indipendenza e coraggio» per garantire un futuro stabile e prospero all’Europa.

(effe / Red. Corsara)

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