Oleoturismo Liguria: raccolta olive turistica regolamentata

Firmato protocollo per regolamentare l’oleoturismo in Liguria, garantendo sicurezza e valorizzazione della raccolta turistica delle olive.

mauro demichelis coordinatore regionale citta dell-olio

È stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’Associazione nazionale Città dell’Olio, con l’obiettivo di regolamentare la partecipazione dei turisti alla raccolta delle olive in Liguria e su tutto il territorio nazionale. L’intesa definisce le modalità con cui i visitatori possono prendere parte a questa attività, garantendo sicurezza e il rispetto di precise norme.

Mauro Demichelis, coordinatore regionale per la Liguria e membro della giunta nazionale di Città dell’Olio, ha evidenziato che si tratta di “uno strumento in più per supportare i frantoiani e gli olivicoltori della nostra regione che vogliano fare oleoturismo”. Ha inoltre sottolineato come questa iniziativa offra “una tutela per i turisti che desiderano fare l’esperienza della raccolta delle olive in totale sicurezza”. L’oleoturismo rappresenta una possibilità per i visitatori di scoprire meglio i territori di produzione dell’olio extravergine di oliva, attraverso visite a frantoi e musei, partecipazione a corsi di assaggio e degustazioni, e un contatto diretto con le comunità locali.

In Italia, il settore olivicolo conta circa un milione di imprese, con una produzione il cui valore si avvicina ai due miliardi di euro. Michele Sonnessa, presidente di Città dell’Olio, ha ricordato che nel Paese sono presenti oltre 550 cultivar di olivo, che costituiscono più del 40% della biodiversità globale del settore. Questo patrimonio, secondo Sonnessa, deve essere valorizzato anche attraverso iniziative turistiche come la raccolta turistica delle olive, che con la sua regolamentazione segna un avanzamento verso una maggiore qualificazione dell’offerta oleoturistica.

Il protocollo definisce la raccolta turistica delle olive come un’esperienza partecipativa destinata ai turisti, che possono prendere parte in modo diretto ma limitato alle operazioni di raccolta. L’attività ha finalità divulgative, educative e ricreative, escludendo scopi produttivi o lavorativi. Nel documento si specifica che l’attività “non può considerarsi prestazione di lavoro né può ripetersi per più di due volte nella stessa azienda nell’arco di una settimana” e che si svolge su base volontaria. Inoltre, la durata dell’esperienza è limitata a un massimo di due ore al giorno e non prevede compensi economici.

Le aziende organizzatrici devono fornire ai partecipanti i necessari dispositivi di protezione individuale e delimitare le aree pericolose. È inoltre previsto che un referente aziendale vigili costantemente sulle attività svolte. Ai turisti non è consentito utilizzare macchinari agricoli né effettuare operazioni di carico o scarico delle olive.

Solo le aziende agricole e i frantoi che svolgono attività oleoturistica conformemente alla normativa vigente e regolarmente registrati possono proporre la raccolta turistica delle olive. Le zone dedicate devono rispettare le norme di sicurezza, igiene e accessibilità, essere chiaramente individuate e separate dalle aree riservate alla raccolta professionale.

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