Ottobre De Andrè: un pomeriggio coi classici della musica italiana

Lucio Fabbri and Friends entusiasmano il Teatro Ambra

di Alfredo Sgarlato – Domenica 20 al Teatro Ambra, nell’ambito di Ottobre De Andrè, si recupera il concerto previsto come apertura e rinviato per cause di forza maggiore. Sul palco un’autentica All Stars della musica italiana, capitanata da Lucio Fabbri, violinista e come ascolteremo polistrumentista (nel suo disco di esordio solista “Amarena” suona tutti gli strumenti), che col suo violino ha arricchito molti dei capisaldi della musica italiani degli ultimi decenni. Con lui Paolo Bonfanti, re della chitarra blues, Massimo Germini, chitarrista e braccio destro di Roberto Vecchioni, l’orgoglio locale Roberto Gualdi, batterista di PFM, Jannacci, Pelù, Samuele Bersani e molti altri, e Antonio Petruzzelli, bassista per Tozzi, Vecchioni, Giuliano Palma, Nicola Conte e molti altri ancora.

Il gruppo parte dalle origini della carriera di Fabbri e sorprende il pubblico aprendo con “Pane quotidiano”, dal primo disco di Alberto Camerini, che chissà quanti hanno riconosciuto. Quindi i due classici di Finardi per eccellenza, “Musica ribelle” e “La radio”, per poi passare a Vecchioni, PFM, Bertoli e altri classici della musica italiana che il pubblico conosce a memoria. Fabbri è ottimo violinista, si sa, ma è anche formidabile alla chitarra elettrica, specie in “Velasquez”, ballata acida dai toni alla Neil Young, e si cimenta anche a piano e mandolino, come in “Ma come fanno i marinai”, dove il suo strumento riprende la parte del clarinetto di Dalla.

Fabbri ha anche collaborato coi Maneskin: le polemiche le lasciamo ai leoni da tastiera, e ci godiamo una “Beggin” resa come funky blues acustico in cui Bonfanti mostra tutto il suo valore sulle sei corde. La bravura dei musicisti, ottimi anche Germini nelle armonie, Petruzzelli basso infaticabile e Gualdi batterista potente ma senza mai prevaricare gli altri musicisti, rende godibilissima la serata, e il piacere di suonare, che contagia il pubblico, è al massimo quando Bonfanti e Fabbri imbracciano la chitarra elettrica e duettano si classici del rock da Hendrix ai Deep Purple.

Ovviamente viene omaggiato anche De Andrè, scegliendo tra i brani meno noti tra cui “Zirichiltaggia”, lasciando “Via del Campo” e “Il pescatore” ai bis, chiesti a grandissima voce. Chi scrive ascoltava questi dischi quando faceva le medie, magari sulla radiolina cantata da Finardi, e ha ritrovato i suoi primi eroi musicali, insieme a talenti di oggi come Bonfanti e Gualdi che si ascoltano sempre con piacere: sicuramente molti tra i presenti hanno provato le stesse emozioni. Non si tratta di nostalgia o revival, qui ormai si parla di classici della canzone. Il migliore dei modi per passare una domenica pomeriggio. un grazie a Gino Rapa, ai Fieui di Caruggi, e a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione.

*Foto di Tiziana Girante

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