effe — “Our relationship with nature is broken.”, dunque che fare? Alice Gibson in “The Ethics of Giacomo Leopardi: A Philosophy for the Environmental Crisis” (Londra: Bloomsbury Academic, 2024) esplora con profondità e originalità il pensiero filosofico e poetico di Giacomo Leopardi, mettendolo in relazione con le sfide ambientali contemporanee. Il testo si configura come uno studio e saggio critico che intreccia la biografia, la filosofia e la critica sociale per evidenziare come Leopardi anticipi molti problemi attuali legati alla crisi ambientale e ai modi di vita moderni.
Gibson parte dalla constatazione della rottura del rapporto tra l’essere umano e la natura, ormai compromesso da pratiche di sfruttamento e distruzione che minacciano la sopravvivenza stessa del pianeta. Citando autori contemporanei quali Elizabeth Kolbert e Vandana Shiva, l’autrice sottolinea l’urgenza di ripensare le nostre modalità di interazione con l’ambiente, in particolare alla luce della crisi climatica, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento globale. In questo contesto, Leopardi emerge come una voce anticipatrice che, già nel primo Ottocento, aveva colto i pericoli di una civiltà eccessivamente espansiva e disgregatrice, incapace di rispettare i ritmi naturali.
L’opera di Leopardi viene analizzata nella sua complessità filosofica e letteraria, valorizzandone la “lucidità mentale” di cui parlava Matthew Arnold, che ne riconosceva la capacità di penetrare idee ancora embrionali. Gibson ricostruisce il percorso intellettuale di Leopardi, dalla formazione autodidatta fino all’elaborazione di una filosofia che, pur attraversata da un “pessimismo cosmico”, si distingue per la ricerca di una consolazione etica e di una solidarietà umana e non umana. Viene così messa in luce la dialettica tra critica severa della modernità e proposte di ripresa di valori antichi, in particolare quelli stoici, che Leopardi tenta di adattare per fronteggiare le sfide del suo tempo e, per estensione, le nostre.
Un passaggio centrale del saggio riguarda la riflessione leopardiana secondo cui l’uomo non può vivere “tagliato fuori dalla natura”, come un albero reciso alla radice che non può produrre frutti. Questa metafora si rivela profetica, anticipando la crisi ecologica e la necessità di una relazione armoniosa con il mondo naturale. Gibson sottolinea come Leopardi abbia riconosciuto i danni prodotti da stili di vita eccessivi, in particolare tra le classi agiate, e come abbia messo in guardia contro la perdita di vitalità e creatività che ne deriva. La sua critica si estende anche alle pratiche culturali, come la scrittura, che per lui rappresenta un’attività nociva per il corpo e per l’anima, segnando così la tensione tra aspirazioni individuali e limiti materiali.
L’autrice integra la riflessione leopardiana con le teorie di pensatori contemporanei come Vandana Shiva e Stuart Hall, evidenziando l’importanza di un’etica della sopravvivenza che sappia riconsiderare il passato per affrontare il presente. In questo senso, Leopardi diventa un esempio di “lavoro di ricostruzione” che rianima le intuizioni antiche e le combina con le urgenze attuali. La sua opera, pur criticando l’antropocentrismo e la razionalità strumentale, non si limita a un pessimismo sterile, ma propone una volontà ottimistica e solidale, capace di sostenere la resistenza e l’impegno politico contro l’ingiustizia ambientale e sociale.
Gibson dedica particolare attenzione all’analisi del poema filosofico “La ginestra”, in cui Leopardi sviluppa un’etica della solidarietà umana di fronte alla fragilità del mondo, evidenziando la necessità di un impegno collettivo per la liberazione dalle catene della modernità violenta e autodistruttiva. Attraverso il confronto con Antonio Negri e altri filosofi, l’autrice mostra come Leopardi abbia anticipato molte delle critiche al capitalismo e alla razionalità tecnica che oggi sono centrali nel discorso ecologico.
Il libro conduce a una riflessione sul ruolo della filosofia leopardiana come antidoto al cinismo e al fatalismo che spesso accompagnano il discorso sull’Antropocene e la crisi climatica. Gibson, ispirandosi anche a pensatori come Donna Haraway e Rebecca Solnit, sostiene che Leopardi offre strumenti per affrontare la realtà con chiarezza e coraggio, trasformando la consapevolezza del dolore e della precarietà in una spinta etica alla solidarietà e all’azione collettiva. In questo modo, l’opera di Leopardi viene proposta come una risorsa preziosa per sviluppare una filosofia ambientale che unisca critica, consolazione e volontà di cambiamento, capace di nutrire speranza e responsabilità in tempi di crisi globale.
*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025
IL LIBRO: Gibson, Alice. The Ethics of Giacomo Leopardi: A Philosophy for the Environmental Crisis. London : Bloomsbury Academic, 2024.

