80° anniversario della Festa della Liberazione: Seduta solenne del Consiglio regionale

Nell’aula del Consiglio regionale ligure si è celebrato l’80° anniversario della Liberazione con interventi istituzionali e dello storico Flores.

Minuto di silenzio

Questa mattina si è svolta, nell’aula del Consiglio regionale “Sandro Pertini”, la Seduta solenne in Liguria per celebrare l’80° anniversario della Liberazione Nazionale. Subito dopo l’apertura, su invito del presidente del Consiglio regionale, l’Assemblea ha osservato un minuto di silenzio per ricordare i caduti civili e militari della guerra di Liberazione.

Successivamente il presidente dell’Assemblea legislativa ha rivolto un saluto ai colleghi consiglieri, agli assessori, agli ospiti e al pubblico presenti in aula. Nella seconda parte della seduta lo storico Marcello Flores ha tenuto l’orazione ufficiale. Alla cerimonia hanno assistito le massime autorità civili, militari e religiose della Regione.

Il presidente del Consiglio regionale ha ricostruito gli anni fra l’armistizio e la liberazione: «In quel lasso di tempo tormentato maturò la rinascita morale dell’Italia, una rinascita ancorata ad ideali e aspirazioni, a lungo osteggiate da un regime illiberale e totalitario. Sui valori e principi di pace, libertà, giustizia e solidarietà, sarebbe sorto un ordinamento nuovo, che avrebbe ripudiato la guerra, dato vita ad una democrazia al posto di una dittatura, opposto la giustizia all’arbitrio, inneggiato alla libertà al posto dell’imposizione». Il presidente ha ricordato il sacrificio dei militari italiani fucilati a Cefalonia, l’impegno della popolazione a sostegno delle truppe alleate e dei partigiani, gli scioperi nelle fabbriche e la persecuzione degli oppositori al regime, ma anche il contemporaneo avvio di esecuzioni sommarie contro gli italiani nella Venezia Giulia. «Il 25 aprile – ha sottolineato – rimane senza dubbio, l’affermazione dei valori democratici, che il fascismo aveva conculcato e che ritroviamo scolpiti nella Costituzione repubblicana» e ha accennato alla situazione attuale dove lo scontro politico appare sempre più aspro auspicando la costruzione della Liberazione come valore di tutti gli italiani perché «a distanza di 80 anni l’amore per la democrazia e per la libertà è ancora l’unico, vero antidoto contro qualsiasi totalitarismo. In Italia come in Europa».

Lo storico Marcello Flores ha esordito: «È attorno a un unico valore che è sorta e si è sviluppata la Resistenza: la libertà». Flores ha precisato che tale valore rimase vivo già durante il regime fascista e durante la guerra e l’occupazione nazista. «Con l’armistizio dell’8 settembre – ha aggiunto – nasce formalmente la Resistenza. Quel giorno, e quelli successivi, costituiscono lo spartiacque fra il prima e il dopo nella coscienza degli italiani, perché sono giorni in cui bisogna decidere da che parte stare». Lo storico ha sottolineato che la Resistenza armata è stata solo la resistenza più evidente, precisando che oggi viene riconosciuta l’esistenza di molteplici resistenze, che contribuirono tutte insieme al successo e all’ampiamento del movimento partigiano e, in particolare, ha ricordato i 600 mila militari italiani che, dopo l’armistizio, si rifiutarono di combattere accanto all’esercito tedesco o alla Repubblica Sociale. «Se i combattenti armati sono stati, nel loro massimo momento finale, tra 150 e 200 mila, la popolazione che ha partecipato in qualche modo alla Resistenza – ha aggiunto – si potrebbe calcolare in due o tre milioni, quindi una minoranza rispetto alla totalità dei cittadini, ma che ha saputo modificare nel tempo il punto di vista della stragrande maggioranza degli italiani, se è vero che nelle elezioni del 2 giugno 1946 per l’Assemblea Costituente i partiti antifascisti hanno ottenuto l’85% dei voti». Lo storico ha definito, dunque, la Resistenza un fenomeno “plurale” perché fu composta da tante posizioni diverse e modalità di partecipazione differenti: «Questa Resistenza è, al tempo stesso, unitaria e molteplice e ha avuto, anche nella più lunga storia italiana, il ruolo che essa ha avuto e che continua a rappresentare per tutti quelli che amano la libertà». Dopo avere sottolineato l’unicità della liberazione della città di Genova, avvenuta con la resa dell’esercito tedesco ai partigiani, Flores ha concluso: «Gli ideali che hanno spinto migliaia di uomini e donne a partecipare alla Resistenza, ad appoggiarla, ad attenderne con ansia il successo, li troviamo scritti nella nostra Costituzione e la vita democratica delle nostre istituzioni rappresenta, oggi, la salvaguardia di quei valori e di quegli ideali».

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