Ambiente e attualità | Il Coordinamento No Inceneritore in Val Bormida Ligure & Piemontese con il volantinaggio “Le castagne di Calizzano sono buonissime… ma con un inceneritore?” lancia un allarme sul rischio ambientale e sanitario legato alla costruzione di un termovalorizzatore in zona, possibilità che rientra nel piano regionale dei rifiuti attualmente in discussione. Domenica 19 ottobre, alle ore 15, sarà distribuito un volantino informativo che mette in guardia sui pericoli di questa scelta, evidenziando come “dall’incenerimento di rifiuti si producono oltre 113.000 tonnellate di ceneri tossiche” e che “dal camino si sprigionano diossine, metalli pesanti e polveri sottili” che contaminano aria, acqua e terreni.
Il Coordinamento sottolinea che l’impianto minaccerebbe non solo la salute dei residenti, ma anche le eccellenze locali, come castagne e funghi, fondamentali per l’identità e l’economia della valle. I funghi, in particolare, sono “indicatori sensibili dell’inquinamento atmosferico e del degrado ambientale”. Ci si oppone inoltre al fatto che il sindaco di Calizzano Pierangelo Olivieri, anche Presidente della Provincia di Savona, abbia espresso il proprio sostegno al progetto, ignorando che “l’aria è di tutti e non conosce confini amministrativi”.
Un ulteriore punto critico riguarda il trasporto dei rifiuti: oltre il 70% arriverebbe da fuori provincia, aumentando l’inquinamento e il traffico sulla rete locale. La Val Bormida, già gravemente colpita da un secolo di inquinamento chimico, non può diventare “la discarica della Liguria”. La vera soluzione proposta secondo il Comitato è “una raccolta differenziata spinta, che riduce i rifiuti, crea lavoro e tutela la salute dei cittadini”.
L’invito finale è a “difendere la salute, la natura e le castagne (e i funghi) della Val Bormida” e a “unirsi per dire NO all’inceneritore e SÌ a una valle pulita, viva e sostenibile”.
(Red. Corsara)
