Oggi in Consiglio regionale con 18 voti a favore, 0 contrari e 8 astenuti e stata approvata la Proposta di deliberazione 82 “Approvazione del programma triennale 2023-2025 di sviluppo e sostegno all’Università, alla ricerca e all’innovazione”.
Il Programma individua gli obiettivi strategici da raggiungere e definisce le linee generali di intervento in tema di ricerca, innovazione ed alta formazione e intende contribuire a rispondere alle conseguenze economiche e sociali della crisi pandemica, attraverso strategie che portino ad una ripresa rapida ad una crescita nel medio e lungo periodo. Sfruttando tutte le risorse messe a disposizione per il territorio regionale, la Regione ha individuato 4 principali obiettivi strategici, coerenti e complementari con le Missioni del PNRR, con i programmi regionali FESR e FSE+, e con il documento di Smart Specialisation Strategy regionale.
Ricerca e innovazione sono gli assi strategici fondamentali per la digitalizzazione e la sostenibilità: il Programma contiene una particolare attenzione alla specializzazione delle risorse umane per formare nuove professionalità e per aggiornare le proprie competenze.
La dotazione finanziaria stimata è di 238 milioni e 510 mila euro di cui 156 milioni e 80 mila euro sono destinati al potenziamento della circolazione di conoscenze e competenze tra ricerca e sistema produttivo e per valorizzare i risultati della ricerca; 35 milioni e 250 mila euro sono destinati a rafforzare l’attività innovativa del sistema regionale; 21 milioni allo sviluppo delle tecnologie digitali e per la semplificazione dei processi della Pubblica amministrazione; 26 milioni per sostenere e potenziare la specializzazione delle risorse umane, e, infine, 180 mila euro, per rafforzare la governance del sistema regionale della ricerca.
Il consigliere Sergio Rossetti (Gruppo Misto – Azione), nell’annunciare la sua astensione, ha osservato che il piano è costruito mettendo semplicemente insieme gli interventi che Regione finanzia, che sicuramente sono rilevanti ma lasciano perplessi perché non hanno un filo conduttore, non propone una logica che li leghi insieme. Sarebbe opportuno, ha concluso, un osservatorio per l’impiego di risorse così ingenti e ha osservato che le attività realizzate a valere sul piano precedente non riportano gli obiettivi raggiunti.
Il Consigliere Luca Garibaldi (PD – Articolo Uno) ha evidenziato il grande ritardo con il quale il piano arriva in aula: un’occasione persa, ritiene Garibaldi, per riflettere sul ruolo dell’università in questa regione. Ha chiesto quanto sia competitiva la ricerca universitaria in Liguria e come si relaziona con i settori economici della regione. Ha rilevato infine che nel piano c’è pochissimo su risorse umane e ricercatori, e che il problema principale è creare una rete tra le eccellenze di ricerca.
La consigliera Selena Candia (Lista Sansa), nell’annunciare l’astensione del suo gruppo, ha precisato che il voto non è contrario perché il piano non è da buttare nella totalità, ma presenta molti punti critici. Il piano non risponde in primo luogo alle esigenze dei laureati che aspirano al dottorato. Non c’è un dialogo tra le strutture regionali per dare risposta alle esigenze abitative. Le borse sono troppo esigue. Chi viene dall’estero a volte si vede fissato il colloquio mesi dopo la richiesta, e non c’è attenzione sul fatto che stanno perdendo tempo formativo molto prezioso. Il compenso mensile è di 1195 euro, che rende gravoso spostarsi in Europa, come sarebbe opportuno per un ricercatore. Non c’è legame tra i bisogni in campo sociosanitario e l’offerta formativa. Andrebbe data infine maggiore attenzione alla didattica. Gli studenti di medicina infine continuano a fare lezione in un tendone.
Il consigliere Giovanni Battista Pastorino (Linea Condivisa) ha evidenziato che la Liguria è ormai la regione più vecchia d’Europa (6,2 punti sopra la media nazionale) e che è ormai una tendenza consolidata che chi studia in Liguria vada poi a lavorare altrove. La Liguria non è in grado di trattenere né di attrarre giovani, ma una regione piccola del Nord dovrebbe essere attrattiva. I problemi strutturali della didattica sono notevoli e scoraggiano molti. Gli errori commessi sul sistema formativo in sanità li pagheranno le prossime generazioni: per questo, ha concluso, occorrerebbetraguardare una visione a trent’anni.
L’assessore a ricerca e innovazione tecnologica Alessio Piana ha replicato a nome della Giunta. Ha ricordato le molte eccellenze su cui si regge il sistema Liguria e ha sottolineato che dal Salone Orientamenti, da poco concluso, è emersa nei fatti Unige come punto di riferimento nazionale. Le risorse disponibili per il piano triennale, ha aggiunto, saranno molto utili a migliorare ulteriormente le performance. Ha accolto infine con soddisfazione l’astensione di alcuni colleghi della minoranza, interpretandolo come il segno di una valutazione positiva di almeno alcuni aspetti del piano.
