La Commissione di albo dei Tecnici di neurofisiopatologia dell’Ordine delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Genova, Imperia e Savona ha scelto la Giornata internazionale dell’epilessia, il 10 febbraio 2025, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia ancora poco conosciuta e carica di stigma sociale.
L’epilessia, nota nell’antichità come morbus major, colpisce persone di ogni età, manifestandosi soprattutto nei bambini e negli anziani sopra i 75 anni. La malattia è caratterizzata da crisi epilettiche causate da impulsi elettrici anomali nel cervello, e in Italia si registrano 33 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, con circa 500 mila persone affette in totale. Un quarto di queste soffre di epilessia resistente ai farmaci, spesso associata a disabilità fisiche e cognitive.
Le crisi epilettiche si manifestano improvvisamente, durano pochi secondi o minuti, e si ripetono senza preavviso. Sebbene la visione comune associ le crisi a perdita di coscienza e convulsioni, possono anche presentarsi con difficoltà di parola, problemi di coordinazione o alterazioni sensoriali, rendendo necessaria una diagnosi precisa.
Francesco Famà, Presidente della Commissione di albo dei Tecnici di neurofisiopatologia, sottolinea l’importanza del ruolo di questi professionisti nella diagnosi dell’epilessia. Essi sono responsabili dell’uso e della preparazione della strumentazione per il VEEG (Video-elettroencefalogramma), che permette di monitorare l’attività cerebrale e il comportamento del paziente durante le crisi. “I Tecnici di neurofisiopatologia giocano un ruolo fondamentale nell’iter della diagnosi dell’epilessia”, afferma Famà.
La natura imprevedibile delle crisi epilettiche alimenta il pregiudizio sociale, portando a discriminazione nei contesti lavorativi, scolastici e sociali. Famà insiste sulla necessità di parlare dell’epilessia per superare i tabù e migliorare la qualità della vita delle persone colpite. “Di epilessia bisogna parlarne sempre di più e sempre meglio!”, continua Famà, evidenziando l’importanza di una corretta informazione per contrastare lo stigma.
Lo stigma spinge spesso le persone con epilessia e le loro famiglie a vivere isolate. Gli adulti affrontano ostacoli nel mondo del lavoro, mentre i bambini possono diventare vittime di bullismo a scuola. Nonostante i progressi nella cura, il pregiudizio persiste, compromettendo l’integrazione sociale e il benessere generale.
Famà conclude sottolineando il dovere dei Tecnici di neurofisiopatologia di promuovere la sensibilizzazione e l’informazione per combattere lo stigma, coinvolgendo la comunità e soprattutto i giovani: “Comprensione, empatia e cure adeguate sono essenziali”.
