Che si tratti di uova di cioccolato, colombe o quaresimali, la Pasqua rappresenta un momento speciale per portare dolcezza sulle tavole degli italiani. Anche quest’anno, le imprese artigiane confidano nel legame con la propria clientela, sebbene il contesto economico non sia dei più favorevoli.
I dolci pasquali costituiscono una componente centrale per il settore artigianale dolciario, che include pasticcerie, gelaterie, confetterie e produttori di biscotti e cacao. In Italia, il segmento conta oltre 53mila imprese, di cui il 70,3% è rappresentato da attività artigianali. A Genova, in particolare, operano 691 pasticcerie e aziende artigiane impegnate a soddisfare anche le richieste dell’ultimo minuto. Queste realtà puntano su materie prime di qualità e processi produttivi curati, elementi che continuano a essere apprezzati dai consumatori anche in momenti difficili.
Tuttavia, il contesto economico si dimostra complesso. “Stiamo fronteggiando una crisi dei prezzi delle materie prime come non si vedeva da decenni”, dichiara Eugenio Boccardo, titolare di Viganotti e responsabile dolciario di Confartigianato Genova. Il costo del cacao, ad esempio, è aumentato di oltre il 200% nell’ultimo anno e mezzo. “Il potere d’acquisto del consumatore è rimasto quello di sempre, quindi noi abbiamo dovuto per forza alzare i prezzi, ma non abbastanza da coprire tutti i rincari. Cerchiamo di ottimizzare sulle spese, facendo acquisti intelligenti per sopperire all’aumento dei costi senza diminuire la qualità, ma comunque è una situazione che blocca gli investimenti e frena lo sviluppo”.
Nonostante le difficoltà, i consumatori cercano di restare fedeli ai prodotti artigianali. I dati del primo bimestre 2025 mostrano un lieve aumento dell’1% nelle vendite al dettaglio di beni alimentari. Tuttavia, i rincari delle materie prime continuano a incidere significativamente: cacao (+68%), caffè (+88,5%) e olio di palma (+74%) sono solo alcuni esempi.
A questi problemi si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera qualificata, una questione che colpisce anche il settore dolciario. In Liguria, la situazione ha mostrato un leggero miglioramento negli ultimi anni, sebbene non sufficiente a colmare le lacune. “Ci sono stati molti pensionamenti e il calo demografico influisce sui rimpiazzi”, spiega Boccardo. Tuttavia, il calo della percentuale di figure professionali difficili da reperire nel settore, scesa dal 66% al 53% tra il 2023 e il 2024, dimostra che gli interventi mirati possono dare risultati.
In un contesto che resta complesso, si conferma l’importanza di continuare a investire nella formazione e nell’orientamento. Solo così sarà possibile garantire un futuro più solido per le imprese artigiane del settore dolciario, pilastro della tradizione pasquale italiana.
