Uno sguardo sulla povertà in Liguria

Indigenza, sfide e strategie contro la povertà

Liguria

La Liguria ha visto una diminuzione della povertà relativa e del rischio di esclusione sociale nel 2024, pur con un aumento della grave deprivazione materiale. Le fragilità emergono soprattutto tra anziani e famiglie numerose, mentre il sistema regionale si sta riorganizzando per rafforzare l’integrazione tra servizi sociali e sanitari. Il Piano regionale di contrasto alla povertà 2024-2026 delinea le strategie e gli interventi in risposta a queste sfide, e offre anche una fotografia del disagio e dell’indigenza in cui oggi vive parte della popolazione ligure. Vediamo alcuni aspetti che risaltano nel report regionale.

Andamento della povertà in Liguria | Come ha rilevato l’Istat, nel territorio ligure, la percentuale di popolazione a rischio povertà o di esclusione sociale si è attestata al 13,8% nel 2024, in calo rispetto al 17,7% dell’anno precedente e inferiore alla media nazionale che ha segnato un lieve aumento. Il dato sulla povertà relativa conferma questa tendenza al miglioramento, passando dal 12,5% al 10,8%. Di converso, la quota di persone colpite da grave deprivazione materiale è raddoppiato, passando dall’1,1% al 2,1%, mentre il fenomeno della bassa intensità lavorativa si è ridotto significativamente, scendendo dal 10,2% al 4,9%.

Profilo demografico e socioeconomico | La Liguria si distingue per una popolazione particolarmente anziana, con un’età mediana di 52,3 anni e quasi un terzo degli abitanti sopra i 65 anni, un elemento che accentua le pressioni sul sistema sanitario e sociale regionale. Il reddito disponibile mediano si situa a 18.800 euro, superiore alla media nazionale ma inferiore rispetto ad altre regioni del Nord-Ovest. La disuguaglianza economica emerge in modo marcato nella provincia di Genova, dove il decile più povero dispone di meno di 8.000 euro annui. Le differenze di genere si riflettono anche nelle pensioni, con una percentuale di donne pensionate con assegni inferiori a 500 euro mensili superiore rispetto agli uomini.

Povertà educativa e investimenti | La povertà educativa rappresenta una sfida rilevante per la regione. Nonostante un’offerta di asili nido superiore alla media nazionale – con il 31,7% di bambini da 0 a 2 anni che vi accedono – il tasso di abbandono scolastico resta elevato, attestandosi al 12,9% nel 2021, in linea con la media italiana e lontano dall’obiettivo europeo del 9%. Le competenze degli studenti liguri mostrano criticità: quasi la metà degli alunni di terza media presenta lacune significative in italiano, una condizione meno marcata nella città metropolitana di Genova. Per contrastare questa situazione, come ha evidenziato la Regione, sono in corso progetti di inclusione sociale e lotta alla povertà educativa, sostenuti anche da investimenti provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Condizioni abitative e domanda di housing sociale | Il contesto abitativo in Liguria rimane teso. A Genova, circa 3.500 famiglie sono esposte a rischio sfratto mentre la lista d’attesa per alloggi popolari supera le 4.000 unità. L’offerta di edilizia residenziale pubblica è limitata: su un totale di 950.000 abitazioni, solo 21.000 sono ERP, metà delle quali concentrate nel capoluogo. Paradossalmente, nella stessa città si registrano circa 35.000 alloggi sfitti, una discrepanza che, come ha fatto presente un esperto locale, evidenzia la mancanza di politiche efficaci per incentivare l’utilizzo di questi immobili a beneficio delle famiglie in difficoltà. Le strategie regionali puntano a potenziare l’offerta di housing sociale e a coordinarsi con altre realtà territoriali per affrontare l’emergenza abitativa.

Assegno di Inclusione: caratteristiche e impatto | L’Assegno di Inclusione (ADI) coinvolge attualmente in Liguria poco più di 11.000 nuclei familiari, equivalenti all’1,54% delle famiglie residenti, con una concentrazione del 44% nel capoluogo regionale. Gli individui beneficiari sono circa 19.400, pari all’1,29% della popolazione residente, con le più alte incidenze nei comuni di Ventimiglia, Sanremo e Imperia. Rispetto alla media nazionale, la Liguria si distingue per una maggiore presenza di nuclei con cittadinanza straniera (16,9% contro il 9,6%) e per una quota superiore di individui con almeno 60 anni (32% rispetto al 24,8%). I nuclei familiari con tre o più componenti risultano meno frequenti rispetto alla media italiana, così come la presenza di individui minorenni tra i beneficiari è significativamente inferiore.

Trend e confronto con precedenti misure di sostegno | L’analisi storica evidenzia una diminuzione del numero di nuclei beneficiari di misure di sostegno al reddito, passando dai 37.000 del 2021 agli attuali 24.600, con un parallelo calo degli individui coinvolti, da oltre 70.000 a meno di 43.000. Questa riduzione, come ha sottolineato un osservatore esperto, riflette mutamenti nelle condizioni socioeconomiche e nelle politiche di assistenza, ma mantiene la Liguria al di sotto della media nazionale sia in termini di incidenza sia di composizione dei nuclei beneficiari.

Governance e riorganizzazione territoriale | La Regione Liguria sta procedendo a una riorganizzazione del sistema sociale attraverso la riduzione da 68 a 19 Ambiti Territoriali Sociali (ATS), allineandoli con i Distretti sociosanitari per favorire una maggiore integrazione tra servizi sociali e sanitari. La governance coinvolge le Conferenze dei Sindaci di ATS, che hanno il compito di allocare risorse e approvare i piani di zona, oltre a partecipare alla più ampia Conferenza Permanente per la Programmazione Sociosanitaria Regionale, organismo che coordina le politiche sociali e sanitarie a livello regionale.

Integrazione dei servizi e modelli di intervento | La programmazione regionale si fonda su un approccio che mira a superare la frammentazione dei servizi attraverso la costruzione di percorsi integrati socio-educativo-sanitari. Come ha ricordato il documento programmatico, la sinergia tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) e di prestazioni sociali (LEPS) è indispensabile per garantire una presa in carico completa e personalizzata. La Regione, ispirandosi anche alle indicazioni del PNRR, promuove modelli organizzativi che favoriscano l’accesso coordinato, la valutazione multidisciplinare e la condivisione delle risorse tra i diversi attori.

Prospettive e sfide future | Nonostante progressi nella riduzione della povertà relativa, la Liguria è chiamata a rispondere a nuove complessità legate all’invecchiamento della popolazione, alla povertà educativa e alle carenze nel sistema abitativo. Il Piano regionale 2024-2026 delinea un percorso che mette al centro l’integrazione e la collaborazione tra enti pubblici e Terzo settore, elementi imprescindibili per una risposta efficace alle esigenze di inclusione sociale e contrasto alla povertà.

(effe / Red. Corsara)

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