Il Consiglio comunale di Villanova d’Albenga dice No a un Cpr ad Albenga

Pietro Balestra
Nella foto: Pietro Balestra, Sindaco di Villanova d'Albenga

No alla realizzazione di un CPR ad Albenga. Il Consiglio Comunale di Villanova  è  fra i primi comuni a rispondere all’appello lanciato dal sindaco Riccardo Tomatis e all’unanimità chiede al Ministero dell’Interno e al Presidente della Regione Liguria di escludere la Città ingauna da qualsiasi ipotesi di candidatura presente e futura, atta a ospitare un Centro di Permanenza e Rimpatrio. 

“Comprendiamo le motivazione espresse da Albenga e dai suoi cittadini – spiega il sindaco Pietro Balestra – Siamo solidali con loro perché pensiamo che le loro preoccupazioni siano le preoccupazioni di tutto il comprensorio che ha una vocazione turistica e anche agricola, settore che, per altro, già contribuisce moltissimo, dando occupazione a molti immigrati”.

A preoccupare l’Amministrazione di Villanova d’Albenga è anche l’esperienza negativa vissuta da altre comunità in cui sono stati insediati questi centri.

“È quotidianamente  alla cronaca dei giornali– sottolinea il vice Sindaco Paolo Cha – Ci preoccupa che spesso questi CPR realizzati, in fretta e furia, per contrastare l’emergenza, si trasformano in vere e proprie  strutture detentive ove si vive in condizioni inumane e viene fornita una scarsa qualità nei servizi essenziali rispetto ai costi sostenuti dallo Stato. Situazioni che poi sfogano in proteste e rischi anche per l’ordine pubblico. Crediamo che si debba ripensare a questo modello di accoglienza. Non basta individuare edifici che sono magari da molto tempo disabitati. Sono necessari locali adatti e l’esistenza di un sistema sul territorio che realizzi una integrazione, anche temporanea, prima del rimpatrio o del riconoscimento di eventuali diritti a permanere in Italia. Sono necessari spazi che siano al contempo idonei a garantire una dignitosa permanenza agli ospiti, dotati di adeguate recinzioni e facilmente sorvegliabili “.

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