Arte contemporanea, Andora: mostre e visite guidate a Palazzo Tagliaferro

Sabato 19 aprile 2025, Palazzo Tagliaferro celebra l’arte contemporanea con due mostre, visite guidate, brunch e approfondimenti artistici.

opera_Annette Lucks_UN PEZZO DI PAVONE

Sabato 19 aprile 2025, Palazzo Tagliaferro, il polo culturale di Andora, ospiterà una giornata interamente dedicata all’arte contemporanea, con l’inaugurazione di due mostre e l’apertura delle sale espositive al pubblico dalle 11.30 alle 18.00. L’evento prevede un brunch e visite guidate insieme agli artisti protagonisti delle esposizioni, offrendo ai visitatori l’opportunità di approfondire i temi delle opere in mostra.

Le due esposizioni che debuttano sono “Illusionismi Cartografici”, curata da Christine Enrile e Angelo Romanò, ospitata nel Museo Mineralogico fino al 18 maggio, e “La forma, la poesia, la memoria”, curata da Christine Enrile con Ellen Maurer Zilioli, che mette in dialogo le opere dell’artista tedesca Annette Lucks con quelle dell’italiano Fabrizio Tridenti presso il Centro di Cultura Contemporanea, visitabile fino al 31 luglio.

La giornata inaugurale inizierà alle 11.30 con la presentazione delle mostre da parte delle curatrici, alla presenza del sindaco di Andora, Mauro Demichelis, e del vicesindaco con delega alla cultura, Daniele Martino. Le visite proseguiranno per tutta la giornata, accompagnando il pubblico in un viaggio tra pittura, scultura e sperimentazione artistica. Per l’occasione, dal 19 aprile al 4 maggio, Palazzo Tagliaferro osserverà aperture straordinarie, tutti i pomeriggi dalle 15.00 alle 19.00.

La mostra “La forma, la poesia, la memoria”: un dialogo tra due artisti

La mostra “La forma, la poesia, la memoria” propone un confronto tra le opere pittoriche di Annette Lucks e le sculture in miniatura di Fabrizio Tridenti, unite dal tema del “nascosto”. Lucks trae ispirazione dal mondo naturale, mentre Tridenti si concentra su archeologie industriali e oggetti abbandonati, trasformandoli in creazioni artistiche.

Annette Lucks, nata nel 1952 a Regensburg (Ratisbona) in Baviera, ha sviluppato un linguaggio visivo articolato basato sulla “simultaneità nella non-simultaneità”. Le sue opere si nutrono di esperienze personali, memorie familiari e un profondo legame con la letteratura, la musica e la filosofia. I suoi lavori combinano motivi e temi tratti da una memoria collettiva e personale, rielaborati in composizioni che intrecciano disegno, colore e forme ornamentali. Centrale nella sua poetica è il tema del giardino, inteso come metafora della psiche secondo la visione dello psicologo James Hillman: un luogo dove convivono ordine e caos, luce e ombra.

Le opere di Lucks sono presenti in numerose collezioni museali e pubbliche, tra cui Bayerische Staatsgemäldesammlungen e Staatliche Graphische Sammlung a Monaco di Baviera, la Deutsche Nationalbibliothek a Lipsia e Francoforte, e il Museum der Stadt a Ratisbona. Parallelamente al suo lavoro artistico, Lucks ha svolto un’intensa attività didattica, collaborando con istituzioni come la Hochschule München e l’Università di Passau.

Fabrizio Tridenti, invece, esplora il confine tra oggetto e concetto, materia e intuizione. Diplomato all’Istituto d’Arte di Penne con indirizzo in oreficeria e lavorazione dei metalli, ha sperimentato tecniche e materiali che rifiutano i canoni tradizionali della gioielleria, spostando il suo lavoro verso l’arte concettuale. Le sue opere, realizzate con materiali poveri o di recupero, riflettono un processo fluido e dinamico, in cui “la forma si ridefinisce più volte prima di giungere all’esito finale”. Tridenti si interessa anche al “vuoto e al principio della non azione”, influenzato dalle filosofie orientali.

Le sue creazioni sono state esposte in importanti musei internazionali, tra cui il MAD Museum di New York, la Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera e il Museo degli Argenti a Palazzo Pitti di Firenze.

“Illusionismi Cartografici”: tra scienza e poesia

La seconda mostra presentata, “Illusionismi Cartografici”, si concentra sul tema delle mappe, intese non solo come strumenti di orientamento, ma anche come opere d’arte capaci di intrecciare scienza e poesia. Le antiche mappe erano spesso elaborate non per scopi pratici, ma per il loro valore decorativo e narrativo. Angelo Romanò, uno dei curatori, sottolinea come queste rappresentazioni combinassero “lettere, simboli e disegni per accendere la fantasia dell’osservatore”.

Romanò, diplomato in Grafica presso la Scuola Umanitaria di Milano e formato all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha intrapreso una ricerca artistica che unisce elementi di geografia, calligrafia e rappresentazione visiva. Le sue opere, realizzate con tecniche tradizionali come chine, tempere e pastelli, evocano un immaginario sospeso tra passato e presente, restituendo il fascino perduto delle antiche rappresentazioni cartografiche.

Un appuntamento con l’arte contemporanea

La giornata inaugurale a Palazzo Tagliaferro rappresenta un’occasione per immergersi in un dialogo tra diverse forme d’arte e per riflettere su temi come memoria, trasformazione e immaginazione. Attraverso le opere di Annette Lucks, Fabrizio Tridenti e Angelo Romanò, il pubblico è invitato a scoprire nuovi linguaggi artistici e a lasciarsi ispirare dal potere evocativo dell’arte.

Annuncio affiliato