Subito dopo l’apertura della seduta del Consiglio regionale Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha annunciato la sua decisione irrevocabile di lasciare il ruolo di capogruppo spiegando che le formalità saranno espletate nei prossimi giorni.
Vaccarezza ha garantito che nulla cambia rispetto al suo ruolo nel centro destra, ha ribadito la massima fiducia nei confronti del presidente della giunta Giovanni Toti e ha ringraziato i componenti dell’Ufficio di presidenza per la collaborazione fattiva in questi anni di legislatura.
Il Consiglio regionale ha anche preso atto della surroga di Sauro Manucci (FdI), scomparso il 20 dicembre scorso, con Barbara Ratti, prima dei non eletti nella stessa circoscrizione elettorale della Spezia, e della surroga di Alessio Piana, che il 29 dicembre scorso ha rassegnato le dimissioni da consigliere dopo la sua nomina ad assessore nella giunta regionale, con Sonia Viale, prima dei non eletti nella stessa circoscrizione elettorale di Genova. La Giunta delle elezioni è incaricata di verificare la posizione delle2 nuove consigliere per la loro convalida.
Barbara Ratti, subentrata in Consiglio regionale a Sauro Manucci (Fratelli d’Italia), ha comunicato l’adesione al gruppo “Cambiamo con Toti presidente”; Sonia Viale, subentrata in Consiglio regionale ad Alessio Piana (Lega Liguria-Salvini), ha comunicato l’adesione al gruppo Lega Liguria-Salvini.
Il commento del presidente Toti sulle dimissioni del capogruppo Vaccarezza
«Il futuro del gruppo è tranquillo, così come i numeri della maggioranza che non sono assolutamente in discussione.» si legge in una nota stampa di Giovanni Toti: «Oggi il gruppo Toti acquisisce un nuovo membro, la consigliera Ratti, quindi, i numeri non sono un problema. Non sapevo di questa scelta del consigliere Vaccarezza, sono umanamente un po’ deluso e politicamente un po’ perplesso, perché non ne ho compreso i motivi. La politica è un gioco di squadra, mediazione e pazienza: così stiamo cambiando la Liguria. Vaccarezza ha detto che vuole continuare a partecipare a questo cambiamento, e ne sono lieto: quando vorrà spiegare il suo gesto saremo a disposizione. Dal 2015 ad oggi la maggioranza non ha mai perso un consigliere. Sono scelte personali che non comprendo, ma che rispetto: ognuno deve seguire la strada che ritiene più giusta, non ho mai fermato nessuno né in uscita né in ingresso e penso che ciascuno debba vivere fino in fondo le proprie esperienze. Vaccarezza ha contribuito a cambiare questa Regione dal 2015 ad oggi e ha detto che rimarrà nel gruppo di maggioranza, che comunque resta talmente ampio da non avere nessun tipo di problema. La sua decisione, che ripeto non comprendo ma rispetto, non cambia nulla: vado avanti con grande serenità, così come va avanti la nostra amministrazione.»
«Vaccarezza ha detto di voler fare altro e io gli auguro il meglio. Credo che lo troveremo come nostro compagno di squadra nel centrodestra, anche se la sua è stata una decisione che non ha comunicato al gruppo e ai suoi colleghi consiglieri, cosa che almeno la buona educazione avrebbe richiesto. Mi auguro che sia al nostro fianco nel continuare il cambiamento della Regione, in modo coerente con la sua storia. Un passato che, se fossi stato in lui, avrei rivendicato. Evidentemente ha avuto qualche delusione: la politica, del resto, è fatta di tante soddisfazioni, ma anche di delusioni, oltre che di capacità di assorbimento e mediazione. È come il calcio: si fa parte di una squadra sia quando si è in testa che in fondo al campionato e in particolare, quando si è in testa come nel nostro caso, cercare il protagonismo in campo tante volte non aiuta la squadra. »
«Per quanto riguarda l’opposizione, mi sembrano troppo impegnati con le loro questioni interne per commentare quello che succede nella maggioranza. Non hanno certo bisogno di lezioni, dato che giorni dopo Capodanno sono stati contraddistinti da un’interessante lettura dedicata alle loro discussioni sui quotidiani locali, con tanto di esegesi e note a margine. Il consiglio che mi sento di dare loro, quindi, è quello di divertirsi sul loro campo da gioco, che è stretto ma che pare accogliere giocatori piuttosto effervescenti.» conclude Toti.
