Manifestazione a Savona per la pace in Palestina. Un corteo si è svolto a Savona con la partecipazione di centinaia di persone, tra cui molti giovani, per chiedere la fine del conflitto in Palestina e denunciare il massacro in corso a Gaza. L’iniziativa, promossa dalla Cgil e dal Tavolo per la pace, ha visto interventi istituzionali dei sindaci del savonese e rappresentanti associativi, con appelli a garantire corridoi umanitari e a sostenere missioni umanitarie.
Il corteo e la partecipazione cittadina | La manifestazione ha preso avvio oggi alle 19 dalla piazza del Brandale, snodandosi lungo via Paleocapa fino a piazza Sisto IV, dove sono state esposte le bandiere della pace e della Palestina dal balcone del Comune. Alla presenza di numerosi cittadini, sono state portate anche le bandiere delle categorie sindacali della Cgil e dei lavoratori portuali, ricordati per il loro rifiuto di movimentare armi. Tra gli interventi iniziali, si sono alternati rappresentanti di associazioni come Amici di Cuba, No Riarm Europe e Aned, che hanno collegato la mobilitazione attuale a precedenti scioperi contro la guerra, come quello del 1944, secondo quanto ha riportato il presidente dell’Associazione dei deportati, Simone Falco.
Gli interventi istituzionali | Il sindaco di Savona Marco Russo ha evidenziato la difficoltà di esprimersi di fronte alle tragedie di Gaza, dove “il massacro di donne, bambini e anziani” supera ogni capacità di descrizione. Ha sottolineato che, sebbene sembri impossibile trovare parole adeguate, il silenzio rischia di essere interpretato come indifferenza. Ha definito il momento come uno in cui è necessario assumere posizioni chiare e senza ambiguità, valorizzando ogni segno di solidarietà, come la bandiera esposta dal Comune e la fascia indossata. Inoltre, ha ricordato l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale che chiede il riconoscimento dello Stato della Palestina.
Il vescovo Marino ha richiamato l’immagine di Gesù che piange su Gerusalemme per descrivere la situazione attuale, invitando a schierarsi esplicitamente a favore delle vittime e denunciando l’indifferenza percepita nelle istituzioni. Jacopo Marichisio, per il Tavolo per la pace e l’associazione Liguria Palestina, ha ribadito la necessità di una mobilitazione costante contro tutte le guerre.
Le parole del segretario della Cgil Andrea Pasa | Andrea Pasa ha definito la manifestazione “uno sciopero, un corteo contro la guerra, contro tutte le guerre, contro il massacro di Gaza, contro la deportazione del popolo palestinese”. Ha invitato a immedesimarsi nella condizione degli abitanti di Gaza, privati di ogni protezione e costretti a vivere sotto un assedio che nega loro acqua, cibo e cure mediche. Secondo quanto afferma, la realtà sul terreno non è quella di un conflitto simmetrico, ma di “un esercito invasore che avanza coi carri armati, cancellando la vita e il futuro di un popolo intero, metro dopo metro, ora dopo ora”. Ha inoltre denunciato l’uso della fame come strumento di morte da parte del governo israeliano e la gravità dell’occupazione via terra avvenuta recentemente.
Richieste e impegni della mobilitazione | Gli organizzatori hanno sottolineato la necessità di fermare immediatamente ogni azione militare nella Striscia di Gaza, proteggere le missioni umanitarie come la Global Sumud Flottilla e garantire corridoi sicuri per la popolazione civile. Hanno altresì chiesto la rimozione dell’embargo umanitario e il riconoscimento ufficiale dello Stato palestinese, auspicando un intervento rapido da parte delle istituzioni internazionali e la convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite.
(Red. Corsara)
