effe — Un passo indietro per un migliore sguardo anche in avanti. Il volume curato da Jack David Eller, The Anthropology of Donald Trump : Culture and the Exceptional Moment (Routledge, 2022), rappresenta un contributo relativamente atipico nell’ambito dell’antropologia contemporanea, rivolta in questo caso allo studio del fenomeno Trump. Jack David Eller è capo dell’Antropologia Globale della Religione presso il GCRR (Global Center for Religious Research), una società accademica, casa editrice e istituto di ricerca internazionale; poco prima di questo volume Eller aveva pubblicato un suo studio a tema: Trump and Political Theology: Unmaking Truth and Democracy (GCRR, 2020). Da lì nasce anche l’idea di un volume collettivo.
Il libro The Anthropology of Donald Trump raccoglie infatti in un’ottica multidisciplinare e critica saggi originali di antropologi che utilizzano metodi etnografici, analisi linguistica e teorie politiche per esplorare le dinamiche culturali, sociali e istituzionali connesse a Donald Trump, ai suoi sostenitori e alla sua (prima) presidenza.
Eller, nella sua introduzione, contestualizza il progetto nell’ambito dell’antropologia del contemporaneo, contestando la nozione ancora diffusa che l’antropologia sia solo lo studio di società “primitive”, come un tempo si diceva, o tradizionali. Il volume, argomenta Eller, dimostra come l’antropologia possa offrire strumenti analitici rigorosi per interpretare fenomeni politici eccezionali e momenti storici di crisi, come è stato (e aggiungiamo noi: è) per Trump. La prospettiva adottata privilegia l’analisi delle culture politiche, delle pratiche comunicative e dei processi di costruzione identitaria, attraverso metodi etnografici di approfondimento come la Multi-Sited Ethnography, l’antropologia linguistica e riflessioni critiche sulle istituzioni.
Gli autori evidenziano l’importanza di considerare Trump non semplicemente come individuo o fenomeno mediatico ma come sistema culturale articolato, che incarna tensioni sociali di lungo periodo, quali la crisi della democrazia liberale, le diseguaglianze razziali ed economiche, e il rinnovarsi di populismi autoritari globali: «nonostante il titolo – scrive Eller nell’introduzione – questo volume non riguarda in modo particolare o primario Trump come individuo; non è psicologia né biografia. Si tratta di Trump come sistema culturale, per parafrasare Geertz. Il movimento e la presidenza Trump non sono emersi improvvisamente dal nulla, né sono scomparsi nel gennaio 2021. Trump è stato il prodotto di profonde credenze e valori che hanno contribuito a formarlo e a portarlo al potere: precisamente quel tipo di cose per investigare le quali l’antropologia è stata inventata». Per formare questo quadro d’insieme, il volume si articola in tre parti.
Etnografie di “Trump country”: In questa sezione (capitoli 2-5), gli autori riportano i risultati di studi sul campo in diverse aree degli Stati Uniti, rivelando la complessità delle identità e delle motivazioni dei sostenitori di Trump. William H. Westermeyer analizza il passaggio del Tea Party verso il sostegno a Trump, sottolineando l’evoluzione da un movimento incentrato su questioni fiscali a uno caratterizzato da populismo di destra e risentimento verso l’establishment liberale. Michael E. Harkin offre un ritratto dei lavoratori bianchi del Wyoming, mettendo in luce il legame tra precarietà economica, crisi della mascolinità e adesione a Trump. Ariana Hernandez-Reguant descrive l’inaspettato sostegno tra i cubano-americani di Miami, identificando la ricerca di una nuova identità razziale e politica. Claudine M. Pied esplora le relazioni sociali in contesti rurali polarizzati, evidenziando la possibilità di convivenza nonostante le divisioni politiche.
Performance e rappresentazione di Donald Trump: La seconda parte (capitoli 6-9) focalizza l’attenzione sulla comunicazione e sull’immagine pubblica di Trump come fenomeno culturale performativo. Daniel Lefkowitz analizza il dissidio tra parole e gesti di Trump, rilevando come la sua gestualità ambivalente contribuisca a delegittimare le istituzioni e a rafforzare la sua immagine di “anti-politico”. Micah J. Fleck interpreta Trump come un caudillo moderno, che sfrutta nostalgie populiste e risentimenti socio-razziali. Jack David Eller approfondisce il ruolo della menzogna nel discorso trumpiano, proponendola come strategia di potere e costruzione sociale della realtà più che semplicemente “patologica”. Julia Coombs Fine indaga il movimento anti-Trump legato alla stregoneria, che utilizza simboli e pratiche performative per opporsi all’immagine e alle politiche di Trump.
Trump contro le istituzioni sociali: La terza parte (capitoli 10-13) esamina l’impatto della prima presidenza Trump sulle istituzioni scientifiche, politiche e democratiche. Benjamin J. Schaefer denuncia la gestione negazionista della pandemia di COVID-19 come forma di razzismo istituzionalizzato con gravi conseguenze bioculturali per le minoranze. Bruce Knauft analizza il rafforzamento di estremismi e teorie cospirazioniste nell’era Trump, sottolineando la fragilità della democrazia americana. Raj Kumar Singh propone un confronto tra Trump e il leader indiano Narendra Modi, evidenziando il diffondersi internazionale di populismi autoritari. Bruce e Roland Kapferer riflettono sugli eventi di Capitol Hill come sintomo di una guerra civile non dichiarata e dell’emergere di nuove forme autoritarie.
The Anthropology of Donald Trump fornisce insomma molte indicazioni rilevanti per comprendere meglio le trasformazioni culturali e politiche degli Stati Uniti e del mondo contemporaneo. Attraverso l’uso di etnografie dettagliate, analisi semiotiche e riflessioni politiche, il libro contribuisce a una comprensione più profonda delle radici socio-culturali del populismo di destra e degli effetti istituzionali dell’amministrazione Trump (della prima, e in continuità, anche della seconda e attuale, iniziata dopo che il libro era stato pubblicato, quando ancora si era nel periodo della presidenza Biden).
*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025
IL LIBRO. Jack David Eller (Edited by). The Anthropology of Donald Trump : Culture and the Exceptional Moment. London ; New York : Routledge, 2022.

