Crisi idrica in Liguria, interrogazioni in Consiglio regionale

Particolare del Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

Crisi idrica in Liguria: su questo argomento sono state presentate oggi in Consiglio regionale due interrogazioni: una da Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno), e sottoscritta da tutto il gruppo, la seconda da Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

Rossetti ha chiesto alla giunta un piano per affrontare l’attuale crisi idrica e per ridurne gli effetti negativi. Il consigliere ha sottolineato che altre Regioni si sono già attivate con provvedimenti ad hoc per la riduzione del consumo idrico e la razionalizzazione delle scelte e che l’emergenza idrica richiede, comunque, un coinvolgimento del Consiglio regionale e la convocazione delle commissioni consiliari per arrivare a scelte condivise.

Pastorino ha chiesto alla giunta quali sono le iniziative, nel dettaglio, che attiverà urgentemente per arginare le conseguenze dannose nel breve e lungo periodo, dovute dalla siccità, all’ambiente e all’economia del territorio. Il consigliere ha rilevato che negare da parte della Regione l’esistenza di un problema significa non attivare misure per rimediare agli effetti negativi dovuti alla siccità.

L’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone ha rilevato che l’Osservatorio per gli utilizzi idrici del distretto del Po già nel bollettino del 20 giugno scorso ha riconosciuto il livello di severità alta mentre l’Osservatorio del distretto dell’Appennino settentrionale, sul quale ricadono il 95% dei bacini liguri, ha rilevato solo nel bollettino del 4 luglio scorso un livello di severità alta che durerà probabilmente fino a metà settembre. Giampedrone ha precisato che, comunque, già il 23 giugno scorso l’assessorato aveva invitato i Comuni ad adottare misure di contenimento dei consumi di acqua sottolineando, peraltro, che la competenza diretta nella gestione delle risorse idriche, finché non scatta l’emergenza, non è della Regione ma delle Province e dei soggetti gestori. L’assessore ha ricordato, infine, che il presidente della giunta Giovanni Toti ha chiesto al Governo lo stato di emergenza.

iccità, Rossetti (PD): “Basta con i piani da applicare in emergenza, bisogna puntare sulla prevenzione con progetti di medio e lungo periodo contro lo spreco d’acqua e il suo riuso”. “Dall’assessore Giampedrone non è arrivata nessuna risposta puntuale sui programmi futuri, ma  solo un vedremo, sapremo, capiremo, in base a come si evolverà la situazione e solo per rispondere all’emergenza. È necessario invece avere idee chiare che vadano oltre l’applicazione di piani emergenziali, di cui sin qui abbiamo sentito parlare. Per questo chiediamo di sviluppare una gestione della crisi idrica che non sia né episodica né temporanea, ma abbia una visione di medio e lungo periodo”, dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti, dopo la discussione in una della sua interrogazione sulla crisi idrica che sta investendo il Paese e la Liguria. 

“Dobbiamo immaginare, da qui ai prossimi 10 anni, le misure necessarie per la raccolta dell’acqua piovana e il suo riutilizzo, il contrasto alle perdite e allo spreco dell’acqua potabile, pensando a un piano di diversificazione degli utilizzi dell’acqua potabile, di quella piovana, e di quelle che possono provenire da dissalazione e impianti di depurazione.  In questo paese continuiamo a dare ristori, intervenendo sui danni e gestendo emergenze, è giunto invece il momento di puntare su interventi di prevenzione. Il rischio se no è fare solo assistenzialismo, che non risolve il problema, ma anzi, svilisce anche chi subisce i danni ed è costretto a chiedere aiuto ed aspettare i ristori”, conclude Rossetti. 

Riutilizzo delle acque reflue degli impianti di depurazione in Liguria

In Consiglio regionale oggi su questo argomento sono state illustrate una interpellanza, presentata da Davide Natale (Pd-Articolo Uno) e sottoscritta da tutto il gruppo, e una interrogazione, presentata da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta dal collega del gruppo.

Natale ha chiesto alla giunta perché non si siano ancora adottate iniziative per l’utilizzo delle acque reflue depurate nei nuovi impianti e nell’ammodernamento di quelli esistenti. Il consigliere ha sottolineato che le acque reflue depurate rappresentano una risorsa da non sprecare, soprattutto se si considera che la disponibilità di acqua dolce per gli utilizzi umani si riduce sensibilmente con il passare degli anni.

Tosi ha chiesto alla giunta di ridurre al minimo gli sprechi di acqua e di prevedere leggi che stabiliscano le norme di distribuzione dell’acqua depurata con relative tariffe e manutenzione degli impianti. Il consigliere ha rilevato che in Liguria funzionano 24 grandi depuratori, capaci di trattare i reflui per un bacino di utenza pari ad almeno 15 mila abitanti: 6 in provincia di Imperia, 3 nel savonese, 12 nel genovesato, 3 nello spezzino.

L’assessore al ciclo delle acque Giacomo Giampedrone ha spiegato che la giunta sta seguendo un percorso normativo che già domani porterà all’esame del Consiglio regionale un’iniziativa legislativa per cui si potrà utilizzare per impieghi non potabili l’acqua depurata da impianti con adeguate caratteristiche tecniche. Giampedrone ha spiegato che si tratta di un percorso che nasce dall’attuale emergenza, ma che rimanda alla giunta una serie di azioni successive affinché il riutilizzo dell’acqua diverso diventi una consuetudine anche in Liguria, la dove siano adottati impianti di depurazione tecnologicamente adeguati.

Tosi (M5S): “emendamento alla legge regionale in grave ritardo”. “Eppur si muove… la macchinosa compagine totiana, che con si è presa tutto il tempo che ha voluto per mettere mano a un grave vuoto normativo regionale: da settimane, infatti, aspettiamo di discutere la mancanza di una legge che stabilisca le norme di distribuzione dell’acqua depurata con relative tariffe e manutenzione degli impianti. Tema oggi di stringente attualità”.

Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi, primo firmatario dell’interrogazione a risposta immediata sull’utilizzo delle acque depurate approdata oggi in Aula. “Al netto dei dieci milioni richiesti al Governo (per le forme di approvvigionamento idrico e la sostituzione di condutture danneggiate) a seguito dello stato d’emergenza decretato dal presidente Toti lo scorso 7 luglio, in ritardo peraltro rispetto ad altre regioni del nord Italia, ci sono delle risorse finanziarie e sono previste per l’attuazione degli interventi relativi all’Investimento 4.4 (“investimenti in fognatura e depurazione”), Missione 2, Componente 4 del Pnrr. Parliamo di 600 milioni di euro: di questi, alla Liguria ne spettano quasi 16 milioni. Il decreto di riferimento, il DM 191 del 17 maggio scorso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 giugno, fissa il termine alle ore 12.00 del 23 agosto 2022 per presentare la proposta progettuale. Il bando è stato aperto il 2 luglio scorso, e noi in Liguria ad oggi non abbiamo ancora una legge che regolamenta le norme di distribuzione dell’acqua depurata. L’avremo a breve, ma abbiamo perso tempo prezioso”.

“Auspichiamo che la Giunta si attivi finalmente e soprattutto celermente per varare la legge che consenta il riuso dell’acqua dei depuratori, consentendone così l’uso per fini non idropotabili. Le segnalazioni di lavori di scarico a mare non eseguiti a regola d’arte, peraltro, si sono accavallate e hanno comportato sistematici divieti di balneazione durante la stagione estiva. La Giunta intervenga dunque senza perdere altro tempo e si scusi con turisti e residenti per i disagi creati fino ad oggi per l’assenza di questa norma, che finalmente vedrà la luce a seguito della nostra opposizione costruttiva, proprio come accaduto per la “Dote Sport”.  “Regione Liguria deve guardare avanti, comprendere il contesto storico e agire in ottica eco-sostenibile. “La mia Liguria”, non può essere solo uno slogan vuoto nei contenuti”, conclude Tosi.

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