Savona, rinvenuta epigrafe romana nello scavo archeologico dell’area dell’antica cattedrale sul Priamar

Scavo archeologico Priamar Savona - l-epigrafe rinvenuta

Lo scavo archeologico presso l’antica cattedrale sul Priamar, ormai prossimo alla conclusione, ha portato alla luce risultati di grande interesse storico. Tra le scoperte più significative c’è un’epigrafe di età imperiale romana, risalente al II secolo d.C., rinvenuta per la prima volta a Savona. Questo ritrovamento permette di approfondire il legame tra la città ligure e Roma in epoca romana, un rapporto che, secoli dopo, avrebbe assunto ulteriore importanza con i papi Della Rovere.

L’epigrafe, un monumento funerario dedicato da Marcus Aemilius Placidus a suo padre, testimonia la presenza di un insediamento o di una villa sul Priamar, in una posizione strategica con vista sul centro municipale di Vada Sabatia e il suo suburbio. Questa scoperta, destinata ad arricchire le collezioni del Civico Museo Archeologico di Savona (Màr), rappresenta un tassello fondamentale per la comprensione delle radici storiche della città.

Il museo, che nel 2024 ha registrato un incremento di visitatori, ha presentato il ritrovamento nel corso di una conferenza stampa. All’evento hanno partecipato l’Assessore alla Cultura, Nicoletta Negro, la direttrice dei Musei Civici, Valentina Frascarolo, e lo staff scientifico del Màr. “I risultati scientifici dello scavo e il crescente aumento di visitatori al Museo si inseriscono in un percorso di ripensamento della vocazione del Priamar,” ha dichiarato l’Assessore Negro, sottolineando che la fortezza diventerà “un polo di ricerca e innovazione” grazie alla collaborazione con la Fondazione CIMA, che coniugherà lo studio dei cambiamenti climatici con la ricerca archeologica.

La direttrice Frascarolo ha evidenziato l’importanza della ricerca scientifica per il museo, spiegando che “conservare, studiare e valorizzare i reperti del Priamar è una delle missioni principali del Museo Archeologico savonese, che è esso stesso un sito archeologico attivo”. A queste parole si sono aggiunte quelle di Rita Lavagna, referente scientifico del Màr, che ha sottolineato il successo degli open day organizzati durante le indagini archeologiche e l’aumento dei visitatori: nel 2024 il museo ha accolto 13.308 persone, 1.000 in più rispetto all’anno precedente, provenienti da 92 Paesi diversi. Questo dato testimonia il crescente interesse turistico per il territorio savonese.

Lo scavo archeologico, promosso tramite una concessione biennale all’Istituto Internazionale degli Studi Liguri, ha coinvolto un’équipe composta da archeologi professionisti e studenti universitari provenienti da diversi atenei italiani. Il progetto, diretto dal professor Franco Varaldo, ha portato alla luce non solo strutture di età bassomedievale legate alla cattedrale trecentesca, ma anche resti di un sepolcreto dell’edificio romanico e un’abitazione di età bizantina, databile tra la fine del VI e il VII secolo. Tuttavia, il ritrovamento dell’epigrafe funeraria rappresenta il risultato più significativo, gettando nuova luce sulla storia e sull’evoluzione dell’area.

Questo insieme di scoperte non solo arricchisce il patrimonio culturale di Savona, ma contribuisce a rafforzare il ruolo del Priamar come punto di riferimento per la ricerca storica e archeologica, offrendo nuove opportunità di studio e valorizzazione del territorio.

Annuncio affiliato