In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il Consiglio Regionale dell’Ordine Assistenti Sociali della Liguria ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un approccio integrato alla sofferenza psichica, sottolineando l’insufficienza dei soli trattamenti farmacologici e la necessità di politiche pubbliche che valorizzino gli aspetti sociali e culturali della salute mentale.
Salute mentale e politiche pubbliche | La Presidente del Croas Liguria, Dott.ssa Claudia Lanteri, ha ribadito che “non può esserci salute senza salute mentale”, evidenziando come questo principio debba tradursi in orientamenti concreti per le politiche pubbliche e le prassi professionali. Nel centenario della nascita di Frantz Fanon, psichiatra e teorico della decolonizzazione, è stata rimarcata la natura culturale e sociale della salute mentale, mettendo in guardia contro un ritorno a soluzioni esclusivamente clinico-farmacologiche. L’esperienza italiana, segnata dall’opera di Franco Basaglia, ha promosso un modello comunitario e multidisciplinare che rischia di essere compromesso da un approccio riduzionista e da un isolamento istituzionale.
Ruolo degli assistenti sociali | Stando a quanto afferma la Dott.ssa Lanteri, gli assistenti sociali svolgono una funzione cruciale nel collegare realtà spesso distanti tra loro: istituzioni e territori, bisogni individuali e risposte collettive, vulnerabilità e diritti. Il loro impegno si concentra sulla costruzione di percorsi che favoriscano la partecipazione e il benessere psico-fisico-sociale di individui e comunità. Nel contesto del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM), non ancora adeguatamente finanziato, è stata avanzata la richiesta di un riconoscimento effettivo del ruolo degli assistenti sociali all’interno dei Dipartimenti di Salute Mentale e dei servizi territoriali, inclusi Centri Salute Mentale, Servizi Dipendenze e Neuropsichiatrie Infantili.
Proposte per un approccio integrato | Tra le misure necessarie, la Presidente ha indicato l’attuazione concreta di progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati (PTRI), con la partecipazione attiva della persona interessata, della famiglia e delle reti informali. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di strumenti di inclusione quali l’inserimento abitativo e lavorativo, considerati elementi fondamentali per la salute e l’integrazione sociale. Il modello avanzato dovrebbe altresì tenere conto delle specificità di genere, etnia, condizione socio-economica e vissuti migratori, rafforzando la collaborazione tra servizi sociali, sanitari, educativi e del terzo settore. La promozione della salute mentale, ha fatto presente, deve estendersi a scuole, luoghi di lavoro e quartieri attraverso strategie di prevenzione e contrasto allo stigma.
Dimensioni globali e locali della sofferenza mentale | La Dott.ssa Lanteri ha richiamato l’attenzione sulle tensioni globali che incidono sulla salute mentale, inclusi conflitti, sfruttamento ambientale e cambiamenti climatici, senza trascurare l’impatto della pandemia da Covid-19, che ha messo in luce le fragilità dei sistemi sociosanitari e il crescente isolamento sociale. In questo scenario, il Croas Liguria si è impegnato a collaborare con le istituzioni regionali e comunali per tradurre il Piano Nazionale in azioni operative, auspicando un finanziamento complessivo e l’assunzione di personale qualificato, affinché le linee di indirizzo non restino mere dichiarazioni di principio.
La riflessione proposta dal Consiglio Regionale dell’Ordine Assistenti Sociali della Liguria offre un contributo significativo al dibattito sulla salute mentale, richiamando la necessità di un approccio che superi la mera dimensione clinica per abbracciare una visione integrata e multidisciplinare. L’appello a garantire risorse e riconoscimenti adeguati testimonia la volontà di mantenere vivo il patrimonio di esperienze e principi maturati nel panorama italiano, in un’ottica di tutela e promozione del benessere collettivo.
(Red. Corsara)
