Il disegno di legge 69 che riforma ALiSa in “Liguria Salute” ha suscitato giudizi contrastanti. I sostenitori evidenziano il rafforzamento della governance regionale e il recupero della programmazione sanitaria da parte della Regione, con un miglioramento dell’efficienza e un risparmio stimato di circa 7 milioni di euro annui, reinvestiti nei Livelli Essenziali di Assistenza per migliorare l’offerta sanitaria. L’assessore Massimo Nicolò sottolinea lo snellimento della struttura e la ricollocazione del personale, con una gestione più appropriata delle risorse e un potenziamento delle funzioni tecnico-specialistiche dell’ente. Liguria Salute manterrà ruoli di coordinamento, monitoraggio, autorizzazione e accreditamento, promuovendo anche ricerca e valutazione tecnologica.
Dall’opposizione emergono critiche severe: il modello ALiSa è giudicato fallimentare e inefficace, con una governance opaca e distaccata dai bisogni reali dei cittadini. Si denuncia la mancanza di operatività sanitaria e un ridotto dialogo con il Consiglio regionale. La riforma è vista come insufficiente a risolvere le criticità storiche, con il rischio di perpetuare inefficienze e costi elevati. Alcuni consiglieri propongono la chiusura definitiva di ALiSa per rilanciare il sistema con una riorganizzazione più radicale e orientata ai bisogni della popolazione. Il dibattito sottolinea la necessità di un servizio sanitario capillare e più efficiente.
Le votazioni in Consiglio regionale
In Consiglio regionale è stata approvata con 18 voti favorevoli e 10 contrari la legge regionale numero 69, che introduce una riforma dell’Azienda Ligure Sanitaria (ALiSa) prevista dalla legge regionale del 29 luglio 2016, n. 17. La riforma prevede, tra le altre novità, la modifica del nome dell’ente in “Liguria Salute” e una serie di interventi di riordino nel settore sanitario regionale. Le disposizioni entreranno in vigore a partire dal 1° settembre 2025.
L’obiettivo principale della riforma è rafforzare la governance regionale sulle aziende e gli enti del Servizio Sanitario Regionale (SSR). In particolare, la Regione si riappropria delle funzioni di programmazione in ambito sanitario e sociosanitario, riguardanti i Livelli essenziali di assistenza (LEA), come la prevenzione, l’assistenza territoriale e distrettuale, e l’assistenza ospedaliera, nonché la gestione delle risorse economiche destinate al SSR.
Liguria Salute continuerà a gestire le attività di autorizzazione e accreditamento, mentre le Aziende Sanitarie Locali (ASL) saranno responsabili delle procedure di selezione dei soggetti privati accreditati e della stipula degli accordi e contratti. La riforma porterà a una significativa riduzione dei costi di funzionamento dell’ente, che passeranno da circa 12,5 milioni a circa 5 milioni di euro, liberando oltre 7 milioni di euro che saranno reinvestiti nel sistema sanitario.
La trasformazione di ALiSa in Liguria Salute comporterà un cambiamento nelle funzioni dell’ente, che assumerà un ruolo tecnico-specialistico. Tra le sue future competenze figurano il coordinamento, il supporto, il monitoraggio e il controllo della rete logistica distributiva e dell’anagrafica unica regionale per la gestione centralizzata dei magazzini e dei fornitori del SSR; l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici tramite la Stazione Unica Appaltante Regionale (SUAR) o altre stazioni appaltanti; la standardizzazione delle procedure di acquisizione di beni, servizi e forniture, anche informatiche; nonché la definizione dei fabbisogni, la programmazione degli acquisti e la progettazione delle gare in collaborazione con la SUAR.
Liguria Salute si occuperà inoltre del monitoraggio delle convenzioni, della gestione delle attività di autorizzazione e accreditamento, delle attività ispettive, di vigilanza e verifica nei confronti delle aziende e dei soggetti accreditati, oltre a fornire supporto operativo e consulenza tecnico-scientifica a Regione, aziende ed enti del SSR. Tra le altre funzioni vi sono la promozione e il coordinamento della ricerca scientifica in ambito sanitario e biomedico, il supporto nella gestione di progetti di ricerca, la valutazione Health Technology Assessment (HTA) delle tecnologie mediche, e il supporto tecnico nella gestione del rischio clinico-sanitario e del fondo regionale, con la segreteria amministrativa del Comitato regionale sinistri e la gestione amministrativa del Comitato Etico regionale.
Nell’esercizio delle sue funzioni, Liguria Salute sarà sottoposta alle direttive e al coordinamento del Direttore generale regionale competente in materia di sanità, che garantirà l’attuazione degli indirizzi della Giunta regionale. In caso di inerzia o inosservanza delle direttive, la Giunta regionale potrà nominare un Commissario ad acta.
La riorganizzazione comporterà una riduzione del personale di Liguria Salute: le unità passeranno da 109 a circa 40, con il trasferimento di chi svolge funzioni programmatorie alla Regione. Il personale non mantenuto nell’ente né trasferito alla Regione sarà ricollocato nelle aziende ed enti del SSR.
Sul piano economico, la riforma libererà risorse del fondo sanitario regionale, destinate all’erogazione dei LEA, con 628 mila euro previsti per il 2025 e 1 milione e 882 mila euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Liguria Salute definirà annualmente il proprio programma operativo sulla base degli indirizzi regionali, che saranno approvati e monitorati dal Direttore generale regionale competente in materia di sanità. L’ente sarà guidato da un Direttore generale, con funzioni di legale rappresentante e di gestione, e da un Collegio sindacale.
Dal 1° settembre 2025 le Aziende Sanitarie Locali cambieranno denominazione in “Aziende Sociosanitarie Locali”.
Durante la seduta di approvazione, l’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha illustrato i principi e gli obiettivi di Liguria Salute, precisando che l’ente avrà funzioni tecnico-specialistiche e operative. Ha evidenziato lo snellimento del servizio, specificando che “il personale passerà da 109 unità a circa 40 unità” e che “quello in uscita sarà ricollocato nelle ASL, nelle Aziende Ospedaliere e in Regione, garantendo un utilizzo più appropriato”. Ha inoltre sottolineato che “si liberano professionalità sanitarie pari a 24 unità di personale che verranno ricollocate e trasferite nelle aziende sanitarie” e che la riorganizzazione comporterà “una ottimizzazione delle risorse economiche” con un risparmio previsto di circa 7 milioni di euro all’anno, che saranno reinvestiti nei LEA per migliorare l’offerta sanitaria e rafforzare la governance regionale. L’assessore ha concluso affermando che “la Regione riacquisterà la piena responsabilità della programmazione sanitaria e sociosanitaria, migliorando l’efficacia e l’efficienza del Sistema Sanitario Regionale”.
Prima della votazione finale si sono registrati interventi nelle dichiarazioni di voto da parte di diversi esponenti politici, tra cui Andrea Orlando, Davide Natale ed Enrico Ioculano del Partito Democratico, Gianni Pastorino e Rocco Invernizzi di Fratelli d’Italia.
Il Dibattito sul DDL 69 che riforma ALiSa
Durante la seduta mattutina è stato discusso il Disegno di legge 69, che propone una riforma dell’Azienda Ligure Sanitaria (A.Li.Sa.), istituita dalla legge regionale 29 luglio 2016, n. 17. Il provvedimento prevede la modifica della denominazione in “Liguria Salute” e introduce altre disposizioni di riordino nel settore sanitario regionale.
Il presidente della II Commissione Salute e sicurezza sociale, Marco Frascatore, ha illustrato il contenuto del disegno di legge, spiegando che alla nuova struttura saranno attribuite funzioni tecniche, specialistiche e operative, oltre a un ruolo di supporto per la Regione e per le Aziende e gli Enti del servizio sanitario regionale. Frascatore ha sottolineato che “la prima fase del processo prevede la trasformazione di A.Li.Sa, in futuro Liguria Salute, in un ente più snello e operativo, con specifiche funzioni tecnico-specialistiche, utili all’intero sistema sanitario regionale”, superando il precedente modello in cui A.Li.Sa. svolgeva funzioni di programmazione, coordinamento e governance delle Aziende e degli Enti del sistema sanitario regionale.
Nel corso dell’istruttoria, la II Commissione ha ritenuto necessario approfondire la questione mediante consultazioni con i presidenti della Conferenza dei Sindaci delle ASL liguri, i direttori generali delle cinque ASL e delle aziende ospedaliere IRCCS San Martino, Gaslini, Evangelico Internazionale e Galliera, nonché con rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli ordini professionali medici e infermieristici.
Enrico Ioculano, vicepresidente della II Commissione e membro del Partito Democratico, ha presentato la relazione di minoranza, definendo il disegno di legge come “la censura implicita di un modello che, al netto delle intenzioni, non ha funzionato”. Ioculano ha ricordato le criticità sollevate dalla minoranza sin dalla creazione di A.Li.Sa., tra cui il rischio di creare “un ulteriore centro di potere opaco, scollegato dai bisogni reali dei cittadini e privo di veri meccanismi di valutazione”. Ha inoltre evidenziato come l’approccio frammentario alla governance avesse prodotto “confusione normativa e inefficienza funzionale”, preoccupazioni confermate dopo quasi dieci anni.
Gianni Pastorino, consigliere e rappresentante del gruppo Andrea Orlando presidente, ha criticato la struttura di A.Li.Sa., definendola “un’azienda che non ha nessun tipo di operatività sanitaria, dove manca un direttore sanitario, un direttore sociosanitario e, quindi, non si capiva bene per quale motivo dovesse essere retta con le stesse condizioni in cui dal punto di vista burocratico gerarchico erano rette le altre Aziende ospedaliere territoriali”. Ha inoltre sottolineato che A.Li.Sa. sottraeva la programmazione sanitaria alla discussione del Consiglio regionale, poiché il rapporto era “soltanto tra assessorato e l’ente A.Li.Sa.” Pastorino ha infine evidenziato la necessità di una distribuzione più capillare dei servizi sanitari per evitare sovraccarichi in alcune strutture.
Jan Casella, consigliere di Avs, ha presentato una relazione di minoranza in cui ha espresso forti critiche al provvedimento, definendolo “una delle riforme più radicali del sistema sanitario regionale degli ultimi anni” ma sottolineando che un’analisi approfondita mostra come la proposta sia “profondamente inadeguata” e rischi di peggiorare le problematiche esistenti. Casella ha ricordato che dal 2021 si sono susseguite inefficienze che hanno minato la credibilità e l’efficacia di A.Li.Sa., e ha definito il riconoscimento del fallimento operativo un evento non ordinario.
Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle ha illustrato la relazione di minoranza del proprio gruppo, indicando che la trasformazione di A.Li.Sa. da Azienda ad Agenzia Regionale rappresenta “un tentativo di miglioramento gestionale e di risparmio economico”, ma avverte che la riorganizzazione potrebbe mantenere una struttura “complessa e costosa” senza affrontare le cause delle inefficienze storiche. Giordano ha suggerito che la soluzione più efficace sarebbe la chiusura definitiva di A.Li.Sa., ritenendola necessaria per rilanciare il sistema sanitario in modo più efficiente e sostenibile.
Nel dibattito successivo sono intervenuti diversi esponenti del Partito Democratico, tra cui Andrea Orlando, Katia Piccardo, Davide Natale, Roberto Arboscello, Federico Romeo e Armando Sanna, che hanno espresso critiche al disegno di legge. Al contrario, Gianmarco Medusei di Fratelli d’Italia ha ribadito la necessità di procedere con la riforma e ha auspicato che le misure introdotte contribuiscano a ridurre le liste di attesa.
