Genova | (agenzia Dire) – A giudicare dai primi, rigogliosi bottini dell’ex ministro, governatore e sindaco, c’è da giurare che ci saranno tanti funghi. Ma il piatto principale del pranzo tra Claudio Burlando e il segretario del Partito democratico in Liguria, Davide Natale, programmato per giovedì prossimo nel buen ritiro del primo, a Torriglia, non saranno le prelibatezze dei boschi della Val Trebbia. Passato, neanche troppo, e presente del Pd in un franco confronto a quattrocchi, dopo qualche scambio di vedute non eccessivamente cordiale, nelle scorse settimane, tra le colonne dei quotidiani cittadini. Natale aveva accusato la chat di Burlando “Vasta Liguria”, diventata vera e propria agorà politica soprattutto per la parte più riformista e moderata di chi è o è stato nel Pd, ma non solo, di fare danni al partito. Burlando aveva risposto invitando a smetterla di guardare al passato, concentrandosi sulle proposte programmatiche, come fatto ad esempio da Vasta con il convegno sul porto e il pranzo sull’entroterra.
A ben vedere, nella chat i commenti più morbidi nei confronti dell’attuale dirigenza dem locale sono proprio quelli di Burlando. “L’attacco è stato personalizzato, ma non ce l’ho con lui- chiarisce Natale all’agenzia Dire- però voglio difendere la mia comunità, non posso accettare che si dica che il partito è morto nel 2020”. Ovvero quando è stato scelto Ferruccio Sansa come candidato governatore dell’asse giallorosso. I malumori, in realtà, risalgono almeno fino al 2015, ovvero alla spaccatura sulle candidature per le regionali, quando Luca Pastorino abbandonò il Partito democratico per candidarsi come esponente della sinistra, in alternativa all’allora dem Raffaella Paita. La vittoria andò a Giovanni Toti, la seconda (dopo quella delle comunali di Savona) di una lunga serie di sconfitte per il centrosinistra ligure, che non si è ancora arrestata.
“La mia critica a ‘Vasta’- precisa il segretario e consigliere regionale- nasce dal fatto che è stato scritto e riportato più volte, che il Pd è morto. Ma se domani mattina mia madre mi dicesse che questo Pd è morto, mi incaz..rei anche con lei”, confessa Natale. Quindi si è arrabbiato con la mamma del Pd? “Io voglio difendere la mia comunità. I vecchi che si impegnavano quotidianamente nell’organizzazione delle feste, del volantinaggio senza chiedere mai nulla, mi hanno insegnato che il partito è più importante dei personalismi. La nostra sfida deve essere quella di smetterla con le polemiche interne”. Come farete a fare pace con ‘mamma Burlando’? “La pacificazione si fa sui temi e su come si sta nel partito. E su questo voglio essere, ancora una volta, molto chiaro: chi sarà chiamato negli organi dirigenti del partito non avrà provenienze di correnti, aree o schieramenti a marchiarlo”.
In realtà, l’appuntamento della prossima settimana nasce da lontano, ma le ultime vicissitudini dei dem ne hanno accelerato la necessità. “Ricordo che uno dei primi messaggi che ho ricevuto quando sono stato proclamato segretario è stato proprio da Burlando- sottolinea Natale- eravamo già d’accordo di vederci per confrontarci, come voglio fare con tante altre persone che si sono un po’ allontanate dal partito perché dobbiamo andare a recuperare tutti per poter pensare di vincere alle prossime amministrative e iniziare a preparare il terreno per le regionali del 2025. Quello che pensa Claudio mi interessa: non c’è nessuna frizione personale e non sarà un pranzo riparatorio. Però, nel momento in cui stiamo mettendo un grande impegno per provare a rilanciare il partito, certi messaggi possono destabilizzare”.
Ma questo, tiene a precisare Natale, non vuole dire mettere a tacere chi la pensa diversamente: “Dobbiamo essere in grado di fare discussioni franche e accese, che negli ultimi anni sono mancate per paura di litigare, salvo poi farlo nei corridoi. Potremo avere idee diverse, ma dovremo avere un’impostazione politica unica, che deve esserne la sintesi. Solo così riusciremo a costruire la strada per riprenderci la Regione”. L’obiettivo, dunque, è solo uno: “Dobbiamo essere tutti impegnati nel costruire l’alternativa a questo centrodestra che distrugge la sanità, non crea occupazione se non precaria, che ha fatto della tutela dell’ambiente un orpello. Come ‘Vasta’ ci sono tante altre chat che magari non emergono, ma in cui circolano messaggi simili. e che possono destabilizzare la nostra comunità. Ma le nostre energie devono tutte essere concentrate su come rilanciare il partito”.
Non è escluso che ci si confronti anche sulla prossima segreteria regionale del partito che Natale vuole mettere insieme il prima possibile, appena passata la buriana delle fughe verso Azione. E, forse, qualche accenno potrebbe arrivare anche sulla strategia verso le regionali del 2025. “Il primo atto che faremo come segreteria- riprende Natale- sarà la ricognizione delle amministrazioni che andranno al voto la prossima primavera. Chi vuole sconfiggere le politiche di questo centrodestra deve impegnarsi in maniera straordinaria per vincere le amministrative e per prendere la rincorsa per le regionali. Se andiamo male alle amministrative, perdiamo il fiato per le regionali”.
Ma il tanto chiacchierato (e per nulla amato da Burlando e suoi) Luca Pastorino, fresco di rientro del Pd con tessera consegnata direttamente da Elly Schlein, potrebbe essere un nome valido per sfidare nuovamente Toti? “Capisco la discussione su chi sarà candidato presidente, però prima pensiamo ai sindaci- risponde il segretario- sono molto contento del ritorno di Pastorino, è un dirigente molto importante. Ma non discuto del candidato presidente ora. Il primo obiettivo è allargarci, anche per avere più personalità possibili tra cui scegliere il candidato presidente più forte. E questo avverrà solamente dopo le amministrative”. (agenzia Dire)
