Attualità | In occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, Save the Children lancia l’allarme sui gravi effetti dei tagli agli aiuti umanitari internazionali, che penalizzano soprattutto 167 milioni di ragazze nei Paesi con le maggiori disuguaglianze di genere. L’analisi evidenzia che 17 dei 20 Paesi più colpiti dai tagli nel 2025 sono classificati come “scarsi” o “molto scarsi” in termini di uguaglianza di genere.
Queste ragazze rischiano di perdere l’accesso a diritti fondamentali come l’istruzione e sono esposte a crescenti rischi di violenza ed esclusione. Tra le nazioni più colpite figurano Giamaica, Eswatini e Namibia, dove la combinazione tra riduzione dei fondi e disuguaglianza risulta particolarmente critica.
Maria, 16 anni, rifugiata in Tanzania, racconta le difficoltà incontrate: “Voglio studiare e diventare dottoressa, ma senza i materiali scolastici necessari ho paura di perdere la battaglia”. L’insegnante Isack conferma che i tagli hanno interrotto la distribuzione di materiali essenziali come quaderni e assorbenti, aggravando l’abbandono scolastico.
La direttrice generale di Save the Children, Inger Ashing, sottolinea: “Le ragazze che crescono in Paesi colpiti da massicci tagli agli aiuti affrontavano già ostacoli sproporzionati”, “i rischi di violenza, disuguaglianza e conflitto aumentano, mentre il supporto diminuisce”.
Nonostante l’urgenza, gli aiuti globali sono calati del 14%, con una perdita di circa 22 miliardi di dollari destinati a programmi essenziali. Nessun Paese è attualmente sulla buona strada per raggiungere l’uguaglianza di genere entro il 2030: “Al ritmo attuale, una ragazza nata oggi dovrà aspettare il suo 97° compleanno… per celebrare finalmente una società equa”.
Save the Children ribadisce l’importanza di investire nelle ragazze, considerate “una base fondamentale per la pace, lo sviluppo economico e sociale”, e invita governi e leader globali a sostenere con decisione il loro futuro.
(Red. Corsara)
