Azione sostiene che sarebbe ancora utile unire le forze politiche che dispongono di un simbolo per contrastare efficacemente il centrodestra. Tre giorni fa, insieme ad Alleanza Civica e al Movimento Repubblicani Europei, ha lanciato un appello a +Europa e al PSI, sottolineando che unendo tutti i simboli si potrebbe intercettare il massimo dei voti di opinione. Questi voti, infatti, tendono a disperdersi con una lista anonima e senza simboli. Azione auspica che questa proposta venga presa in considerazione, anche ora che si è vicini alla scadenza delle elezioni.
Azione Liguria dichiara: «Ciascuno è libero di fare ciò che ritiene più utile al proprio partito e prendiamo atto, con rammarico, della decisione di queste forze di non partecipare alle elezioni tutti insieme così come avevamo proposto e sperato fino all’ultimo e come abbiamo pubblicamente chiesto tre giorni fa. Ciò che non possiamo accettare è che la scelta di andare da soli di Italia Viva, +Europa e Psi sia da loro giustificata “dal rifiuto di Azione ad accoglierli”: questa è una bugia. C’era pieno accordo programmatico, condivisione su un’unica lista e simboli, con l’eccezione di Italia Viva sul cui simbolo insiste il divieto di essere esposto da parte della coalizione e non da noi. Siamo stupiti nel leggere nel loro comunicato stampa che i candidati di Italia Viva siano impossibilitati a candidarsi nella lista del Presidente quando Andrea Orlando ha sempre garantito pubblicamente la candidatura nelle sue liste per gli esponenti di Italia Viva.»
Azione Liguria esprime sorpresa per le recenti dichiarazioni di Italia Viva e chiarisce: «L’impossibilità di essere presenti con il loro simbolo ha portato Italia Viva a chiedere di eliminare anche tutti gli altri. Oggi sembra ricostituirsi il fronte Stati Uniti D’Europa in una lista mascherata. Coerentemente con l’orgoglio per il lavoro fatto in questi anni contro Toti e Bucci lavoreremo insieme alle forze civiche e partitiche ce lo vorranno concentrati sull’obiettivo di fare vincere il centro sinistra ancora convinti che l’unità delle forze riformiste e civiche sia ancora possibile.»
