Bandi imprese, incentivi Regione Liguria per energie rinnovabili

Finanziamenti e contributi per imprese verso la transizione energetica 2030

lampadina antropomorfa che si ricarica da sé a una presa di corrente

Regione Liguria ha preparato un bando per incentivare le imprese locali a produrre energia da fonti rinnovabili, offrendo finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Il bando, parte del Programma FESR 2021-2027, sarà aperto dal 17 al 29 novembre 2025 ed è finalizzato a promuovere la transizione energetica e il raggiungimento degli obiettivi ambientali regionali entro il 2030. Procedura a sportello fino all’esaurimento delle risorse, per un totale di 10 milioni di euro.

Obiettivi e destinatari | Il bando si rivolge a micro, piccole, medie e grandi imprese con unità operative in Liguria, che intendano realizzare impianti a fonti rinnovabili, come fotovoltaico, mini-eolico, idroelettrico, biomasse, solare termico e pompe di calore. L’energia prodotta deve essere destinata all’autoconsumo, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici aziendali. Come ha evidenziato il documento ufficiale, gli interventi devono essere conformi alla direttiva europea sulle energie rinnovabili (UE) 2018/2001 e rispettare criteri di sostenibilità.

Strumenti finanziari e modalità di sostegno | Il sostegno si articola in un prestito rimborsabile a tasso agevolato dell’1,50% e in un contributo a fondo perduto, con la possibilità di abbattimento dei costi delle garanzie bancarie o assicurative. L’entità dell’agevolazione varia in base alla dimensione dell’impresa e all’entità dell’investimento, con massimali di 300 mila euro per micro, piccole e medie imprese e di 600 mila euro per le grandi. È previsto inoltre un rigoroso controllo sul cumulo di altri aiuti pubblici, per evitare sovrapposizioni incompatibili.

Tipologie di intervento ammissibili | Sono finanziabili la realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo, opere di repowering per migliorare l’efficienza degli impianti esistenti e la sostituzione degli impianti termici con pompe di calore alimentate da fonti rinnovabili. Le spese ammissibili riguardano componenti, installazione, opere edili strettamente necessarie, sistemi di accumulo e costi tecnici correlati. Gli interventi devono essere conclusi entro 10 mesi dalla concessione dell’agevolazione e rispettare i minimi di investimento stabiliti, che variano a seconda della dimensione aziendale.

Requisiti e limitazioni | Le imprese devono essere attive e iscritte al registro delle imprese, non trovarsi in condizioni di difficoltà o fallimento, e rispettare le normative antimafia e di sicurezza sul lavoro. Sono esclusi i settori agricolo primario, pesca, acquacoltura e tabacco. Inoltre, non è ammesso il coinvolgimento di raggruppamenti temporanei o reti d’impresa. Le domande devono essere presentate esclusivamente online, entro le ore 23:59 del 29 novembre 2025, pena l’inammissibilità.

Valutazione e criteri di selezione | L’istruttoria si svolge con procedura a sportello fino all’esaurimento delle risorse, per un totale di 10 milioni di euro. La valutazione prevede due fasi: una verifica formale delle domande e una valutazione qualitativa del progetto basata su criteri tecnici, economici e ambientali. Tra gli elementi premianti figurano la qualità dell’intervento, la sostenibilità finanziaria, la capacità di riduzione del fabbisogno energetico e delle emissioni di CO2, nonché la presenza di sistemi di gestione energetica certificati.

Obblighi e controlli post-concessione | I beneficiari sono tenuti a rispettare condizioni rigorose, tra cui il mantenimento dell’intervento per almeno tre anni e la stipula di polizze assicurative contro calamità naturali, con scadenze differenziate in base alla dimensione d’impresa. La rendicontazione finale deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla conclusione degli interventi. Le autorità competenti effettueranno verifiche e sopralluoghi per garantire la conformità e il corretto utilizzo delle risorse.

Impatto ambientale e sostenibilità | Il bando si allinea al principio del “non arrecare un danno significativo” (DNSH) previsto dalla normativa europea, assicurando che gli interventi non compromettano gli obiettivi ambientali del Green Deal. In particolare, viene posta attenzione alla minimizzazione dei rifiuti da costruzione e al rispetto dei criteri minimi ambientali, soprattutto per l’impiego della biomassa e degli impianti mini-eolici.

(Red. Corsara)

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