Nella mattinata di oggi (mercoledì 19 febbraio), al Palazzo Comunale di Alassio, è stato firmato il contratto per le opere di difesa naturale del centro urbano lungo il litorale. Il progetto, finanziato con 3,5 milioni di euro dal Dipartimento di Protezione Civile, mira a ridurre i rischi e migliorare la resilienza del territorio. Questo accordo rappresenta un passo avanti verso l’avvio dei lavori.
Dopo l’aggiudicazione della gara, e completate le verifiche come previsto dalla normativa vigente, il Comune di Alassio ha formalizzato il contratto con il Raggruppamento Temporaneo di Imprese ELCAL S.r.l. e Consorzio Stabile Angedil Soc. Consortile A L.R., con sede a Favara (AG). L’appalto è stato assegnato con uno sconto del 22,579% sull’importo base di gara di € 2.677.309,91, per un importo netto di € 2.115.490,20, includendo € 42.690,09 per la sicurezza. Alla firma erano presenti il sindaco di Alassio Marco Melgrati, il consigliere regionale Rocco Invernizzi, il segretario generale del Comune Roberta Ramoino e il funzionario comunale Ing. Luca Corciulo, oltre al Dirigente comunale Ing. Enrico Paliotto.
I lavori inizieranno in primavera e, tenendo conto della stagionalità, saranno eseguiti in modo frazionato per minimizzare l’impatto sulla città e sull’economia locale. Le opere prevedono il completamento del terzo lotto di ripascimento strutturale e l’estensione del pennello Ferrando di 80 metri per migliorare la capacità di intercettare sedimenti sabbiosi. Il progetto di ripascimento utilizzerà circa 40mila metri cubi di sabbia da cava sottomarina e 15mila metri cubi da cava terrestre, selezionando sabbie adatte per colore, granulometria e composizione chimica.
Il sindaco Marco Melgrati ha dichiarato che “la firma del contratto per l’affidamento dei lavori rappresenta un momento significativo nell’iter di questo intervento importante per la tutela del nostro litorale e del centro urbano”. Ha sottolineato l’importanza delle sinergie tra Protezione Civile, amministrazione comunale e tecnici locali. Melgrati ha anche espresso l’intenzione di “realizzare una diga soffolta, capace di garantire una protezione duratura del nostro arenile” e ha menzionato la collaborazione con l’Università di Padova per uno studio di fattibilità, sperando di superare le resistenze dell’Ufficio regionale di Ecosistema Costiero e Tutela della Costa.
