Negli uffici di Banca Generali Private, in piazza Leon Pancaldo 1/5 a Savona, venerdì 19 gennaio alle ore 17,30 sarà inaugurata la personale dell’artista Dario Bosano dal titolo “Colori del futuro”. In esposizione una trentina di opere realizzate dall’artista savonese, in gran parte quadri e anche qualche ceramica. La mostra resterà aperta fino al 29 marzo e sarà visitabile, ad accesso libero, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 17.
A presentare l’artista sarà il maestro Sandro Lorenzini, noto scultore e ceramista savonese, che in una sua recente recensione ha tratteggiato in modo impareggiabile l’essenza artistica di Dario Bosano: “La pittura di Dario s’impone al primo sguardo per la sua determinazione. Il colore, vibrante nelle tonalità pure, riempie il campo della tela con un gesto veloce e vitale, certamente e volutamente astratto, sostenuto da un ritmo rapido e sincopato. La pittura informale non può prescindere dal gesto. La sua matericità, che ne costituisce uno dei caratteri più espressivi, deriva proprio dalla qualità del gesto, dalla decisione con cui il colore è gettato, o sgocciolato, o strisciato sulla tela. L’efficacia di questi processi, il loro cogliere nel segno, senza perdere di vista l’equilibrio compositivo e cromatico, sono il magico meccanismo che sa suscitare in noi emozione e trasporto”.
E ancora: “I quadri che Dario compone possiedono, sotto la superficie che cattura l’attenzione con le sue valenze timbriche e dinamiche, una essenzialità strutturale potente, fatta di molta energia, di tensione creativa, ma anche di rabbia, di memorie di sofferenza, di fatica per nostra (e sua) fortuna, feconda. Dario pittore è esattamente quello che sembra: un uomo che fa, con preciso proposito di fare, e di fare in modo estetico, e lo fa bene. Il dolore, lo sgomento o la rabbia, che costituiscono in buona misura il sottofondo del fare di Dario, non emergono a disturbare la nostra attenzione, ma si diluiscono e si sublimano durante la fatica creativa, stemperandosi nell’apparenza del bello. È quello che l’Arte sa fare e di solito fa, con i sentimenti dell’Uomo, li conosce e sa prevederli, con la pazienza e il garbo di chi sa, appunto, consolare”.
