Loano ricorda Falcone e Borsellino nel 33° Memorial Day della legalità

Loano celebra il 33° anniversario delle stragi di Falcone e Borsellino con eventi per promuovere legalità e coraggio giovanile.

Panchina Emanuela Loi

Loano si prepara a commemorare il 33° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, che nel 1992 portarono alla morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Anche quest’anno, in occasione della ricorrenza, il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) promuove a livello nazionale il “Memorial Day”, una serie di iniziative dedicate a tutte le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità.

A Loano le celebrazioni si articoleranno su due giornate. Mercoledì 21 maggio, alle 9.30, è prevista una commemorazione presso la panchina dedicata a Emanuela Loi, con interventi delle autorità, la deposizione di una corona e la benedizione. All’evento parteciperanno gli studenti dell’istituto Falcone di Loano. A seguire, alle 10, si terrà in sala consiliare un concerto a cura dei ragazzi di Yepp Loano e Yepp Albenga. Sul palco si esibiranno Diego Hamiti, noto come Karn, Anora e Gabriele Caridi, che proporranno brani originali e cover legate al tema della commemorazione. Grazie alle attività promosse da Yepp, i giovani hanno avuto l’opportunità di sviluppare le proprie competenze artistiche e culturali, progettando iniziative che favoriscono la scoperta di passioni e talenti tra i coetanei.

Venerdì 23 maggio alle 9.30 è invece previsto il raduno presso l’istituto Falcone, da cui partirà la “Passeggiata della legalità” verso Villa Maria, un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Durante la camminata, aperta a tutta la cittadinanza, saranno letti pensieri e riflessioni per ricordare chi ha sacrificato la propria vita in nome della verità e della giustizia, oltre a evidenziare il ruolo delle forze dell’ordine, della scuola e delle associazioni nel promuovere la legalità. Al rientro in istituto seguirà un rinfresco offerto da Acqua Minerale Calizzano e dal Panificio Rubado, seguito dalla proiezione del film “I cento passi”, dedicato alla memoria di Peppino Impastato. Nel pomeriggio, presso il monumento ai Caduti di Nassiriya a Finale Ligure, è previsto il ricordo del maresciallo dei carabinieri Daniele Ghione.

Nel corso della mattinata sarà presentato il progetto “57.F.B.”, che prende il nome dal numero di giorni intercorsi tra la strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, e quella di via D’Amelio, il 19 luglio dello stesso anno. Il progetto mira a coinvolgere i giovani, invitandoli a seguire l’esempio dei giudici Falcone e Borsellino e a comprendere che è possibile realizzare i propri sogni anche di fronte alle difficoltà.

Il sindaco di Loano, Luca Lettieri, e il presidente del consiglio comunale, Monica Caccia, con delega ai beni confiscati, hanno ringraziato il Sap per la collaborazione e il lavoro svolto presso l’istituto Falcone, in particolare il contributo di Roberto Vaira e delle docenti Alessia Ferrua e Daniela Di Pasquale impegnate nel progetto “57.F.B.”. I due amministratori hanno sottolineato come la musica abbia rappresentato uno strumento efficace per affrontare temi quali la legalità, il coraggio e l’omertà, valorizzando il coraggio dei giovani che non si lasciano dominare dalla paura ma cercano di trasmettere un messaggio di speranza per il futuro. “Solo se la comunità è unita e collabora insieme a tutte le forze dell’ordine è possibile combattere l’omertà e trasmettere coraggio ai giovani”, hanno osservato.

Anche il dirigente scolastico dell’istituto Falcone, Mosè Laurenzano, ha ricordato l’impegno educativo della scuola: “Il nostro istituto è costantemente impegnato in un forte mandato educativo: contrastare la cultura mafiosa ed educare alla legalità, al rispetto e alla gentilezza”. Laurenzano ha aggiunto che la cultura mafiosa si è diffusa in modo subdolo, anche a causa di una degenerazione etica nel mondo della cultura, dove spesso film, serie TV, musica e influencer “sdoganano e forse ‘magnificano’ atteggiamenti violenti, prepotenti, omertosi e degradanti”. Per questo motivo, ha concluso, è fondamentale proseguire nell’azione educativa insieme alle istituzioni, alle associazioni e alla comunità locale, “per ricordare ai nostri ragazzi che è importante stare dalla parte giusta: contro ogni cultura mafiosa, contro la violenza, e per la legalità, la gentilezza, il rispetto, l’empatia, la tolleranza e la pace”.

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