Posidonia oceanica: “BRAIN (Blue Restoration) – Le praterie sommerse di Laigueglia”

A Laigueglia il progetto BRAIN per riforestare la Posidonia oceanica, proteggere la biodiversità e sensibilizzare cittadini e turisti.

monitoraggio brain

A Laigueglia ha preso ufficialmente il via il progetto “BRAIN (Blue Restoration) – Le praterie sommerse di Laigueglia”, che si propone di riforestare una prateria di Posidonia oceanica utilizzando una tecnica mai sperimentata prima in Liguria. Il progetto, che opererà fino al 2027, prevede non solo il recupero dell’ambiente marino, ma anche il monitoraggio degli sviluppi e la sensibilizzazione dei cittadini e dei turisti sull’importanza del mare per la vita umana.

L’iniziativa è promossa da Reef Check Italia in collaborazione con il Comune di Laigueglia, l’Università Politecnica delle Marche – Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente ed ERI (European Research Institute). Il progetto si avvale del sostegno economico della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “Simbiosi: Insieme alla Natura per il futuro del Pianeta”. Questo bando mira a supportare progetti dedicati alla tutela della biodiversità e del patrimonio naturale, sensibilizzando al contempo il pubblico sull’impatto del degrado ambientale sulla salute umana.

Per il ripristino della prateria di Posidonia oceanica, gli operatori utilizzeranno una tecnica innovativa basata sull’uso di “gabbioni” metallici. L’intervento interesserà un’area di 200 metri quadri davanti al borgo di Laigueglia, dove verranno posizionate delle gabbie riempite con rocce calcaree di varie dimensioni. All’interno di queste strutture saranno inserite talee di Posidonia oceanica, con l’obiettivo di favorire il loro attecchimento. La disposizione parzialmente sovrapposta dei gabbioni creerà un habitat adatto alla crescita della pianta e alla proliferazione di altre specie marine che vivono in simbiosi con essa. Questo intervento non solo contribuirà al recupero della biodiversità, ma avrà anche effetti positivi sulla stabilità dei fondali e sulla prevenzione dell’erosione costiera.

Reef Check Italia, da anni impegnata nella protezione degli ecosistemi marini del Mediterraneo, punta a coinvolgere sia subacquei che cittadini in un’ampia campagna di sensibilizzazione e raccolta dati scientifici. “Il progetto si svilupperà nell’arco di due anni e mezzo, dal 2025 al 2027”, ha spiegato Carlo Cerrano, professore di zoologia presso l’Università Politecnica delle Marche e presidente di Reef Check Italia. “Dopo il completamento della fase burocratica e autorizzativa, si partirà con la fase più delicata del progetto, ovvero il trapianto di talee di Posidonia su gabbioni realizzati con massi naturali. Questa metodologia, già sperimentata in altre zone, si è dimostrata molto efficace e caratterizzata da un’elevata sopravvivenza”.

Una volta completato il trapianto, l’area sarà sottoposta a monitoraggi regolari per verificare lo stato di salute della prateria. In questa fase sarà fondamentale il contributo dei volontari subacquei, che, debitamente formati, si occuperanno di raccogliere dati seguendo protocolli scientifici standardizzati. I risultati dei monitoraggi saranno condivisi su piattaforme internazionali, permettendo così un confronto con altre aree del Mediterraneo. Il 22 febbraio prossimo, il progetto sarà uno degli argomenti trattati nel convegno “Il restauro degli habitat marini tra subacquea scientifica e citizen science”, che si terrà all’EUDI di Bologna, la principale manifestazione europea dedicata al mondo della subacquea.

La riforestazione avverrà a circa 12 metri di profondità, nelle zone marginali della prateria attualmente in regressione. “La riforestazione interesserà aree al margine inferiore dell’attuale prateria di Posidonia, in alcuni tratti in regressione sul territorio di Laigueglia”, ha commentato Massimo Ponti, docente di ecologia all’Università di Bologna e vicepresidente di Reef Check Italia. “L’idea alla base del progetto BRAIN ha molteplici scopi ecologici, come difendere il margine della prateria, dove si sta verificando la regressione, e cercare di arrestarla. La presenza delle strutture posate sul fondale scoraggerà e limiterà gli ancoraggi, mitigando i danni meccanici arrecati alla Posidonia”.

Ponti ha inoltre sottolineato che l’obiettivo finale è avviare un processo di ricostituzione naturale della prateria. “L’evoluzione naturale della riforestazione dovrebbe essere l’innesco di un processo di ricostituzione della prateria naturale. Piccoli interventi che, tutti insieme, favoriranno il processo di ricostruzione e la creazione di un ambiente idoneo per altri organismi, incrementando la biodiversità dell’area. Il posidonieto diventerà così un’area di riproduzione per tante altre specie”.

Nell’ambito della sensibilizzazione sui temi ambientali, Laigueglia ospita dunque il progetto BRAIN, un’iniziativa che unisce divulgazione, educazione e azioni concrete di tutela marina. Il progetto coinvolge cittadini, turisti e amministratori locali in attività mirate alla riforestazione marina e alla promozione della Ocean Literacy, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e la conoscenza dei fondali marini.

Tra le iniziative previste figurano lezioni nelle scuole, incontri con partner, eventi pubblici nelle piazze del borgo e uscite di snorkeling, tutte pensate per accompagnare le attività legate al trapianto e ai monitoraggi delle aree marine interessate. La biologa marina Monica Previati sottolinea l’importanza del coinvolgimento della comunità locale: «La campagna di educazione si svolgerà in sinergia con il Comune di Laigueglia. Lavoreremo con le scuole del borgo per parlare del progetto e dei principi che sanciscono l’importanza della tutela e della promozione del mare. Non solo: video accattivanti con immagini dei fondali di Laigueglia accompagneranno diversi eventi di divulgazione nelle piazze per coinvolgere, informare e sensibilizzare anche turisti e cittadini». Inoltre, l’area del trapianto, collocata di fronte all’abitato e facilmente accessibile, è destinata a diventare un punto di interesse per subacquei e appassionati di snorkeling.

Il Comune di Laigueglia, da tempo impegnato su tematiche ambientali, si è distinto per le numerose iniziative educative nelle scuole e per progetti già avviati. La scelta di questa località come sede del progetto BRAIN è legata anche alla presenza del M.U.D.S. (Marine Underwater Depuration System), un sistema di filtrazione biologica che supporta i processi autodepurativi dell’ambiente marino migliorando lo smaltimento dei reflui. La sua funzione garantirà condizioni ambientali ottimali per il successo della riforestazione.

Il sindaco Giorgio Manfredi ha ribadito l’impegno dell’amministrazione verso la tutela dell’ambiente: «Il progetto BRAIN, in cui crediamo fortemente, si inserisce nell’alveo dell’attenzione che questa amministrazione mantiene nei confronti della salvaguardia del nostro meraviglioso ambiente terrestre e marino. Un’attenzione che deve tramutarsi in fatti concreti e non sterili enunciazioni». Ha inoltre ricordato alcuni dei risultati ottenuti dalla città, come il riconoscimento della bandiera blu e quella verde, e annunciato nuovi progetti in partenza: «A breve partirà il progetto del MUMA (museo marino) nel ristrutturato Palazzo Guardone. Inoltre è in corso la ristrutturazione dei sentieri collinari». Manfredi ha concluso sottolineando la necessità di una convivenza equilibrata tra turismo e tutela ambientale: «Grazie a tutti i partner di progetto che si occuperanno della riforestazione e alla Fondazione Compagnia di San Paolo, intendiamo percorrere quello che riteniamo sia solo il primo passo per la cura che dobbiamo al nostro mare: per noi il mare è vita».

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