Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato oggi, 23 ottobre, il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, estendendo restrizioni su energia, finanza, commercio e settori strategici. Tra le misure principali, il divieto totale di importazione di gas naturale liquefatto russo e un inasprimento delle limitazioni relative alla cosiddetta shadow fleet, con impatti significativi sull’economia bellica russa.
Reazioni istituzionali | Come ha sottolineato Kaja Kallas, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e Vicepresidente della Commissione Europea, “ogni euro che neghiamo alla Russia è un euro che non può essere speso per la guerra”, evidenziando la determinazione europea nel continuare a intensificare le misure. Maria Luís Albuquerque, Commissaria per i Servizi Finanziari, ha fatto presente che la combinazione di sanzioni sul LNG, i servizi finanziari e le misure anti-elusione rappresenta “una risposta ampia e profonda per indebolire ulteriormente l’economia russa”. Dan Jørgensen, Commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa, ha affermato che la decisione assunta è “un passo storico” per l’Europa, mirato a “colpire duramente la macchina da guerra di Putin e sostenere gli sforzi di pace per Kiev”.
Misure energetiche | Il nuovo pacchetto introduce un divieto di importazione del gas naturale liquefatto (LNG) russo, con scadenze differenziate: per i contratti a lungo termine la restrizione scatterà dal 1° gennaio 2027, mentre per quelli a breve termine entro sei mesi dall’entrata in vigore delle sanzioni. Inoltre, è stato eliminato il precedente esonero per le importazioni provenienti dalle compagnie Rosneft e Gazprom Neft, pur mantenendo alcune eccezioni per petrolio di terzi paesi come il Kazakistan, in linea con il tetto massimo al prezzo del petrolio stabilito dall’Unione Europea. Particolare attenzione è stata riservata agli operatori di paesi terzi che facilitano i flussi di entrate russi, con sanzioni rivolte a due raffinerie e a un trader cinese di rilievo nel mercato del greggio russo.
L’inasprimento riguarda anche il divieto di importazione di una specifica variante di gas di petrolio liquefatto (LPG), utilizzata per eludere restrizioni precedenti. La shadow fleet – la flotta navale usata per aggirare le sanzioni – vede ora 557 imbarcazioni inserite nella lista nera, con divieto di accesso ai porti UE e di ricevere servizi, mentre è stato rafforzato il controllo sulle registrazioni di bandiera per impedire ulteriori manovre elusive. Sono stati inoltre sanzionati soggetti chiave nella catena del valore della shadow fleet, tra cui Litasco Middle East DMCC, e registri marittimi che forniscono false bandiere. Infine, sono estesi i divieti sui servizi legati all’energia, inclusi quelli scientifici e tecnici come la prospezione e la mappatura geologica.
Restrizioni finanziarie | La lista nera si amplia con l’inserimento di cinque banche russe, bloccando ogni forma di transazione diretta o indiretta con operatori europei. Nuove restrizioni colpiscono i sistemi di pagamento russi Mir e SBP, e quattro istituti finanziari in Bielorussia e Kazakistan connessi al sistema di pagamenti russo SPFS. Per la prima volta, l’Unione Europea ha incluso nelle sanzioni l’ambito delle criptovalute, colpendo il creatore di uno stablecoin legato al rublo e la sua piattaforma di scambio, oltre a un exchange in Paraguay che facilitava l’elusione delle restrizioni. L’obiettivo è chiudere le falle nel sistema sanzionatorio e impedire la creazione di infrastrutture finanziarie parallele da parte della Russia.
Gli operatori europei sono ora vietati dall’offrire servizi legati alle criptovalute e a determinate soluzioni fintech che potrebbero supportare l’economia russa. L’Unione ha inoltre imposto divieti di transazioni verso cinque banche di paesi dell’Asia Centrale, ritenute complici nel sostenere l’economia bellica di Mosca.
Limitazioni commerciali e industriali | Sono stati ampliati i divieti all’export di beni a duplice uso e tecnologie avanzate, con particolare riguardo a materiali metallici per sistemi d’arma e componenti per propellenti. Nuove restrizioni riguardano anche l’esportazione di sali, minerali, materiali da costruzione e articoli di gomma, corrispondenti a una cifra stimata di 155 milioni di euro in termini di esportazioni UE del 2024. Il pacchetto prevede inoltre sanzioni individuali per persone e aziende del complesso militare-industriale russo, inclusi operatori con sede in Emirati Arabi Uniti e Cina.
Misure contro le elusioni | Sono stati aggiunti 45 nuovi soggetti alla lista di coloro che sostengono direttamente o indirettamente il complesso militare-industriale russo o sono coinvolti in pratiche di elusione delle sanzioni. Di questi, 28 sono basati in Russia e 17 in paesi terzi, inclusi 12 in Cina, 3 in India e 2 in Thailandia.
Altre restrizioni e provvedimenti | Le zone economiche speciali russe sono ora oggetto di un divieto per nuovi contratti con entità locali, e due di queste zone, Alabuga e Technopolis Moscow, sono soggette a divieti anche per contratti esistenti, una misura che impone di fatto una dismissione delle attività in tali aree per via del loro coinvolgimento nella macchina bellica. Sono state introdotte limitazioni ai servizi digitali avanzati forniti alla Russia, comprese tecnologie spaziali e di intelligenza artificiale, e un inasprimento del controllo sui servizi rivolti al governo russo. Un divieto è stato inoltre stabilito per i servizi di riassicurazione relativi a navi e aeromobili russi per un periodo fino a cinque anni dopo la loro cessione a terzi.
Un’ulteriore restrizione riguarda i movimenti dei diplomatici russi all’interno dell’UE: essi dovranno notificare in anticipo gli spostamenti tra Stati membri, che potranno imporre autorizzazioni basate su visti o permessi di soggiorno rilasciati da paesi terzi, misura finalizzata a contrastare attività di intelligence ostili.
Coinvolgimento della Bielorussia | Il pacchetto replica alcune misure già adottate contro la Bielorussia, estendendo sanzioni sul commercio, finanza e servizi. Cinque nuovi nominativi collegati al complesso militare-industriale bielorusso e al regime di Lukashenko sono stati inclusi nelle restrizioni.
(Red. Corsara)
