Albenga Jazz Festival 2023 prima serata

di Alfredo Sgarlato – Inizia una nuova edizione dell’Albenga Jazz Festival che si preannuncia notevole. L’aperitivo pomeridiano è l’esibizione della banda Giuseppe Verdi di Albenga, diretta dal Maestro Raffaele Esposto, con ospiti speciali Stefano Guazzo al sax e Luca Begonia al trombone, più una sezione ritmica con Giovanni Piccardo, Federico Fugassa e Edoardo Vruna. Un concerto davvero piacevole, basato su alcuni standard immortali di Ellington, Monk, Porter, Jobim, Gershwin: gli arrangiamenti sono molto ben scritti e suonati con precisione dalla banda, e i solisti sono due bei talenti; Guazzo ha una bella voce al sax e Begonia uno stile fluido e scorrevole, la ritmica li supporta con scioltezza, il pubblico presente (raramente così folto ad un evento pomeridiano) si è sicuramente divertito.

Alla sera suona il quartetto di Nicolas Folmer, in prima assoluta per l’Italia, che esegue musiche di Michel Legrand, compositore francese noto soprattutto per le colonne sonore, soprattutto per il sodalizio con Jacques Demy, ma da Godard a Clint Eastwood a successi come “Il caso Thomas Crown” sono oltre duecento i lavori di Legrand, premiati con numerosi Oscar e Grammy. Si inizia con un’introduzione al basso di Tony Sgro (che sostituisce il titolare infortunato, ma nessuno direbbe che sia un sostituto dato il feeling col gruppo) su cui si inserisce la tromba di Folmer, che nel corso della serata si esibirà anche come cantante e pianista. Il repertorio è soprattutto del Legrand autore di canzoni, spesso scritte in coppia con Claude Nougaro, come Les enfant qui pleurent, che Folmer canta da crooner, con voce confidenziale e quieta, quasi sussurrata nella celeberrima Les moulins de mon couer. A questi si alternano brani strumentali, con Folmer molto ispirato nei soli di tromba e flicorno, e un altrettanto ispirato Luc Fenoli, chitarrista dallo stile classico e tecnica impeccabile. Ottimo anche il batterista Jérome Achot, mai sopra le righe. Coinvolgenti i momenti più intimisti come What are you doing the rest of your life?, in una versione quasi ambient, o Summer of ’42, solo flicorno e chitarra.

Ancora una volta Piazza San Michele era gremita di pubblico, e anche i locali vicini (chi ha detto che con al cultura non si mangia?) e il pubblico ha apprezzato una serata di musica che avendo anche molti spunti melodici ha potuto attrarre anche un pubblico non di nicchia, mentre la tecnica sopraffina ed elegante del quartetto ha stregato i musicisti presenti. Oggi doppio appuntamento con Andrea Celeste alle 18 in Piazza San Siro e col grande Chico Freeman alle 21, 30 in Piazza San Michele.

*Foto di Giovanna Cirotto

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