Nel corso della mattina sono state presentate le relazioni sul Provvedimento amministrativo n. 89: “Integrazione del piano di dimensionamento della rete scolastica approvato con deliberazione del Consiglio regionale 28 novembre 2023”, ed è stata avviata la discussione generale che proseguirà nel pomeriggio.
Davide Natale (Pd – Articolo Uno) nella sua relazione di minoranza ha evidenziato che le modifiche al piano di dimensionamento scolastico non risolvono le criticità già emerse e fatte rilevare in Consiglio dalle opposizioni. I nuovi accorpamenti, dunque, non risponderebbero a vere esigenze didattiche e non sono il frutto di un confronto approfondito con il territorio, con gli amministratori, gli istituti scolastici, i sindacati. Il consigliere ha sottolineato che sugli accorpamenti in provincia di Savona, in particolare, sindaci, docenti e famiglie avevano richiesto un nuovo incontro, ma «a fronte delle richieste alcuni consiglieri di maggioranza hanno presentato un emendamento che prevede l’accorpamento di due istituti diversi da quelli indicati dal territorio. Come se la logica da seguire – ha detto Natale – fosse riferita solo ai numeri da presentare al Ministero e non alla ricerca, seppur difficile, di soluzioni che migliorino l’offerta formativa nell’interesse dei ragazzi». Il consigliere ha, inoltre, criticato la scelta di concentrare la riduzione degli accorpamenti concessa per il prossimo anno scolastico dal decreto legge 215/23 sull’area metropolitana di Genova e sulla provincia di Savona: «Sono quattro accorpamenti in meno di cui avrebbe potuto beneficiare equamente l’intero territorio regionale».
Sergio Rossetti (Gruppo misto-Azione) ha presentato la relazione di minoranza. «Il Dimensionamento 2024-2025 sarà ricordato come un atto imposto dall’alto, costruito solo su logiche ed equilibri politici e partitici. Un dimensionamento determinato dalle prossime elezioni amministrative di giugno, dai rapporti all’interno del centro destra che governa la Regione. Le scelte del dimensionamento non sono state determinate – ha detto – dalle esigenze e dalle potenzialità didattico-formative, dalle progettualità delle singole autonomie scolastiche, dalle caratteristiche sociali e culturali dei territori, dal numero di alunni o dalle distanze tra i plessi dei comprensivi». Il consigliere ha espresso forti critiche all’assessore Simona Ferro, «che non ha mai illustrato una propria visione strategica dei processi di riorganizzazione dell’offerta formativa mentre incombono le prescrizioni governative sugli accorpamenti scolastici e un calo demografico pesantissimo nei prossimi cinque anni». Rossetti ha aggiunto: «La Giunta non ha dato criteri né indirizzi agli enti locali sulla determinazione degli accorpamenti, nella speranza che ipotetici accordi territoriali consentissero di evitare conflitti», in particolare con il sindaco di Genova. «Malgrado tutti i savonesi, dirigenti della scuola, Provincia e Comuni abbiano motivato la loro contrarietà – ha aggiunto – l’assessore si ostina a sostenere che questo accorpamento sia fatto d’intesa con il territorio».
Giovanni Battista Pastorino (Linea Condivisa) nella sua relazione di minoranza ha detto che il piano di dimensionamento scolastico è una delle pratiche più complesse che si è trovato ad affrontare in otto anni di consiglio regionale. «Pur riconoscendo, dunque, la difficoltà delle decisioni da prendere in merito – ha sottolineato – è del tutto insolito che il Piano venga approvato in due tranche, che non si sia riusciti a farlo entro il 31 dicembre e che sia stato, in seguito, impugnato dal Governo in carica: forse un caso unico in Italia. Il piano – ha proseguito Pastorino – ha sollevato molte proteste e causato disagi sia dentro il Consiglio regionale che, soprattutto, nel territorio, tra comuni, dirigenti scolastici, famiglie e associazioni che si occupano di processi educativi e formazione. Insomma un vero e proprio caso politico che da tempo è andato oltre i confini stessi della nostra regione». Secondo Gianni Pastorino le prescrizioni nazionali sicuramente non hanno aiutato: «Per onestà intellettuale bisogna dire che il compito aveva una sua difficoltà e che – ha concluso – doveva essere assolto con alcune caratteristiche: tempi congrui, dialogo continuo con i territori, capacità di rapporto con altre istituzioni».
Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) nella sua relazione di minoranza ha evidenziato che la discussione nelle Commissioni e in Consiglio quest’anno è andata avanti per mesi, mentre negli anni scorsi per prassi consolidata si riduceva in genere a poche ore. «Quest’anno la combinazione di fattori nazionali, regionali e locali – ha precisato – hanno messo il tema al centro del dibattito istituzionale e gli hanno dato l’importanza che merita, ed è forse l’unico elemento positivo di un iter improvvisato, raffazzonato, disorganico, furbesco che soprattutto a livello dei singoli territori ha connotato la pratica, che invece sarebbe dovuto essere un’occasione delle tante per affrontare in modo sereno e competente una delle aree più significative di nostra pertinenza». Secondo il consigliere sono stati fatti molti errori a causa anche a causa della normativa nazionale che ha confinato nella consueta sottovalutazione la componente didattico-formativa della scuola a vantaggio della componente amministrativo-finanziaria e tecnologica, «soprattutto in rapporto all’enorme spreco di risorse e di dotazioni legate al PNRR e alla digitalizzazione di qualsiasi cosa si trovi all’interno delle mura degli edifici scolastici». «Gli errori – ha proseguito – non sono errori in senso tecnico, ma semplice incompetenza, applicazione di favoritismi macro territoriali in particolare nei confronti di Genova, applicazione micro-territoriali di logiche di potere amicali tra sindaci, con una emarginazione dalle sedi decisionali di sindaci non amici, procedure assolutamente fuori da una normale dialettica istituzionale e democratica. Ne è conseguito – ha concluso – un grave squilibrio territoriale a vantaggio delle aree di Genova e di Savona».
Nella discussione generale sono intervenuti i consiglieri Paolo Ugolini (Mov5Stelle), Roberto Arboscello (PD – Articolo Uno), Veronica Russo (Fratelli d’Italia) e Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente).
