Carenza di automedica in Valbormida: interrogazione in Consiglio regionale

Arboscello Roberto

Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha presentato in Consiglio regionale un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di rivedere la propria posizione in merito al tema emergenza/urgenza in Valbormida. Il consigliere ha ricordato che in zona è prevista una sola automedica eppure la mattina del 5 gennaio 2022 si sono verificati due decessi di pazienti soccorsi dal 118 in codice rosso ed è dovuta intervenire un’altra automedica partita dall’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure per prestare un adeguato soccorso.

L’assessore alla salute Angelo Gratarola, rispetto ai casi citati, ha precisato che si tratta di fatalità imprevedibili e ha ricordato che l’ospedale di Cairo è sede di un’automedica e altre tre sono dislocate in Asl2 per un totale di 4 postazioni, che sono in linea con quanto previsto rispetto alla popolazione residente. L’assessore ha precisato chefra gennaio 2012 e 2022 c’è stata una media giornaliera di 2,8 interventi urgenti e che dal 3 gennaio 2022 la media è cresciuta a tree che, comunque, in caso di allerta rossa in Val Bormida, è prevista l’ implementazione del soccorso con una seconda automedica in via temporanea.

Arboscello: “Il rapporto costi-benefici non può essere l’unico parametro preso in esame sul tema emergenza/urgenza, soprattutto su un un territorio critico come la Val Bormida. La seconda automedica in allerta meteo rossa non è una risposta sufficiente”. ”Bene l’annuncio dell’assessore Gratarola di una seconda automedica in Val Bormida in caso di allerta rossa o di blocco autostradale, ma si tratta di un servizio aggiuntivo parziale e insufficiente, su cui chiederemo conferma. Per la sua conformazione orografica e per la vastità del territorio la Val Bormida ha fortemente bisogno di una seconda automedica come richiesto a più riprese da un intero territorio. Gli ultimi eventi tragici del 5 gennaio quando sono morte due persone soccorse dal 118 in codice rosso, ne confermano l’urgenza. La giunta però si è sempre rifiutata di attivarla appellandosi al rapporto costi-benefici: contestiamo fermamente questa posizione, perché sosteniamo che quando si parla di emergenza urgenza non sia possibile fare scelte solo in base alla mera e fredda analisi dei dati; in questo modo la politica abdica al suo ruolo e si piega solo alle scelte dei tecnici, che sono importanti, ma non possono avere la sensibilità e la conoscenza del territorio su cui ricadono. Su un territorio che ha perso prima l’ospedale, poi il pronto soccorso e ora può contare su un Punto di Primo intervento aperto solo 12 ore al giorno il binomio costi benefici non può esistere, perché se in un anno si salva anche solo una vita, grazie a un servizio in più, ne è valsa la pena”, così il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello dopo la risposta in aula alla sua interrogazione su una seconda automedica in Val Bormida.