Consiglio regionale, approvato il Piano di dimensionamento scolastico; minoranza contraria

lavagna scuola

In Consiglio regionale con 17 voti a favore, 9 contrari e nessun astenuto è stata approvata la proposta di deliberazione 84 “Piano di dimensionamento della rete scolastica e piano dell’offerta formativa 2024 – 2025”, che accoglie le proposte delle province sugli accorpamenti dei plessi scolastici, secondo i criteri stabiliti dal Governo. In Liguria dovranno essere accorpati 16 istituti: 6 nell’area metropolitana di Genova, 4 nella provincia di Imperia, 3 nella provincia di Savona e 3 nella provincia della Spezia. La proposta di deliberazione comprende le indicazioni delle province di Imperia, Savona e La Spezia, mentre ad oggi la Città metropolitana di Genova non ha fatto pervenire alcuna indicazione. I consiglieri di minoranza Roberto Centi (Lista Sansa) e Sergio Rossetti (Gruppo Misto – Azione) hanno presentato un ordine del giorno per proporre un rinvio di 30 giorni dell’approvazione del provvedimento, possibilità prevista dalla legge “se motivata”. La proposta è stata respinta con 17 voti contrari e 8 favorevoli.

Nel corso della discussione il consigliere Davide Natale (PD – Articolo Uno) ha ricordato che nessuno degli amministratori e dei presidi auditi in Commissione si è dichiarato a favore del piano. Ha detto inoltre che l’assenza della Città metropolitana non è accettabile; è anche del tutto inspiegabile il tirarsi indietro della Regione, che rinunciando a sostituirsi agli enti inadempienti nelle decisioni prelude certamente a un commissariamento.
Il consigliere Sergio Rossetti (Gruppo Misto – Azione) ha sottolineato che la legge prevede di mettere in mora le province inadempienti: se Regione approva oggi diventa a sua volta inadempiente, perché dovrebbe esercitare il potere sostitutivo previsto dallo Statuto regionale ed è grave che rinunci a farlo. In questo modo sarà il commissario di governo a procedere, e non c’è nessuna garanzia che operi a favore del territorio.
Roberto Centi (Lista Sansa) ha detto che i piani di dimensionamento sono sempre dolorosi e, in qualità di operatore scolastico, negli anni ne ha visti passare di pessimi, ma il criterio di 961 studenti in media per un plesso per non essere accorpato causa un enorme problema di cui vedremo gli effetti nei prossimi anni. La cosa già evidente è che si negano le competenze didattiche dei presidi, riducendoli ad amministrativi.

Il Consigliere Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha evidenziato che un dimensionamento come quello proposto, che non è altro che un collage con dei buchi vistosi, mette a rischio soprattutto le aree interne, quelle già svantaggiate per molti motivi. Sarebbe un’ingiustizia anche nei confronti di tutti gli istituti che si sono adoperati per rispettare la legge.

Il Consigliere Giovanni Battista Pastorino (Linea Condivisa) ha detto che il risultato di questo confronto sul piano di dimensionamento scolastico tra maggioranza e opposizione è inusuale per l’aula. Nella certezza che almeno la città metropolitana sarà commissariata, avrebbe molto senso rimandare. Manca l’assunzione di responsabilità dell’ente più grande del territorio e non può essere ignorato. Anche i ricorsi al Tar sarebbero praticamente certi.

Il Consigliere Luca Garibaldi (PD – Articolo Uno) ha detto che che non è opportuno deliberare oggi e sancire così che le province possono anche non deliberare. Ha commentato che non si tratta di un dimensionamento, ma di una resa politica della Regione nei confronti della Città Metropolitana. Un dimensionamento con un buco di 600.000 abitanti su 1.500.000 non è accettabile.

L’assessore alla Scuola all’Università Simona Ferro ha replicato a nome della Giunta, respingendo le accuse di essere stata “latitante”. Ha rivendicato l’azione di ascolto del territorio svolta negli ultimi mesi, ha ricordato che Regione Liguria a un certo punto ha messo in mora, quando era necessario, le province che non avevano sentito i sindaci come previsto dalla legge. Ha ricordato anche che entro il 30 settembre erano arrivate solo le delibere di Savona e Imperia, ancorché non complete. Ha inoltre sottolineato di avere svolto incontri tra amministratori comunali, dirigenti scolastici e tecnici regionali, una volta ravvisata, grazie all’ascolto che non è mai mancato, la necessità di un aiuto in questo senso. A questo punto, ha concluso, la Giunta ha una proposta del territorio che verrà riportata al ministro Valditara.

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