“Ieri, in Commissione Ambiente, il viceministro del Mit ha risposto alla mia interrogazione sulla grave crisi idrica che ha colpito il nostro paese e in particolare sull’innalzamento del cuneo salino che ha interessato il comune di Andora, nel ponente ligure”, fa sapere il deputato del M5S Roberto Traversi, secondo cui “nella sua risposta, il Mit è stato deficitario in quanto non ha dato indicazioni concrete e credibili sia per la questione locale che per le strategie messe in campo a livello nazionale”.
“il viceministro dichiara che i cronoprogrammi dei lavori inerenti il Masterplan-Sistema Roja sono rispettati, ma la realtà dei fatti è alquanto diversa. I dati forniti dal Comune di Andora e dal Ministero sono discordanti: la stessa Rivieracqua S.p.a. con prot.11078 inviato al Comune, ammette grandi ritardi sull’attuazione del Masterplan. In base alle dichiarazioni delle associazioni di categoria mancherebbero all’appello circa 4000 metri cubi giornalieri di acqua… se questo per il Ministero è “normale” ci chiediamo allora a quali vette potrebbe arrivare l’emergenza”.
“Il Mit non ci ha convinto con la sua risposta alle nostre richieste in merito alla grave situazione locale di Andora e in generale su quella nazionale di crisi idrica e cuneo salino. La cittadinanza, poi, gravata dall’acqua salata dai rubinetti, deve accontentarsi della soluzione-tampone offerta dai desalinizzatori che, lo ricordo, per mandare acqua potabile nei rubinetti costano 7.000 euro al giorno e per di più non assicurano risultati soddisfacenti, come più volte fatto sapere dagli utenti. Se il ricorso ai desalinizzatori fosse un successo come qualcuno ha ventilato, il Ministero li avrebbe certamente citati. Il silenzio sul tema oggi al Question time, invece, mette il dito nella piaga: si stanno spendendo enormi quantità di soldi pubblici a fronte di risultati tutt’altro che soddisfacenti”, conclude Traversi.
