Il Teatro dell’Opera Giocosa presenta il concerto sinfonico dell’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno (28 ottobre, ore 21.00), diretto dal Maestro Filippo Conti per la musica di Čajkovskij e Mozart.
Terminato nell’ottobre del 1775, il Concerto per violino e orchestra K. 218 è il quarto di una serie di cinque concerti per violino certamente attribuiti a Mozart. Debitore nello stile alla scuola italiana di Vivaldi, Tartini e Corelli, ha particolari punti di contatto con un Concerto di Boccherini. La grande cantabilità melodica e la varietà ritmica del Rondò finale (non scevro da effetti umoristici), ne fanno una pagina di grande bellezza.
L’idea dell’Ouverture-fantasia in Romeo e Giulietta prese corpo negli anni Sessanta dell’Ottocento grazie alla frequentazione di Čajkovskij con Balakirev. Fu lui a suggerire all’amico di ispirarsi al dramma shakespeariano, fornendogli consigli e un piano dettagliato per programma extramusicale da seguire. Indicata come “Ouverture fantastica”, Romeo e Giulietta ha la struttura di un poema sinfonico in Forma-sonata con un’introduzione e un epilogo. Fu eseguita per la prima volta a Mosca il 16 marzo 1870 con la direzione di Rubinštejn ma ebbe un’accoglienza piuttosto fredda da parte del pubblico. Fu ancora Balakirev a convincere Čajkovskij a rielaborarla modificandone l’introduzione, parte dello sviluppo e la conclusione. Nel 1880, poi, ne riscrisse l’epilogo. In questa versione, fu eseguita, per la prima volta, a Tiflis il 1° maggio 1886. La versione risente dell’influenza di compositori di Liszt e Glinka oltre che dello stesso Balakirev e il Russo vi conciliò tre elementi caratteristici del proprio stile: il rigore formale, l’accentuazione dei contrasti tematici, l’impiego della grande orchestra. I temi shakespeariani utilizzati fanno riferimento alla figura di Frate Lorenzo, al primo incontro della coppia e alla celebre scena del balcone.
Il soggetto de Lo Schiaccianoci venne proposto a Čajkovskij da Vsevolozskijj, allora direttore dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo, che voleva aggiungere al repertorio del teatro un altro grande ballo, beneficiando del felice connubio artistico tra Čajkovskij con il coreografo Marius Petipa. Il soggetto risale a un racconto di Hoffmann, nella riduzione francese di Alexandre Dumas padre. Sebbene inizialmente Čajkovskij non sembrò entusiasmarsi per una proposta che riteneva prima del necessario vigore drammatico Lo Schiaccianoci è ritenuto uno dei capolavori della musica per l’infanzia. Ultimato nel luglio del 1891, prima di cominciare l’orchestrazione, Čajkovskij decise di estrapolarne alcuni numeri per una Suite sinfonica cui lavorò tra il gennaio e il febbraio del 1892, per inserirla in un concerto da lui diretto e che si sarebbe tenuto nel teatro Marijnskij di San Pietroburgo. La Suite, pubblicata da Jurgenson nel 1892 con il numero d’opus 71a, si compone di otto brani dei quali i primi due sono tratti dal primo atto e gli altri sei dal secondo.
