Regione Liguria e il Comune di Alassio hanno formalizzato un’intesa volta a tutelare e valorizzare alcune aree di particolare pregio archeologico, storico e paesaggistico nel centro storico alassino. L’intesa, approvata in Giunta regionale nei giorni scorsi e che sta ora completando il suo iter burocratico, delimita zone con restrizioni all’insediamento di specifiche attività commerciali, mirando a preservare il decoro urbano e sostenere la qualità della vita nel tessuto urbano.

Perimetrazione e caratteristiche delle zone tutelate | L’intesa individua due specifiche aree nel centro storico di Alassio: una zona di maggior tutela, segnata in viola nella planimetria, e una a tutela ordinaria, evidenziata in rosa. Il perimetro è stato ridefinito in seguito alle osservazioni della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona, che ha sottolineato la necessità di autorizzazioni specifiche per interventi su beni tutelati e raccomandato criteri precisi per gli elementi esterni ai locali commerciali, al fine di preservare l’integrità architettonica e la pavimentazione storica.
Limitazioni all’insediamento commerciale | All’interno dell’area di maggior tutela è vietata l’apertura di diverse categorie di attività, tra cui vendita di bombole di gas, autoveicoli e loro componenti, officine, lavanderie automatiche aperte al pubblico, phone center, sexy shop, alcune attività alimentari come kebab non certificati, e esercizi di commercio di cannabis e suoi derivati. La zona a tutela ordinaria consente alcune deroghe, ad esempio per agenzie funebri e sale giochi, ma mantiene il divieto per gran parte delle attività escluse nella zona 1. Come ha detto il Comune di Alassio, la distinzione tra le aree risponde a un bilanciamento tra tutela e sviluppo economico.
Requisiti per le attività commerciali ammesse | Le attività alimentari devono garantire la tracciabilità dei prodotti secondo le normative vigenti, privilegiando prodotti certificati con marchi di qualità riconosciuti a livello europeo, come D.O.P. e I.G.P. Questa scelta riflette l’intento di sostenere produzioni locali e di qualità, coerentemente con la vocazione storica del territorio.
Disciplina sul decoro urbano | L’accordo stabilisce precise regole per il mantenimento del decoro, imponendo vincoli estetici e strutturali sulle insegne, tende, vetrine e saracinesche, con particolare attenzione alla tutela degli elementi architettonici e alla corretta esposizione delle merci. Sono vietate vetrofanie e affissioni disordinate, mentre la pulizia e la manutenzione costante degli immobili commerciali vuoti rappresentano un obbligo. La Soprintendenza dovrà autorizzare ogni intervento su beni vincolati, come ha fatto presente il documento ufficiale.
Gestione e coinvolgimento delle parti | Regione Liguria si impegna a coordinare tavoli di lavoro con il Comune di Alassio e le associazioni di categoria, al fine di monitorare l’applicazione dell’intesa e definire eventuali correttivi. Le associazioni di categoria maggiormente rappresentative hanno espresso un parere favorevole durante gli incontri svolti nel 2025. Viene riconosciuta l’importanza di un confronto continuo per favorire uno sviluppo condiviso dell’area.
Quadro normativo e sanzioni | L’accordo si fonda su disposizioni del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004) e sul decreto legislativo 222/2016, che consente ai Comuni, in accordo con le Regioni e le Soprintendenze, di delimitare aree di particolare valore culturale con vincoli specifici sull’esercizio commerciale. La legge regionale 1/2007, recentemente integrata, ha introdotto strumenti volti a favorire interventi di riqualificazione commerciale in ambiti di pregio, con l’obiettivo di preservare l’identità storica e culturale, oltre a promuovere uno sviluppo economico sostenibile. Come ha evidenziato la Regione Liguria, la finalità è “contribuire al miglioramento della qualità della vita e alla qualificazione commerciale dell’area perimetrata”. Il testo prevede l’applicazione delle sanzioni indicate dall’articolo 144 bis della legge regionale 1/2007 in caso di violazioni. Inoltre, le parti firmatarie si riservano la possibilità di modificare o integrare l’intesa in base alle esigenze emerse durante la fase di applicazione.
(effe / Red. Corsara)
