Modifiche allo Statuto Liguria: nuove deleghe e riorganizzazione della Giunta regionale

Approvate modifiche allo Statuto Liguria: deleghe giunta estese, no sottosegretari, proroga funzioni e critiche politiche.

Consiglio regionale Liguria

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato modifiche allo Statuto regionale riguardanti la composizione e le funzioni della giunta, tra cui la delega della rappresentanza in giudizio e l’aumento possibile del numero massimo di assessori in linea con la legge statale. È stata eliminata la figura del sottosegretario e introdotta la prorogatio delle funzioni della giunta in caso di scadenza della legislatura. La maggioranza ha difeso la riforma come necessaria per migliorare l’efficienza, mentre l’opposizione l’ha criticata come una manovra politica priva di visione strategica e distante dai problemi reali della Liguria, come sanità, infrastrutture e lavoro. L’assessore Ripamonti ha sottolineato l’attenzione della giunta ai bisogni del territorio e i risultati ottenuti, in particolare nella riduzione delle liste di attesa sanitarie.

Modifiche alla legge statutaria: composizione e funzioni della giunta. Con 18 a favore (maggioranza) e 12 contrari il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge 17 “Modifiche alla legge regionale statutaria 3 maggio 2005, n. 1 (Statuto della Regione Liguria)”.

Il provvedimento era stato approvato, in prima lettura, dal Consiglio regionale nella seduta del 4 marzo scorso e, secondo le disposizioni statutarie, la stessa versione doveva essere nuovamente sottoposta all’esame dell’Aula ad un intervallo di tempo non inferiore a due mesi. Poiché nel successivo esame nella competente I Commissione Affari generali, istituzionali e Bilancio la Giunta ha presentato alcuni emendamenti, che sono stati accolti dalla Commissione, sempre secondo le disposizioni statutarie, la nuova versione dovrà ottenere, dopo il voto di oggi, un nuovo parere positivo a maggioranza assoluta da parte del Consiglio regionale ad un intervallo di tempo non inferiore a due mesi.

Il testo contiene alcune modifiche di natura organizzativa e funzionale. Viene introdotta la facoltà di delega dell’esercizio della rappresentanza in giudizio, attualmente in capo al presidente della Giunta, anche al vice presidente o, in sua assenza, al segretario generale o al direttore generale. Viene introdotta anche la facoltà del presidente di delegare l’esercizio di alcune funzioni per affari determinati o compiti circoscritti, anche temporalmente, ai componenti della Giunta. Relativamente al numero massimo degli assessori, oggi previsto dalla legge statale in un quinto dei consiglieri arrotondato all’unità superiore (per Regione Liguria il numero massimo è di 7 assessori, ndr), viene precisato che il numero massimo dovrà comunque essere definito dalla legge statale; questa modifica consente l’immediato recepimento, senza necessità di ulteriori modifiche statutarie, qualora leggi statali dovessero variare il numero dei componenti della giunta. Nel provvedimento viene ribadito che l‘Assemblea Legislativa è composta da non più di trenta Consiglieri oltre al Presidente della Giuntaprecisandoche questa soglia può essere modificata qualora sia consentito dalla legge statale; in questo caso le modifiche saranno adottate a partire dalla legislatura successiva a quella in cui entra in vigore la legge statale e previa una adeguata modifica della attuale legge elettorale regionale.

Rispetto alla precedente versione, approvata nella seduta del 4 marzo scorso, è stato stralciato l’articolo che introduceva la figura del sottosegretario.

Viene inserita espressamente nello Statuto la disciplina della prorogatio delle funzioni della giunta regionale in caso di scadenza, naturale o anticipata, della legislatura, analogamente a quanto già previsto per il Consiglio regionale

Nel provvedimento, infine, è precisato che in caso di dimissioni volontarie, impedimento permanente o la morte del presidente della Regione, le funzioni del presidente sono esercitate dal vice presidente

Il presidente della I Commissione Affari generali, istituzionali e Bilancio Alessandro Bozzano ha illustrato in aula la relazione di maggioranza sulle modifiche introdotte e il contesto normativo in cui si inseriscono: «Il disegno di legge interviene nella forma di governo e dei principi fondamentali di organizzazione e funzionamento della Regione che l’articolo 123 della Costituzione riserva alla fonte statutaria regionale prevedendo che ciascuna Regione adotti un proprio Statuto che, in armonia con la Costituzione stessa, ne determini la forma di governo e i principi fondamentali». Bozzano ha rilevato che nella nuova versione è stata eliminata la figura del sottosegretario. Il presidente della I Commissione ha precisato che «il progetto di legge non è soggetto ad analisi degli effetti finanziaria» e ha ricordato che la versione oggi all’esame dell’Aula è stata licenziata, a maggioranza, dalla I Commissione il 9 giugno scorso.

Carola Baruzzo (Pd) ha illustrato in aula la relazione di minoranza. «Questa riforma – ha esordito – non nasce da una visione strategica, ma dall’esigenza, tutta politica, di tenere insieme una coalizione eterogenea attraverso la distribuzione di ruoli e funzioni». Secondo la Consigliera nel provvedimento «non c’è nessuna innovazione istituzionale, nessun miglioramento dei servizi, nessun potenziamento della democrazia partecipativa, nessuna modernizzazione dell’apparato legislativo, non si introduce nemmeno uno strumento per avvicinare i cittadini alle istituzioni, per rendere più trasparente l’azione di governo, per migliorare l’efficienza della macchina regionale. È semplicemente – ha detto – una riforma per tenere insieme una maggioranza composita, una cambiale da onorare verso i diversi soggetti politici che Bucci deve accontentare». Carola Baruzzo ha accusato la Giunta di non avere affrontato i problemi della Regione: «La sanità ligure è al collasso totale, le infrastrutture sono inadeguate e obsolete, il sistema portuale, che dovrebbe essere il motore dello sviluppo regionale, langue in attesa di una visione strategica che non arriva, la crisi del lavoro morde profondamente il tessuto sociale ligure e l’emergenza abitativa si aggrava ogni giorno e mancano politiche ambientali incisive». «Questa vicenda – ha concluso – dimostra plasticamente la mancanza di visione strategica, di un progetto di sviluppo».

Nella successiva discussione generale sono intervenuti numerosi consiglieri regionali.

Selena Candia (Avs) ha rilevato che «la riforma non guarda ai problemi del territorio, ma alla politica per trovare più posti ai rappresentanti della maggioranza». La consigliera ha ricordato lo stralcio della figura dei sottosegretari dalla prima versione del disegno di legge. «La Giunta sta cercando di portare avanti un sistema di potere – ha aggiunto – che aveva inaugurato il precedente presidente Giovanni Toti».

Gianni Pastorino (Andrea Orlando presidente) ha lamentato «la mancanza di una dialettica fra le parti e di un confronto aperto su una questione di natura strettamente istituzionale e sul sistema di potere che si viene a creare». Il consigliere ha criticato, in questo senso, il dibattito avvenuto nella competente commissione consiliare, che ha esaminato le modifiche proposte dalla Giunta alla prima versione del disegno di legge.

Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha condiviso il giudizio espresso da Carla Baruzzo nella relazione di minoranza e ha precisato, riferendosi all’amministrazione regionale: «è una macchina che va avanti in solitaria». Il consigliere ha ricordato le emergenze economiche e sociali della Liguria. «E’ difficile oggi – ha aggiunto – dare un giudizio su questo contenuto e non ci sono parti che posso fare chiarezza sul futuro della Regione».

Federico Romeo (Pd) ha esordito: «Oggi si riparte da zero e questo provvedimento è l’ennesima dimostrazione di un approccio confuso e privo di visione strategica e non risponde alle esigenze della Liguria, ma serve solo per ridistribuire in carichi». Secondo il consigliere «in questi mesi la Giunta si è occupata quasi interamente di questa modifica statutaria, che non serve al territorio ed è stata modificata, cambiando pelle più volte»

Katia Piccardo (Pd) ha dichiarato: «Questo provvedimento è un colpo di coda per sistemare logiche prettamente interne, mentre fuori dal palazzo si continua ad avere trasporti a singhiozzo, mentre mancano migliaia di medici di famiglia, continua il lavoro precario e ci sono persone in povertà assoluta. Eppure – ha aggiunto – a tutti questi problemi non si dà una risposta concreta».

Davide Natale (Pd) ha criticato il provvedimento e ha ricordato che, se la figura del sottosegretario fosse stata mantenuta nel testo anche in seconda lettura, la minoranza aveva minacciato di indire il referendum popolare. «La giunta ha, dunque, stralciato questa parte perché, anche se il testo è stato comunque approvato a maggioranza in Consiglio, la Giunta aveva paura – ha detto – del giudizio dei cittadini».

Armando Sanna (Pd) ha precisato: «In sette mesi in Aula non abbiamo discusso di nessuno dei problemi dei cittadini liguri e ci aspettavano anche un altro tipo di approccio anche su questa riforma di natura istituzionale». Il consigliere ha elencato le criticità che riguardano il lavoro, le emergenze sociali e il sistema sanitario: «E’ su questi temi – ha concluso – che noi vogliano avviare una vera discussione».

Angelo Vaccarezza (FI Berlusconi) ha ricordato che in precedenza, durante le amministrazioni di centro sinistra, la Giunta regionale era composta da ben 12 assessori «ma allora per voi – ha detto rivolgendosi ai colleghi di minoranza – non era un problema di numeri». Vaccarezza ha ribadito che la composizione della giunta aumenterà solo adeguandosi ad eventuali norme nazionali.

Carlo Bagnasco (FI Berlusconi) ha ribadito gli aspetti positivi del provvedimento e ha sottolineato: «Questa maggioranza non ha nessun tipo di problemi, ma ha un forte senso di responsabilità e del dovere e, proprio perché esiste un sovraccarico di compiti e ogni assessore arriva ad avere anche 14-15 deleghe, era necessario intervenire». Il consigliere ha assicurato, dunque, che la riforma non rappresenta uno spreco di denaro pubblico.

Simone D’Angelo (Pd) ha espresso forti critiche rispetto al provvedimento e ha replicato a Vaccarezza. «Quello che facciamo oggi in aula – ha aggiunto – non serve a nulla per il futuro della politica e non capiamo le ragioni strategiche che spingono la Giunta ad aumentare l’esecutivo, che si rafforzerà a scapito dell’Assemblea legislativa dove i consiglieri rischiano di diventare schiaccia-bottoni».

Rocco Invernizzi (FdI) ha respinto le accuse che il provvedimento non sia stato condiviso: «In realtà c’è stato un approfondito dibattito nella competente commissione consiliare». Dopo avere ricordato il numero di deleghe degli assessori, Invernizzi ha concluso: «Questa riforma ci permette di affrontare le questioni che riguardano il territorio e dare in modo più veloce e concreto risposte ai cittadini».

Enrico Ioculano (Pd) ha ricordato che in alcune audizioni in I commissione alcuni esperti avevano espresso perplessità sul provvedimento. «Oggi – ha aggiunto – viene presentata questa riforma senza sottosegretari e con il paradosso dell’attesa che il Governo faccia una riforma che accontenti le esigenze politiche di questa giunta e di questa maggioranza, per risolvere i problemi interni sorti in questi mesi».

Sara Foscolo (Lega Liguria-Salvini) ha ricordato le misure a sostegno delle classi produttive della Liguria da parte della Giunta nei primi mesi di mandato. «Se una squadra più ampia potrà occuparsi delle esigenze dei Liguri, i cittadini – ha aggiunto – potranno avere risposte più tempestive». Il consigliere ha ribadito che il provvedimento permetterà di aumentare la rappresentatività del territorio.

L’assessore all’organizzazione e al personale regionale Paolo Ripamonti ha replicato alle accuse della minoranza assicurando che la Giunta ha molta attenzione ai problemi del territorio e che anche per questo «era necessario aumentare le possibilità di performance dell’esecutivo, anche alla luce del fatto che ci sono ancora 4 anni da lavorare». L’assessore ha aggiunto: «Anche a livello nazionale c’è la tendenza ad aumentare la rappresentatività dei territori e a dare maggiore operatività alle giunte regionali». Ripamonti, infine, ha rivendicato i risultati raggiunti in alcuni settori e ha citato, fra gli altri, la riduzione delle liste di attesa sanitarie.

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