Monitoraggio faunistico Liguria 2025-2026

Strategie innovative per la gestione sostenibile della fauna omeoterma regionale

La Regione Liguria ha approvato il programma di monitoraggio della fauna selvatica omeoterma 2025-2026, affidandone l’esecuzione all’Università di Genova – DISTAV. Tra gli obiettivi, lo studio dell’avifauna venatoria, la gestione del cinghiale e dei cervidi, e l’aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale. Il progetto coinvolge attività di ricerca, raccolta dati e sperimentazioni sul territorio regionale.

Collaborazione istituzionale e quadro normativo | La Regione Liguria ha confermato la partnership con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita (DISTAV) dell’Università di Genova, riconosciuto come il principale centro scientifico per lo studio della fauna selvatica ligure. La collaborazione si basa sulla convenzione stipulata nel 2017 e rinnovata automaticamente, il cui scopo è favorire approfondimenti scientifici e la formazione di specialisti. Il programma si sviluppa in un quadro normativo regionale e nazionale che promuove la tutela della biodiversità, la ricerca scientifica e la gestione sostenibile delle risorse faunistiche.

Progetti di ricerca e ambiti di intervento | Il monitoraggio prevede diverse linee di attività. La prima riguarda l’analisi dei dati derivanti dai tesserini venatori a lettura ottica, con l’obiettivo di valutare la distribuzione temporale e spaziale degli abbattimenti e la pressione venatoria sulle specie di interesse. Il secondo progetto si concentra sulle popolazioni di Turdidi nel centro-ponente ligure, con indagini bioacustiche e lo studio della migrazione pre-riproduttiva attraverso registratori elettronici posizionati in valichi strategici. Inoltre, si avvierà la progettazione di uno studio pilota basato sulla telemetria per approfondire la migrazione post-nuziale.

Gestione del cinghiale e degli ungulati problematici | La ricerca prosegue con un progetto sperimentale dedicato alla riduzione dei danni agricoli causati dal cinghiale, mediante recinzioni comprensoriali e il miglioramento di quelle individuali. Come evidenziato dal DISTAV, la frammentazione dei fondi agricoli e le caratteristiche orografiche della Liguria complicano l’efficacia delle misure di protezione, rendendo necessari interventi coordinati e consulenze mirate. Parallelamente, è prevista la verifica e l’aggiornamento del Piano regionale di interventi urgenti (PRIU) contro la peste suina africana (PSA), con il coinvolgimento di vigilanza regionale e associazioni venatorie. Infine, sarà elaborato un piano di controllo per il Daino, specie non autoctona in espansione, e verificate le condizioni per piani analoghi su altri cervidi.

Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale | Il Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR), attivo dal 2021 e soggetto a valutazione ambientale strategica, sarà aggiornato con nuove evidenze scientifiche raccolte nel biennio. Questo strumento regola la tutela e la gestione delle specie faunistiche, definendo le aree protette e i confini venatori. L’aggiornamento prevede la redazione di studi propedeutici e un rapporto preliminare basati sulle più recenti rilevazioni e dati bibliografici.

Finanziamenti e tempistiche | Il programma di monitoraggio ha un costo complessivo di 120.848 euro, di cui circa il 70% coperto dalla Regione Liguria con un impegno di spesa di 84.593,50 euro per il biennio 2025-2026. Il contributo sarà erogato secondo un calendario che prevede una prima tranche entro la fine del 2025 e il saldo entro il 2026, subordinato alla presentazione di rendicontazioni dettagliate. Il DISTAV si impegna a svolgere direttamente le attività di ricerca, garantendo la produzione di report tecnici e dati utili per la definizione delle politiche regionali.

Implicazioni per la gestione faunistica regionale | L’iniziativa mira a consolidare la base conoscitiva necessaria a una gestione più efficace e sostenibile della fauna omeoterma in Liguria. L’approccio interdisciplinare e le metodologie adottate, dalla bioacustica alla telemetria, consentono di superare i limiti delle sole analisi venatorie, estendendo l’osservazione a periodi e dinamiche finora poco esplorati. La collaborazione con enti pubblici e associazioni coinvolte nel controllo delle specie problematiche suggerisce un modello integrato, che tiene conto sia delle esigenze conservazionistiche sia di quelle agricole e sanitarie.

(Red. Corsara)

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