Albenga ha rinnovato oggi il suo impegno per la memoria storica con la posa di due Pietre di Inciampo, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Fossoli in collaborazione con l’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti). Le pietre commemorative sono state dedicate a Ezio Dolla ed Emilio Baletti, due vittime della persecuzione nazifascista e protagonisti della lotta per la libertà. I luoghi scelti per la collocazione sono stati le loro abitazioni: a Leca, in via al Piemonte, per Ezio Dolla, e nel centro storico, in via Torlaro, per Emilio Baletti.
Durante la cerimonia, Rosalba Aimo, nipote di Ezio Dolla, ha condiviso un ricordo personale che ha emozionato i presenti. Ha sottolineato l’importanza di tramandare alle nuove generazioni la consapevolezza storica, ricordando come il sacrificio dello zio non sia mai stato dimenticato dalla sua famiglia.
Gli interventi delle autorità e degli organizzatori hanno posto l’accento sul significato di iniziative come questa. Ester Bozzano, presidente dell’ANPI Leca, ha dichiarato: “La pace e la libertà sono indissolubilmente legate: non può esistere vera pace senza libertà, e non si può costruire libertà senza un impegno costante per la giustizia e i diritti di ogni individuo. Oggi, con la posa delle Pietre di Inciampo, ricordiamo chi ha lottato per offrirci un futuro libero dalle catene dell’oppressione e dell’ingiustizia. Ma il ricordo, da solo, non basta. Serve l’impegno civico di ogni cittadino per difendere i valori che rendono possibile una convivenza pacifica e rispettosa”.
Anche Simone Falco, presidente della sezione ANED di Savona-Imperia, ha evidenziato l’importanza del ricordo. “Ricordare è un dovere collettivo. La memoria non è soltanto un tributo a chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, ma è anche un monito per le generazioni future. Ogni Pietra di Inciampo, ogni testimonianza, ogni racconto di chi ha vissuto l’orrore della persecuzione e della guerra ci ricorda che la democrazia, i diritti e la pace non sono concessi, ma conquistati”, ha affermato.
Isabella Giovanardi, rappresentante della Fondazione Fossoli, ha voluto rievocare un tragico episodio legato al campo di Fossoli, ricordando le 68 vittime uccise in risposta alla morte di sette nazisti a Genova. “La proporzione era terribile: una vita di un nazista ‘valeva’ 10 vite umane. Oggi la Fondazione Fossoli ha voluto ricordare questi martiri realizzando 68 Pietre di Inciampo, che, come le due posizionate ad Albenga, saranno collocate nei comuni di residenza di ciascuno. Un sentito ringraziamento va a tutte le amministrazioni che hanno aderito a questa iniziativa, contribuendo a mantenere viva la memoria”, ha dichiarato.
Giorgio Cangiano, presidente del Comitato Unitario Antifascista, ha sottolineato il significato simbolico delle Pietre di Inciampo, definendole “un ‘inciampo mentale’, un richiamo necessario per fermarsi a riflettere su ciò che è accaduto”. Ha aggiunto: “Viviamo immersi in un flusso incessante di eventi, informazioni a volte poco veritiere. Ricordare ciò che è successo, chiederci se abbiamo davvero meritato e stiamo meritando il sacrificio di tante persone che hanno dato la loro vita per la nostra libertà, è un passaggio cruciale”.
Il sindaco Riccardo Tomatis, rivolgendosi agli studenti presenti, ha voluto sottolineare il valore della consapevolezza civica. “I partigiani che hanno dato la vita per la libertà erano spesso ragazzi proprio come voi. È fondamentale non voltarsi dall’altra parte quando si assiste a un’ingiustizia. Giornate come questa ci invitano a riflettere sul passato e sul significato della libertà che oggi diamo per scontata, ma che è stata conquistata con il caro prezzo di vite umane. Il modo migliore per onorare questa memoria è essere cittadini consapevoli e responsabili”, ha affermato.
La cerimonia si è conclusa con un richiamo collettivo alla necessità di preservare la memoria storica come strumento per costruire una società più giusta e rispettosa.








