effe — La memoria è oggi un ulivo secolare in cima a Capo Mele: le sue radici intrecciano pietre e mare, nutrite da ruvide brezze antiche che portano storie di naviganti e contadini. Ogni foglia è un ricordo che resiste al vento impetuoso del tempo, e nel suo tronco si cela il silenzio di chi ha visto stagioni di guerra e di pace, di partenza e ritorno, senza mai perdere la calma profondità del suo verde azzurrato. Così la storia, come quell’ulivo, cresce nella solitudine delle pietre, intrecciando radici invisibili tra le generazioni, custode di un tempo che non si lascia imprigionare né dal ricordo né dall’oblio.
Nel profilo frastagliato della Liguria, fra le insenature che sfidano l’orizzonte e i sentieri che serpeggiano fra terra e mare, la storia si fa viva memoria: un intreccio di voci, di gesti, di silenzi che si sedimentano come le rocce scolpite dall’acqua. Come l’ulivo di Capo Mele, la storia si radica nel paesaggio e nel cuore di chi ascolta, rivelando la sua forza non nella retorica ma nel respiro discreto di chi sa che il tempo è un abbraccio fra ciò che resta e ciò che si perde.
*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025
