Mercoledì 9 aprile, alle 16:30, presso l’Auditorium della Biblioteca Civica “Renzo Deaglio” di Alassio, si terrà un incontro informativo dedicato al tema della demenza e della malattia di Alzheimer. L’evento, organizzato dall’Associazione Alzheimer Liguria in collaborazione con il Comune di Alassio, rientra in un ciclo di appuntamenti ideati per sensibilizzare e supportare familiari, operatori e cittadini. L’associazione, attiva dal 1998, si dedica alla diffusione della consapevolezza e alla proposta di strumenti pratici per chi affronta questa complessa realtà.
L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Alassio, Loretta Zavaroni, e del presidente dell’Associazione Alzheimer Liguria, Alessandro Brenna. A seguire, il coordinatore della rete regionale demenze, Ernesto Palummeri, introdurrà gli interventi degli esperti. Il neurologo Carlo Serrati parlerà di prevenzione attraverso il progetto PREVE.D.I., mentre Giuseppe Russo, geriatra e direttore del CDCD ASL2, illustrerà il percorso di cura delle demenze in Liguria. Infine, Patrizia Paccagnella, presidente dell’AFMA Ponente Savonese, porterà una testimonianza diretta dal territorio.
L’assessore Loretta Zavaroni ha sottolineato l’importanza di momenti di confronto su temi che coinvolgono non solo le persone colpite, ma anche chi si prende cura di loro: “Questo incontro sarà un’occasione molto importante di approfondimento e confronto su un tema che coinvolge profondamente le persone che ne sono colpite e chi se ne prende cura ogni giorno. È veramente lodevole l’impegno dell’Associazione Alzheimer Liguria nella diffusione della consapevolezza e del sostegno a chi vive questa realtà così complessa”.
Secondo Aldo Repetto, vicepresidente dell’Associazione Alzheimer Liguria, è fondamentale riconoscere i primi segnali della malattia, spesso diagnosticata troppo tardi. “Con l’età che avanza e mille pensieri sempre per la testa, capita a tutti di dimenticare le chiavi, un appuntamento o un nome. Cose che, però, si ricordano più tardi. Se invece questa dimenticanza permane o coinvolge aspetti importanti come nomi dei figli o il fatto di non riconoscere una persona cara, deve scattare l’allarme”. Repetto ha aggiunto che difficoltà crescenti nell’eseguire azioni quotidiane possono indicare l’esordio di una malattia che colpisce circa il cinque per cento degli over 65.
Per gli esperti, l’Alzheimer è il risultato di interazioni complesse tra fattori come età, genetica, ambiente, stile di vita e condizioni mediche. “Età e geni non possono essere modificati, ma su altri fattori, come ipertensione, mancanza di esercizio fisico, fumo, invece si può intervenire”, ha spiegato Repetto. Anche se la ricerca è ancora in corso, ci sono indicazioni che cambiamenti nello stile di vita possano ridurre il rischio di sviluppare la malattia.
Un altro aspetto affrontato durante l’incontro sarà il ruolo dei familiari nell’assistenza ai malati. Repetto ha evidenziato le difficoltà che spesso incontrano i caregiver: “Nell’assistenza ai malati di Alzheimer i famigliari svolgono un ruolo centrale. Spesso anche il famigliare può avere problemi: ansia, insonnia, depressione e quindi viene a trovarsi in una specie di labirinto senza fine all’interno del quale occorre avere pazienza, resistenza umana e, soprattutto, tanto amore”.
L’ingresso all’evento è libero e aperto a tutti.
