Terreni Creativi, risate e riflessioni profonde

di Alfredo Sgarlato – Ricco di spettacoli anche il giovedì di questa tredicesima edizione di Terreni Creativi. Si parte con “Eracle, l’invisibile”, secondo spettacolo di una trilogia ideata dal Teatro dei Borgia, che viene messa in scena in luoghi di vita quotidiana, in questo caso la mensa scolastica. Il protagonista e coautore del testo insieme a Fabrizio Sinisi, Christian Di Domenico, interpreta un uomo che ha conosciuto la stabilità economica e poi la rovinosa caduta, basandosi su racconti reali raccolti nella sua esperienza di volontario presso strutture di aiuto. Come il precedente “Medea per strada” il lavoro, interpretato benissimo, è inizialmente molto divertente, per poi diventare sempre più cupo e toccante.

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Ragazzo di vita”, ideata da Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco, è una performance, come evidente già dal titolo, ispirata dalle opere di Pasolini. Giovanfrancesco Giannini rende con molta bravura le atmosfere di “Accattone” muovendosi agilmente tra fiori, suoni di campane e canzoni popolari.

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Something stupid”, di Daniele Natali e Fausto Paravidino è un lavoro difficilmente collocabile in un genere: conferenza spettacolarizzata, stand up comedy, esperimento sociologico. A partire dall’inevitabile riflessione su come la pandemia abbia dato una mazzata al già agonizzante mondo dello spettacolo, si affronta un tema chiave dell’attualità, ossia la cosiddetta post verità, e le motivazioni che stanno dietro al suo successo, per poi, dialogando col pubblico, affrontare il confronto tra realtà e definizione e tra maggioranza e minoranza. Temi altissimi, ma si ride anche, grazie alla simpatia e bravura degli interpreti. Chiude la prima parte la performance “Almeno nevicasse”, conclusione del laboratorio tenuto da Francesca Sarteanesi.

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Ancora temi alti affrontati in modo leggero in “Totò e Vicè”, di Franco Scaldati, con l’adattamento e la regia di Giuseppe Cutino. Totò e Vicè sono due morti, che non comprendono la loro condizione, e si muovono in una scena fatta dal contrasto tra luci e ombre, accompagnati da musiche e suoni arcani. Un’opera molto suggestiva, poetica, è bello lasciarsi trasportare dal testo in siciliano senza chiedersi troppo il significato (che comunque scorre in traduzione su uno schermo), e farsi catturare da canzoni, armonie di fisarmonica e chitarra, voci antiche. In scena Rosario Palazzolo, Anton Giulio Pandolfo, Egle Mazzamuto, Sabrina Petyx, Maurizio Curcio (anche autore delle musiche), Pierpaolo Petta. Peccato però che lo spettacolo sia iniziato molto tardi. Chiude la serata il dj set di Fred Simon a base di musica disco. Terreni Creativi continua per altre tre serate.

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*Foto di Luca Del Pia cortesia di Kronoteatro