Consiglio regionale: illustrazione delle relazioni sulla manovra di bilancio (2)

Particolare del Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

Nella seduta del pomeriggio è proseguita la presentazione delle relazioni dei consiglieri regionali sulla manovra di bilancio e poi è seguita la discussione generale.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha illustrato la relazione di minoranza.

«È il terzo bilancio della giunta di Giovanni Toti da cui non emerge nessuna idea, nessun disegno sulla nostra terra – ha esordito – ma è solo un bilancio per ottenere facile consenso e per consolidare il suo potere politico. Il nostro spirito è quello di fare critica, ma anche proposte: critica durissima verso il presidente della giunta Toti, che spende 11 milioni solo per la propaganda e il personale di giunta, che fa invidia al Quirinale, senza contare l’alluvione di spese sostenute dalle partecipate. Con questi soldi – ha aggiunto – si potrebbe risolvere il problema delle liste di attesa nella sanità salvando vite umane». Il consigliere ha illustrato nel dettaglio le spese relative agli spostamenti del presidente e ha aggiunto: «Esprimo una critica durissima, dunque, a Toti, che sta smantellando il nostro tessuto sociale, di solidarietà e di condivisione con emendamenti che regalano gli ospedali di comunità ai privati, che offrono medici e infermieri pubblici ai privati, ma – ha annunciato avanzo una proposta che prova a disegnare un futuro diverso. Oggi la Liguria ha un problema da risolvere, che viene insieme con sanità, lavoro e futuro: mancano i liguri ed è una regione in via di estinzione. Una politica seria deve fare in modo che la nostra regione conservi i suoi abitanti e ne attiri di nuovi». Sansa ha annunciato, a questo proposito, emendamenti per aiutare le donne che hanno figli a lavorare, per sostenere gli asili nido e il loro personale, per le strutture sociali e la coabitazione tra anziani soprattutto nell’entroterra, «ma chiederemo anche che siano stanziati milioni per sostenere chi vuole andare a vivere nei paesi che si svuotano, sostenendo accordi di scambio con Stati e Regioni in via di sviluppo per ospitare lavoratori soprattutto nel settore dell’agricoltura». Attraverso un altro emendamento il consigliere propone un sostegno a chi recupera e abita nelle proprie case nell’entroterra oppure le affitta a canoni agevolati a chi arriva anche da altre nazioni. «Oggi la Liguria ha un problema enorme: non ci sono più liguri. Invece di alzare muri a chi vuole venire nel nostro paese occorre creare le condizioni economiche, sociali, di studio perché chi viene a vivere in Liguria si integri, diventi un cittadino a tutti gli effetti. Contribuisca al nostro sviluppo lavorando e pagando le tasse. Questo è il futuro: salvare la nostra identità e la nostra cultura, ma aprendo le porte a chi vuole venire a vivere in Liguria e si impegna a condividere la nostra idea di società».

Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha presentato la relazione di minoranza.

Secondo il consigliere «nel complesso la manovra di bilancio manca di visione programmatoria generale e di rispetto per le istituzioni. Gli assessori si sono limitati a elencare i provvedimenti nelle commissioni preparatorie, con un accavallarsi convulso di emendamenti negli ultimi giorni». Centi ha aggiunto: «Il risultato, più che una legge di bilancio, è una specie di omnibus per tappare buchi e urgenze. I provvedimenti arrivano già preconfezionati in funzione di interessi precisi direttamente dalle “segrete stanze”, rendendo superflue le audizioni in Commissione e generando “marchette” più che progetti strategici». E il consigliere ha fatto alcuni esempi: l’intramoenia allargato (cioè la possibilità di visitare privatamente in strutture convenzionate a spese dello stato), gli aumenti di stipendio per il personale della giunta e per gonfiare la dirigenza a discapito dei comparti, la proroga al 2026 della scadenza per la presentazione dei PUC nei Comuni, che sarebbe «a vantaggio della speculazione edilizia» e, infine, l’emendamento per trasferire personale alla neonata Agenzia regionale per i rifiuti. Centi ha preannunciato alcune proposte: «Il rafforzamento della funzione pubblica della sanità con fondi destinati alla equiparazione del personale in tutti i territori della Liguria, che hanno specificità anche epidemiologiche diverse; norme contro la dispersione scolastica e di facilitazione per alunni in situazioni di grave svantaggio patologico o economico; gestione di un turismo e dei suoi flussi rispettoso dei territori e delle fasce deboli; tutela del lavoro nei numeri e nella sicurezza degli appalti; contrasto alla ludopatia e all’usura; apertura verso un’Europa che non si limiti a sottrarre giovani cervelli, ma restituisca ricchezza e prospettive per gli stessi sul territorio». Per quanto riguarda lo sviluppo economico e il lavoro, «il documento di bilancio è caratterizzato da un’assenza di visione strategica e di adeguato collocamento nello scenario internazionale ed europeo. Mancano linee guida che orientino la produzione strategica, attualmente non allineata ai trend globali; manca un impegno nella produzione di energie rinnovabili, ad esempio sulle comunità energetiche. Settore ancora più sensibile per il territorio ligure è quello degli investimenti. Mancano investimenti adeguati alla crescita del comparto della logistica, vero settore strategico globale, che vede negli ultimi anni il protagonismo della Cina. La deindustrializzazione – ha aggiunto – ha comportato una fase di transizione verso servizi a basso valore aggiunto, con un conseguente lavoro meno qualificato. L’occupazione cresce prevalentemente nei servizi e nel turismo, comparti tradizionalmente composti da contratti stagionali o da bassa intensità di lavoro come nei settori delle pulizie o le mense». Secondo il consigliere, infine, all’aumento dell’occupazione corrisponde l’aumento della povertà: su una popolazione di 1 milione e mezzo di abitanti si stimano in 366 mila le persone a rischio povertà, un quarto circa dei suoi abitanti. «La Liguria – ha precisato – è la prima delle Regioni del nord Italia con questo triste primato (24.3 per cento)».

Sergio Rossetti (Gruppo misto-Azione) ha presentato la relazione di minoranza.

«La valutazione degli atti di programmazione economica e finanziaria – ha esordito – conferma un giudizio critico non solo sulla collocazione delle poste messe a bilancio, ma dà anche uno spaccato dell’approccio che ha caratterizzato il trend delle politiche regionali: non sono definite priorità, ci sono finanziamenti a pioggia, travestiti da stanziamenti strategici e si spalmano le risorse su tutte le istanze legittime, ma non necessarie». Secondo il consigliere «manca una individuazione delle priorità strategiche, mancano politiche di sistema per evitare conflitti e la caduta del consenso e c’è un difetto di programmazione delle politiche regionali – ha aggiunto – con la conseguente riduzione degli impatti delle azioni di Governo che, invece di operare in modo proattivo, sembrano rincorrere le situazioni che via via si presentano». Il consigliere ha citato, in questo caso, il settore dello sport e delle infrastrutture e ha posto un problema di metodo: «Dobbiamo ancora iniziare la discussione del Piano dei Servizi Integrati, ma vengono legiferate modifiche sui processi organizzativi dei Comuni, titolari delle attività sociali e assistenziali e quindi sull’intero sistema dei servizi». L’attenzione del consigliere ha riguardato, inoltre, il settore della spesa sanitaria paventando il rischio di un disavanzo, se non ci sarà un controllo e una programmazione. Forti critiche sono state espresse anche sulle misure adottate per ridurre le liste di attesa: «Da domani i medici che hanno scelto l’intramoenia, possono fare l’extramoenia, ma sarebbe meglio incentivare l’attività in Asl e utilizzare al meglio le nuove apparecchiature, comprate con i soldi del Pnrr e sistemate nelle strutture pubbliche». Il consigliere, in particolare, ha criticato la gestione delle liste d’attesa dei disabili minori e ha chiesto una posta per incentivare glia sili nido. Uno dei settori di spesa più criticati dal consigliere riguarda la comunicazione: «La Giunta ha portato da poco più di 1 milione di euro il costo della comunicazione a 5,2 milioni». «Sicuramente – ha concluso – siamo consapevoli che il Fondo nazionale del trasporto pubblico è da tempo sottostimato, ma rileviamo le ingenti poste discrezionali che vengono confermate rispetto agli anni scorsi. E’ evidente che il contratto è tutto a svantaggio della Regione che di fatto non esercita la funzione di programmazione e quindi di erogazione dei servizi necessari».

Gianni Pastorino (Linea condivisa) ha presentato la relazione di minoranza.

«La manovra finanziaria presentata nel complesso dalla Giunta – ha esordito – ancora una volta sembra non prendere in considerazione la regione reale e non si vedono le priorità. Infatti appare evidente da più indicatori, non soltanto locali, che la priorità della nostra Regione sia la difficoltà del Servizio Socio Sanitario Regionale». Pastorino ha citato i dati di alcune riviste specializzate, che dimostrerebbero che la qualità della vita nelle città liguri e molto più bassa che in altre realtà italiane così come il livello delle strutture sanitarie liguri rispetto ad altre regioni. Il consigliere ha sottolineato, in particolare, proprio questa criticità della Liguria, soprattutto in relazione alle lunghe liste di attesa e ha manifestato perplessità sull’efficacia delle nuove misure previste nella manovra per ridurre i tempi di attesa. Pastorino ha espresso anche forti perplessità sull’allargamento ai privati per risolvere questo problema, inserito nella manovra di bilancio, in quanto avverrebbe senza una programmazione, un adeguato controllo sulle prestazioni effettuate e sui relativi costi. «In una Regione che per caratteristiche oggettive, prima fra tutte essere la più vecchia d’Europa, la sanità diventa di difficile gestione per qualsiasi formazione di Governo. Ciò che sorprende è che in una Regione di questo tipo, gli elementi della cura e della presa in carico degli individui, dovrebbe essere determinante. Perché, oltre a rappresentare una necessità la risposta ai pazienti/utenti, solo una rigorosa attività di prevenzione e di presa in carico delle persone affette da patologie, soprattutto quelle croniche, permetterebbe un sostanziale risparmio del sistema sanitario». Il consigliere ha, dunque, ribadito la necessità della prevenzione: «Non è una inesattezza e per niente banale, affermare che processi di prevenzione, di contatti, di informazioni, sullo stato di salute della comunità permetterebbe un deciso risparmio del sistema sanitario, oltre che un indirizzo e un aumento della sua efficacia». Il consigliere ha proposto, infine, una mappatura del litorale relativamente alla reale disponibilità di spiagge libere, di attivare politiche di mobilità che privilegino l’utilizzo del mezzo pubblico e una particolare attenzione al contrasto della violenza di genere e al sostegno dei centri antiviolenza.

Discussione generale

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che la manovra di bilancio dovrebbe essere, soprattutto, un atto politico e di governo che indica la direzione e gli obbiettivi della Regione, ma il fatto che i temi posti al centro della manovra 2024, cioè trasporto pubblico e agevolazioni tariffarie, sanità e liste di attesa e tutela della famiglia, sono gli stessi temi dal 2015, secondo il consigliere dimostrerebbe che non sono state risolte queste emergenze. Secondo Garibaldi, inoltre, il presidente della giunta farebbe solo propaganda mentre la Liguria rischia di essere spazzata via dalle potenze economiche internazionali emergenti se non tenterà di governare questi processi. Il consigliere, dunque, ha espresso un giudizio negativo sui documenti di bilancio e ha annunciato voto contrario.

Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha illustrato le proposte del gruppo, che saranno avanzate tramite emendamenti e ordini del giorno. Le proposte – ha detto – sono concentrate per migliorare la qualità della vita e riguardano il miglioramento del tessuto urbano; la prevenzione sanitaria anche attraverso una formazione alimentare nelle scuole; il potenziamento della scuola e il contrasto della povertà educativa; la lotta contro le discriminazioni di genere anche con il potenziamento dei centri antiviolenza; il sostegno alla maternità; la difesa e il miglioramento del verde urbano; la revisione del contratto di servizio con Trenitalia per implementare in modo capillare il trasporto pubblico, soprattutto a favore di giovani, anziani e pendolari; il potenziamento delle spiagge libere attrezzate.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha espresso parere contrario ai provvedimenti di bilancio e ha lamentato l’assenza di una prova di maturità del Consiglio regionale che non coglie la gravità della situazione socio-economica. Secondo il consigliere, infatti, non ci sarebbe da parte della maggioranza la dovuta attenzione e un confronto sui temi della manovra. Natale ha sostenuto che la Liguria sta attraversando una fase critica – e ha citato il tasso di povertà assoluta – ma che nei provvedimenti non ci sarebbero misure concrete per invertire la tendenza rilevando che le risorse messe a bilancio non siano adeguate alle sfide poste dalla situazione socio economica. Natale ha auspicato, a questo proposito, l’approvazione degli emendamenti e degli ordini del giorno proposti dal gruppo.

Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha rilevato una grande distanza fra i rappresentanti della minoranza e il presidente della giunta Giovanni Toti rispetto alla manovra e ha ricordato le dieci proposte avanzate dal gruppo, che sono state respinte dal presidente della giunta Giovanni Toti. Il consigliere ha polemizzato relativamente al tenore delle critiche espresse dal presidente della giunta rispetto alle obiezioni avanzate dalla minoranza sulla manovra di bilancio. Arboscello ha lamentato, soprattutto, le carenze del sistema sanitario regionale che sarebbero sottaciute dalla giunta. Il consigliere ha auspicato l’approvazione da parte della maggioranza di alcune delle proposte della minoranza.

Il presidente della giunta Giovanni Toti, con delega al bilancio, ha replicato alle critiche della minoranza spiegando che la manovra serve alla Liguria ed è in continuità con un progetto politico affinché la Regione continui a crescere e senza lasciare nessuno indietro e non solo per questioni di equità sociale. Toti ha ribadito l’oggettività dei dati positivi dell’occupazione in Liguria e ha ribadito che il progetto di trasformazione e di crescita della Liguria sta proseguendo con successo e l’attenzione per i più giovani e per un processo demografico positivo. Il presidente della giunta ha ribadito l’importanza delle politiche regionali di promozione del territorio e ha precisato che le spese per la comunicazione sono inferiori a quelle di molte altre Regioni italiane e che sono state molto efficaci per promuovere la Liguria. Toti ha sottolineato, fra l’altro, il sostegno della giunta al turismo, all’agricoltura e allo sviluppo economico e territoriale. In particolare sulla sanità e sull’abbattimento delle liste di attese, il presidente ha ribadito la necessità delle misure previste nella manovra di bilancio e ha chiesto alla minoranza di collaborare per risolvere un problema di sistema che – ha precisato – è di livello non regionale, ma nazionale. Giovanni Toti ha auspicato, infine la collaborazione della minoranza nel futuro esame dei provvedimenti di bilancio: l’amministrazione – ha detto – è aperta a tuti i buoni suggerimenti che possono arrivare purché siano senza pregiudizi.

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