Attualità / Raddoppio ferroviario | Coldiretti Savona esprime forte preoccupazione per il progetto di spostamento a nord della linea ferroviaria Andora–Finale Ligure, che metterebbe a rischio oltre 100 ettari di terreno agricolo nella Piana di Albenga, area chiave per l’agroalimentare ligure. “La realizzazione dell’opera così come oggi progettata comporterebbe la perdita di circa il 10% della superficie coltivata della Piana di Albenga, un danno inaccettabile per l’economia del territorio,” afferma Marcello Grenna, presidente di Coldiretti Savona.
L’associazione non si oppone al raddoppio della linea ferroviaria, ma contesta la scelta di spostarla nel cuore agricolo della zona, che ospita produzioni di eccellenza come ortaggi, piante aromatiche e florovivaismo. “Il progetto non solo taglierebbe in due le aziende agricole, ma metterebbe a rischio la sopravvivenza stessa di un comparto che dà lavoro e identità al territorio,” spiega Grenna, chiedendo una rimodulazione che tuteli l’agricoltura e l’ambiente.
Oltre alla perdita di suolo fertile, Coldiretti segnala il pericolo di danni alle falde acquifere con possibili deviazioni o perdite irreversibili, oltre a un peggioramento della qualità dell’aria per le polveri generate dai lavori. “Spostare la ferrovia nel cuore della piana significherebbe interrompere la continuità produttiva delle aziende, distruggendo un equilibrio costruito in decenni di lavoro,” sottolinea Micaela Pizzo, dirigente di Coldiretti Albenga.
Anche sul fronte della mobilità si evidenziano criticità: la proposta di spostare la stazione fino a 5 km dal centro urbano è giudicata penalizzante per pendolari e turismo. “Una nuova infrastruttura deve migliorare la vita delle persone e non complicarla,” osserva Antonio Ciotta, direttore di Coldiretti Savona, che invita a conciliare sviluppo e tutela del territorio senza sacrificare le campagne.
Coldiretti Savona ribadisce quindi la richiesta di rivedere il progetto per mantenere il raddoppio ferroviario ma proteggere un’area agricola strategica.
(Red. Corsara)
