Arboscello (PD): “Piaggio Aerospace, quando sembrava fatta ci ritroviamo di nuovo alla casella di partenza”

Arboscello Roberto

“Dopo anni, in cui si è lavorato a un percorso che traguardasse la vendita e quindi la messa in sicurezza di un eccellenza per il nostro territorio e per tutto il Paese come Piaggio Aerospace, ci ritroviamo al punto di partenza. Un gioco dell’oca giocato sulla pelle dei lavoratori: l’assenza di acquirenti mette l’azienda e i dipendenti in una posizione di forte insicurezza per il futuro”, così il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello dopo l’audizione dei capigruppo in Regione con sindacati, RSU e lavoratori.

“Ora diventa ancora più determinate il fattore tempo – osserva Arboscello – perché se oggi Piaggio Aerospace ha della liquidità e delle commesse per il 2023  su cui poter contare, è anche vero che manca un piano industriale e una prospettiva di medio lungo periodo. Per questo il tempo è fondamentale, perché oggi siamo di fronte a un’azienda ancora sana e piena di professionalità, ma con il passare del tempo il rischio è di trovarci di fronte a un’azienda in difficoltà, non solo dal punto di vista finanziario ma anche delle  professionalità, che potrebbero perdersi in questo clima di incertezze. Per questo è determinante l’azione della Regione Liguria, affinché si faccia interlocutore con i Ministeri della Difesa e dello Sviluppo economico, per risolvere definitivamente il problema Piaggio”

“Quello che chiedono i sindacati e i lavoratori, e che trova tutto il nostro favore, è che il Mise convochi un tavolo a cui siano presenti anche i sindacati, perché se si vuole dare una prospettiva all’azienda è essenziale che questa prospettiva si costruisca tutti insieme. L’azienda non ha bisogno solo di un acquirente finanziario, ma di un acquirente che abbia chiaro un Piano industriale per il rilancio. Per questo alla fine dell’incontro si è deciso di  presentare un ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche regionali, affinché il presidente e l’assessore si facciano interlocutori con i Ministeri, inviando un atto formale in cui si chiede un intervento diretto sulla questione e sottolineandone l’importanza”, conclude Arboscello