Idee e letture. Populismo e psicologia politica

Due volumi analizzano il populismo da prospettive psicologiche sociali e politiche, approfondendo cause e dinamiche complesse in Europa, Italia, USA e nel mondo.

effe — Le scienze sociali offrono molti studi e ricerche di qualità che aiutano a comprendere meglio fenomeni che ci riguardano un po’ tutti da vicino. Il volume Political Psychology Perspectives on Populism, curato da Gilda Sensales (docente alla Sapienza di Roma) e pubblicato nel 2024 nella collana Palgrave Studies in Political Psychology, rappresenta un contributo innovativo e interdisciplinare allo studio del populismo attraverso le lenti della psicologia politica e sociale, inserendosi così nelle linee di ricerca più recenti e significative. Il libro si articola in quattro sezioni principali e si sviluppa attorno a una pluralità di approcci teorici e metodologici, spaziando da analisi quantitative a studi qualitativi, con un particolare interesse per il contesto europeo e un focus approfondito sull’Italia, uno dei paesi emblematici per la varietà e la rilevanza dei fenomeni populisti contemporanei.

La premessa del volume richiama la storia e la complessità del populismo, nato – in senso moderno – alla fine dell’Ottocento in Russia e negli Stati Uniti come movimento di protesta contadina e politica, per poi diffondersi a livello globale. Sensales nella sua dettagliata introduzione al libro sottolinea come il populismo sia un fenomeno contraddittorio e sfaccettato, che si muove tra la dimensione di protesta e quella istituzionale, e si caratterizza per una forzata opposizione manichea tra il “popolo buono” e le “élite cattive”, alimentata da una narrazione moralistica e semplificata della realtà politica. Il volume si propone di superare le letture riduttive che vedono il populismo solo come espressione di demagogia, irrazionalità o manipolazione, per indagarne le radici psicologiche, motivazionali e sociali in modo più articolato.

La prima parte, “Transcultural Comparative Analyses”, ospita due contributi che offrono una panoramica comparata e teoricamente articolata del populismo in Europa. Rivera Pichardo, Custodi e Jost sintetizzano studi condotti in Spagna, Italia, Francia, Germania e Regno Unito, evidenziando il ruolo congiunto di prospettive politiche “top-down” e psicologiche “bottom-up”. Gli studiosi analizzano come tratti psicologici quali autoritarismo, orientamento alla dominanza sociale, giustificazione del sistema e valori fondamentali influenzino le attitudini populiste di sinistra e di destra, mostrando differenze significative nei modi in cui i diversi populismi europei costruiscono l’identità del “popolo” e si rapportano a temi come l’immigrazione e il multiculturalismo. Staerklé, Cavallaro e Cortijos-Bernabeu propongono invece un modello intergruppo della mentalità populista, fondato sulle teorie delle rappresentazioni sociali, che mette in luce la relazione conflittuale tra maggioranza e minoranza, la cristallizzazione dell’intolleranza e la pretesa di superiorità morale del “popolo”, con evidenze empiriche raccolte in numerosi paesi europei e una distinzione tra populismo inclusivo ed esclusivo.

La seconda parte, “Psychosocial Constructs in Action”, approfondisce specifici costrutti psicologici e sociali che mediano l’adesione al populismo e la sua evoluzione. Molinario, Di Cicco, Sensales e Kruglanski esplorano il ruolo delle motivazioni epistemiche e di significato nella risposta alla minaccia rappresentata dalla pandemia di Covid-19, mostrando come bisogni di chiusura cognitiva e ricerca di senso collettivo e personale favoriscano atteggiamenti populisti. Pellegrini, Giacomantonio e Leone indagano il legame tra ideazione cospirazionista e populismo, evidenziando la semplificazione narrativa e la dimensione morale comune a entrambi e analizzando correlazioni con orientamenti ideologici e sociali. Manunta e Becker si concentrano sulla definizione e misurazione del populismo come “ideologia sottile” (una “thin-centered ideology” secondo la fortunata formula proposta anni fa da Cas Mudde e Cristóbal Rovera Kaltwasser), proponendo la scala POP-ThIS che coglie due dimensioni fondamentali: la distinzione tra popolo ed élite e la concezione della politica come espressione diretta della volontà popolare, validando lo strumento empiricamente in Francia.

La terza parte, “The Italian Case”, offre un’analisi approfondita del fenomeno populista nel contesto italiano, contraddistinto dalla coesistenza di diverse forme di populismo sia di destra sia trasversale. Roccato, Cavazza e Colloca presentano un’indagine longitudinale tra il 2019 e il 2021 che mostra l’impatto della pandemia sulla stabilità del consenso populista, evidenziando un effetto “rally-round-the-flag” (il raccogliersi intorno alla stessa bandiera) che ha temporaneamente rafforzato la fiducia nelle istituzioni e indebolito i populismi, ma anche processi opposti legati all’insicurezza economica e sanitaria. Sensales et al. analizzano le rappresentazioni sociali di populismo, pandemia e guerra tra elettori di diversi orientamenti politici italiani (FdI, Lega, M5S, PD) nel periodo 2019-2022, utilizzando la tecnica delle associazioni libere per cogliere contenuti emotivi, polarizzazioni e differenze tra i gruppi, con particolare attenzione alla stigmatizzazione delle élite e ai sentimenti anti-scientifici nei populisti conservatori.

La quarta e ultima parte, “Populist Communication in the Blogsphere”, indaga la comunicazione politica sui social media, elemento cruciale nella strategia populista contemporanea. Di Cicco, Prislei e Sensales studiano la comunicazione su Facebook di tre leader populisti italiani (Meloni, Salvini, Conte) e dei loro follower tra il 2019 e il 2022, rilevando cambiamenti nello stile comunicativo, la presenza di toni aggressivi o empatici, e fenomeni di sessismo veicolato nei commenti. Pettersson e Sakki esaminano la comunicazione online di due leader populiste di destra europee, la francese Marine Le Pen e la finlandese Riikka Purra, adottando un approccio di psicologia discorsiva critica e analisi multimodale, che evidenzia come negozino la loro duplice identità di donne e leader politiche in contesti androcentrici, gestendo abilmente il “doppio legame” tra rappresentazioni di forza, protezione femminile e valorizzazione delle istanze maschili.

L’intero volume si caratterizza per un dialogo fecondo tra approcci mainstream e critici, metodologie diverse e una pluralità di prospettive teoriche, che riflettono la complessità intrinseca del fenomeno populista (ma anche, specularmente, delle stesse tradizioni di ricerca scientifica). L’uso di modelli di triangolazione teorica, metodologica e di dati consente di cogliere le molteplici dimensioni di una realtà in continua evoluzione, segnate da eventi globali quali la pandemia e la guerra in Ucraina, e da cambiamenti politici e sociali profondi. La centralità attribuita alla dimensione psicologica, motivazionale ed emozionale arricchisce la comprensione del populismo oltre le tradizionali analisi politiche, mettendo in luce come le rappresentazioni sociali, le esigenze di certezza e appartenenza, e le dinamiche comunicative plasmino le adesioni e le trasformazioni del fenomeno.

In conclusione, il volume curato da Gilda Sensales rappresenta uno strumento prezioso per studiosi, studenti, analisti politici, operatori della comunicazione e chiunque altro sia interessato a una comprensione critica e multidimensionale del populismo contemporaneo. Grazie all’analisi rigorosa e articolata, esso contribuisce a individuare non solo gli aspetti potenzialmente pericolosi e autoritari del populismo, ma anche le sue radici motivazionali e sociali, aprendo la strada a riflessioni e interventi volti a rafforzare le democrazie rappresentative e a contrastare le derive disgregative e illiberali. Il lavoro si chiude con un richiamo alla responsabilità sociale degli studiosi e alla necessità di un impegno consapevole nella ricerca e nella comunicazione scientifica per favorire una politica più informata, inclusiva e dialogica.

Dall’Italia all’Australia. Gilda Sensales figura anche tra i contributori di un altro recente volume intitolato The Psychology of Populism: The Tribal Challenge to Liberal Democracy (Routledge, 2021), curato da Joseph P. Forgas, William D. Crano e Klaus Fiedler, che rappresenta anch’esso un’approfondita analisi interdisciplinare del fenomeno del populismo contemporaneo attraverso le lenti della psicologia sociale e politica. L’opera si inserisce nella collana Sydney Symposium of Social Psychology, che da oltre vent’anni raccoglie contributi di studiosi internazionali su temi chiave della psicologia sociale.

In particolare, questo libro affronta le radici psicologiche e le dinamiche cognitive, motivazionali, emotive e sociali che alimentano l’ascesa globale dei movimenti populisti, sfidando i principi fondamentali della democrazia liberale. Una delle tesi portanti del libro è lo stretto rapporto fra populismo e tribalismo, variamente declinato e interpretato da diversi studiosi. Alcuni parlano di “tribalismo populista” e tra i vari contributori c’è anche chi si spinge, come Péter Krekó, a sostenere che il concetto di “tribalismo politico” definisca più correttamente e meglio alcuni fenomeni rispetto a quello di populismo: “Quando il populismo diventa una forza di governo, mostra il suo vero volto, che è il tribalismo” (“When populism becomes a governmental force, it reveals its real face, which is tribalism”, p. 252) sostiene, e di conseguenza “il vero pericolo che le democrazie liberali affrontano oggi è più il tribalismo politico, non solo il populismo” (p. 253).

Ad ogni modo, il volume si articola in quattro parti, ciascuna dedicata a un aspetto cruciale della psicologia del populismo. La prima parte, che riprende alla lettera il titolo del libro, esplora le motivazioni e le emozioni che attraggono gli elettori verso le cause populiste, soffermandosi sul ruolo del risentimento, delle ingiustizie percepite, della frustrazione, del bisogno di status e della rabbia. In particolare, gli studiosi approfondiscono come il populismo sfrutti il senso di privazione relativa e le esigenze umane di certezza, dignità e appartenenza, trasformandole in una mobilitazione politica basata su sentimenti di ingiustizia e rivalsa.

La seconda parte, “The Populist Mind. Cognitive Aspects of Populism”, si concentra sugli aspetti cognitivi del populismo, evidenziando la tendenza a semplificare problemi complessi attraverso un pensiero rigido, moralmente assolutista e caratterizzato da eccessiva certezza epistemica. Viene sottolineato come il populismo offra risposte semplicistiche e rassicuranti in un contesto sociale complesso e incerto, promuovendo una visione manichea della realtà che riduce la tolleranza per il dissenso e la pluralità di opinioni. Inoltre, si riflette sulle difficoltà di contrastare tali atteggiamenti cognitivi, soprattutto in un’epoca di diffusione di fake news e teorie del complotto.

La terza parte, “The Tribal Call. Social Identity and Populism”, affronta la dimensione sociale e identitaria del populismo, definendolo come un fenomeno tribale che risponde al bisogno umano di appartenenza a gruppi coesi e significativi. Qui il populismo è descritto come una sfida collettivista e anti-individualista ai valori liberali di autonomia e pluralismo. Gli autori analizzano come il senso di incertezza personale spinga gli individui a cercare sicurezza in identità di gruppo forti, spesso basate su narrazioni di vittimismo e superiorità collettiva. Viene inoltre evidenziato come il populismo possa trasformarsi da anti-elitismo a tribalismo duro e puro una volta al potere, promuovendo divisioni sociali e antagonismi profondi.

Infine, la quarta parte, “Populist Narratives and Propaganda”, è dedicata alle strategie di leadership, narrazione e propaganda tipiche dei movimenti populisti. Viene sottolineato il ruolo centrale di leader carismatici che incarnano le aspirazioni del popolo e utilizzano messaggi semplici, ripetitivi, emotivamente caricati e spesso fondati su menzogne o teorie cospirazioniste (Trump, ma non solo, docet). L’uso della paura, della semplificazione, del linguaggio autoritario e della costruzione di narrazioni “noi contro loro” emergono come strumenti efficaci per mobilitare il consenso e consolidare il potere.

Il volume sottolinea inoltre la presenza di populismi sia a destra sia a sinistra, evidenziando come entrambi i versanti politici condividano caratteristiche quali moralismo assolutista, intolleranza e propensione al tribalismo, pur differendo nei contenuti ideologici e nelle giustificazioni morali. Ad esempio, il populismo di destra tende a enfatizzare valori nazionalisti, conservatori e nativisti, mentre quello di sinistra si concentra su temi di giustizia sociale e redistribuzione, spesso mascherando la propria natura autoritaria dietro retoriche utopiche.

L’approccio psicologico adottato dal libro permette di cogliere come il populismo sia radicato in bisogni umani fondamentali quali la ricerca di certezza, appartenenza, significato e giustizia, ma anche in dinamiche cognitive e sociali che favoriscono la semplificazione, la polarizzazione e l’esclusione dell’altro. Il libro evidenzia la complessità del fenomeno, che non può essere ridotto semplicemente a cause economiche o sociali, ma necessita di un’analisi profonda delle rappresentazioni mentali, delle emozioni e delle interazioni sociali che ne costituiscono il substrato.

In breve, The Psychology of Populism : The Tribal Challenge to Liberal Democracy offre un quadro integrato e multidimensionale sul perché e come il populismo si stia diffondendo nel mondo contemporaneo, rappresentando insieme al tribalismo politico una minaccia concreta per la sopravvivenza delle democrazie liberali. Attraverso contributi di eminenti studiosi, il volume illumina i meccanismi psicologici alla base di questo fenomeno, suggerendo che solo una comprensione approfondita delle dinamiche cognitive, emotive e sociali potrà aiutare a contrastarne gli effetti negativi e a promuovere un dialogo politico più aperto e tollerante.

*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025

I LIBRI. Sensales, Gilda (Edited by). Political Psychology Perspectives on Populism. Palgrave Studies in Political Psychology. Cham : Palgrave Macmillan, 2024.
Forgas, Joseph P., William D. Crano, and Klaus Fiedler (Edited by). The Psychology of Populism : The Tribal Challenge to Liberal Democracy. London ; New York : Routledge, 2021.

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